Libertà e Controllo Mentale

"[...] due cose sono chiare: primo, che nel porre le domande non metteremo limiti alla nostra arroganza (Hybris); secondo, che nell'accettare le risposte ci condurremo sempre con umiltà. Queste due caratteristiche ci metteranno in netto contrasto con la maggior parte delle religioni del mondo, le quali dimostrano scarsa umiltà nell'accettare le risposte, ma grande timore nel porre le domande".

Gregory Bateson

 

Se foste sotto il controllo mentale da parte di qualcuno, sareste in grado di accorgervene? La risposta è no. Allora, come potreste uscirne? Da soli non vi riuscireste, potreste farlo soltanto grazie all'aiuto di qualcun altro. Inoltre, dovreste capire che cos'è e come funziona il controllo mentale.

Per esercitare su di voi il controllo mentale non è necessario legarvi, portarvi in una stanza buia, puntarvi addosso delle luci e farvi il lavaggio del cervello. Basta soltanto avere un po' di pazienza, capire quali sono i vostri bisogni irrisolti e fornirvi pian piano delle soluzioni convincenti che possano farvi star meglio: iniziando così ad intervenire su qualche vostro comportamento, credenza o sentimento. L'importante è intervenire sull'aspetto che incontra meno resistenze da parte vostra e darvi l'impressione che siate liberi di cambiarlo a vostro piacimento, per libera scelta.

Se per un motivo qualsiasi il vostro comportamento, o i vostri sentimenti, o le vostre convinzioni cambiano, l'intera gamma di valori e l'immagine che avete di voi stessi muteranno a loro volta, per accordarsi al cambiamento, per evitare una dissonanza cognitiva. È il principio scoperto dallo psicologo Leon Festinger (1957), che per primo studiò alcune forme di manipolazione mentale.

Il controllo del vostro comportamento può avvenire attraverso il cambiamento di alcune abitudini, come ad esempio la partecipazione ad alcune attività, alcuni cambiamenti dell'alimentazione, del vestiario, del gergo linguistico, dei ritmi del sonno, di alcuni aspetti delle normali attività quotidiane. In altre parole si tratta di modificare o di introdurre qualche nuovo comportamento nella vostra vita di ogni giorno, secondo il suggerimento di Pascal: se non hai fede, comportati "come se" l'avessi e alla fine arriverà.

Il controllo del vostro pensiero può avvenire interiorizzando qualche forma di ideologia o nuove convinzioni che inizialmente sembrano fornirvi la soluzione a una vasta gamma di problematiche personali, interpersonali ed esistenziali. Qualche forma di "verità" che finisce, pian piano, per diventare l'unico modo attraverso cui interpretate la realtà, le relazioni e ogni evento della vostra vita. Si tratta di idee che per voi divengono sempre più prevalenti: per quanto all'inizio siano accettabili e comprensibili, divengono poi perseguite ai limiti del ragionevole, in altre parole tutta la vostra vita inizia sempre più a svolgersi attorno ad esse. Il controllo del vostro pensiero è esercitato anche escludendo sempre più le informazioni che provengono da altre fonti e mettendo a tacere dentro di voi qualsiasi forma di perplessità o di dubbio.

Il controllo dei vostri sentimenti può avvenire attraverso la dipendenza relazionale verso colui o il gruppo che esercitano il controllo mentale, che voi percepite come coloro che sono in grado di soddisfare determinati vostri bisogni o che solo in quel contesto, o attraverso quell'ideologia o quei metodi, è possibile trovare la soluzione a determinati problemi fisici e materiali, interpersonali e sociali, mentali e spirituali. In tal modo, la frequentazione assidua di quel contesto diventa per voi sempre di più fonte di soddisfazione e felicità, e il gruppo che lo costituisce diviene la vostra famiglia ideale. Questo percorso vi porta così a restringere sempre di più le vostre relazioni interpersonali alle sole persone coinvolte nella medesima forma di controllo mentale e infine di non essere più in grado di prendere decisioni autonome senza il consenso altrui, pena il senso di tradimento o di colpa. O ancora, attraverso la paura di non poter ottenere determinati risultati se non attraverso il legame o l'affiliazione con colui o coloro che esercitano su di voi il controllo mentale.

In sintesi, il controllo della vostra mente da parte di altri è un percorso graduale di assoggettamento verso qualcuno o un gruppo cui date credito, che avviene per cercare di soddisfare alcuni vostri bisogni irrisolti, conformando progressivamente il vostro comportamento, il modo di pensare e di sentire ai suggerimenti altrui. Perché ciò sia possibile, ogni vostro disagio interiore, o dissonanza cognitiva, causato fra ciò che percepite nella situazione e nei vari aspetti del vostro comportamento, del pensiero e dei sentimenti, deve essere più o meno consapevolmente messo a tacere. È un meccanismo per cui, anziché ascoltare il vostro disagio, preferite accantonare le vostre perplessità e i dubbi per continuare a credere a qualcosa che in realtà è un'illusione. Sarebbe come scegliere, fra tutte le strade possibili, le vie che vi conducono verso un vicolo cieco per arrivare a credere che quella è per voi l'unica alternativa possibile.

Detto ciò, come potete prevenire che qualcuno controlli la vostra mente? L'arma più efficace a vostra disposizione è il dubbio, ossia di utilizzare il dubbio per porvi delle domande. Chiunque voglia controllare la vostra mente storce il naso non appena si nomina il dubbio, perché evitare di utilizzarlo significa scegliere di non pensare, di abdicare al vostro intelletto e alla vostra capacità di discernere il vero dal falso.

Alcune domande che potreste porvi sono: questa persona o questo gruppo che background hanno? Cosa dicono diverse altre fonti attendibili su di lui o loro? Lui o il suo gruppo hanno mai avuto condanne penali? Se sì, qual era l'incriminazione? Cosa dicono di lui o di loro le persone che se ne sono andate o sono fuoriuscite dal gruppo? A quali risultati verificabili porta la sua proposta, il suo metodo o la sua ideologia? Questi risultati sono stati validati anche da diverse altre fonti? E così via.

L'umanità è progredita grazie all'uso del dubbio, ponendosi domande intelligenti e cercando delle risposte verificabili: è così che Galileo Galilei ha formulato il metodo scientifico. Il dubbio formula un'ipotesi, poi avviene una verifica sperimentale per attestarne la validità. Se anche altri possono dimostrarlo concretamente, allora significa che l'ipotesi è valida, altrimenti è da scartare. L'uso del dubbio costruttivo vi permette di analizzare le idee con rispettosa imparzialità e discernimento, così da riconoscere e distinguere il vero dal falso. Solo una ragionevole e approfondita indagine è in grado di demolire il dogmatismo e il fanatismo.

E se foste sotto il controllo mentale di qualcuno, come potreste liberarvene?
In sostanza si tratta di riconoscere che la libertà è frutto di un percorso verso una maggiore integrità e autonomia, e agire di conseguenza.

Integrità significa che siete liberi nella misura in cui date ascolto a tutte le vostre parti interiori armonizzandole coscientemente fra loro, anziché sacrificarne alcune a discapito di altre. In altre parole che i vari aspetti del vostro comportamento, delle idee e dei sentimenti debbono essere riconsiderati e armonizzati fra loro in modo consapevole, vagliando onestamente, di volta in volta, i vostri valori, i bisogni, le motivazioni, i dubbi e le perplessità. Ad esempio, potreste fare un elenco e una riesamina di tutti i vostri dubbi e perplessità che avete accantonato nel corso del tempo nei confronti di qualcuno o di un certo gruppo e poi cercare di fare un'indagine personale approfondita, senza tralasciare di confrontarvi anche con altre persone che la pensano diversamente da voi, inclusi coloro che se ne sono andati o hanno lasciato quel gruppo. Si tratta di imparare a tollerare le vostre dissonanze interiori e avere il coraggio di rimettere in discussione i vostri bisogni e le vostre convinzioni, rimanendo aperti alla disponibilità di prendere in considerazione punti di vista diversi dal vostro. Altrimenti, sarà soltanto un evento traumatico a mettervi nella condizione di rivedere le vostre convinzioni.

È anche vero che per crescere avete bisogno di una certa stabilità interiore e, quindi, di certezze che non possono ogni volta essere rimesse in discussione. Ma chi esercita il controllo mentale ha la capacità di arrivare a farvi modificare anche le vostre convinzioni fondamentali, quelle su cui fondate la vostra vita, e arrivare così a mettervi in condizione di non riuscire nemmeno immaginare di poter far a meno di costoro.

Autonomia significa che siete in grado di decidere senza richiedere un'eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni, di manifestare disaccordo senza per questo avere timore di perdere il supporto o l'approvazione, di discernere e avere fiducia del vostro giudizio, di provvedere ai vostri bisogni e prendervi la responsabilità della vostra vita, di iniziare e portare a conclusione i vostri progetti personali in più aree della vita, di riuscire a stare con la vostra solitudine senza cercare urgentemente le relazioni come fonte di accudimento e di supporto.

Quando si esce dal controllo mentale da parte di una persona o di un gruppo si provano sensazioni simili a quelle che si sperimentano quando si esce da una tossicodipendenza: il velo dell'illusione inizia a cadere e tutte le dissonanze che erano state accantonate riemergono una dopo l'altra. In altre parole ci si trova a confrontarsi con le dolorose dissonanze fra lo scetticismo attuale e le precedenti convinzioni e comportamenti: quella fede ora sembra assurda e questo genera delusione, frustrazione, senso d'impotenza, rabbia, vergogna, senso di umiliazione e depressione, con diversi gradi di intensità secondo la durata e il grado di controllo mentale subito. Anche perché alcuni potrebbero essere andati talmente in là da investire tutto il loro tempo e le loro energie in quella causa, magari fino a perdere il lavoro, lasciare la casa e spendere tutti i loro risparmi. In questa fase occorre molto coraggio e umiltà e, spesso, l'aiuto di un buon psicoterapeuta per intraprendere la fase di ricostruzione dell'integrità e dell'autonomia personale.

Può dirsi libero chi è in grado di governare i propri bisogni, le emozioni, i pensieri e le azioni, anziché esserne governato. Fintanto che il nostro discernimento è influenzato da caratteristiche familiari e nazionali, dalla cieca obbedienza, dall'emotività, da istinti, bisogni, paure, desideri e abitudini siamo come delle marionette. La libertà inizia quando siamo disposti a superare i condizionamenti dei bisogni, dell'emotività, delle abitudini, dei ruoli, dei preconcetti, delle esperienze passate, dell'ambiente, della cultura, delle opinioni e dei giudizi altrui.

Siamo liberi quando le nostre azioni sono guidate dalla saggezza in modo da aumentare le nostre ulteriori possibilità di scelta, in altre parole che di fronte a tutte le numerose opzioni della vita siamo in grado di scegliere con saggezza la direzione che moltiplica le nostre prospettive future, anziché restringerle.

La libertà va riconquistata o salvaguardata ogni giorno attraverso la consapevolezza, il coraggio, la volontà, la responsabilità, l'impegno, la perseveranza, la padronanza di sé, una continua vigilanza e la saggezza.

Il processo di liberazione è un impegno quotidiano, ma cosa fare poi con la vostra libertà? È fonte di ansietà non sapere che farsene della libertà. La libertà comporta una conquista continua, ma anche una responsabilità progettuale. La responsabilità di avere delle mete, dei propositi, un significato della vita e molteplici relazioni interpersonali con cui confrontarsi e crescere.

Marco Moretti www.psicosintesi.eu

 

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Commenti 1

 
Daniele il Lunedì, 24 Giugno 2013 06:08

Esistono oggi presso a poco un milione e mezzo di cose che possono entrare a far parte della tua immaginazione o che possono far da variabili alle due scelte e senza che tu te ne renda conto temi qualcosa che non hai mai visto, nell'autunno del 1935 quel qualcosa ero io, tutti mi hanno visto percorrere quel viale molti credono di aver parlato con me eppure nella realtà non sono mai stato perché semplicemente io non esisto, ciò che vedrai ora è solo un attrazione atta a uno scopo, la fase quattro.


1 attirare l’attenzione del soggetto su un punto fermo.
2 capovolgere l’attenzione in paura.
3 trasformare la paura in obbedienza.

Dal libro “Avresti Potuto Dirmelo Prima”
il nuovo Romanzo di Daniele Diamanti
www.danielediamanti.weordpress.com

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