Studi sulle Opere di Rudolf Steiner

Capitolo I 

a cura di Tiziano Bellucci

Intro da: Le forze plasmatrici eteriche pag.191 (G.Wachsmuth)

Goethe ha fornito delle indicazioni fondamentali sulla sua dottrina dei colori, circa l'interpretazione della natura del colore sulla base di "luce" e "tenebra".

Newton circa la teoria dei colori dice: "la luce bianca, che emana dal sole è composta di luci colorate. I colori sorgono perché le singole parti costituenti la luce, vengono separate." Goethe confutò tali parole, con esperimenti, dimostrandovi degli errori. Goethe sostiene che il colore si origina dall'incontro della luce con le tenebre. Il buio è un fenomeno, così come lo è la luce: non si tratta di un nulla. Se il buio fosse il nulla, guardando nel buio non si avrebbe la percezione della sensazione delle tenebre.

Per Goethe il nero, la tenebra non è assenza assoluta di luce, priva di forze, ma qualcosa di attivo. Si contrappone alla luce ed accende un rapporto di reciprocità con essa. La luce e le tenebre si possono paragonare come due polarità: il polo positivo e negativo di una calamita. Il buio limita l'azione della luce, e la luce limita quella del buio. In entrambi casi sorge il colore. La tenebra e la luce sono poli contrapposti. Si possono eleggere quali simboli di luce e tenebre, rispettivamente, il sole e la luna. Le due forze universali tramite cui si estrinseca nel mondo il crescere e l'appassire, ossia i processi della vita e dell'appassimento, avvengono tramite la cooperazione della luce diurna del sole e della forza di tenebre notturna della luna.

Tali forze si possono anche definire: etere della vita del sole e etere chimico della luna.
L'etere della luce e del calore sono forze eteriche inserite entro l'organismo terrestre a mezzo dell'influenza degli altri pianeti e delle costellazioni.

Le variazioni cromatiche coloristiche che avvengono sulle sostanze terrestri, sorgono a mezzo delle forze formatrici eteriche, o mondo elementare. Tramite tali forze si esprime l'agire del cosmo stellare e planetario sulla materia terrestre.

A seconda che nel mondo, le sostanze fisiche siano prevalse in modo minore o maggiore uno dei 4 eteri, sorgono 4 colori differenti:

- se prevale l'etere del calore sorge il rosso;
- se prevale l'etere della luce sorge il giallo;
- se prevale l'etere chimico sorge il blu;
- se prevale l'etere della vita sorge il violetto.

Le infinite variazioni del mondo dei colori si presentano perché le forze della luce vengono gradualmente indebolite dalla tenebre, o quelle delle tenebre superate da quelle della luce. Ogni colore è il risultato di una lotta fra le forze eteriche della luce e quelle della tenebra. Il mondo dei colori nasce da una collaborazione o interazione fra l'elemento terrestre e quello planetario, cosmico.

* * *

Dornach, 6 maggio 1921

PRIMA CONFERENZA

L'ESPERIENZA DEL COLORE (R.Steiner)

Prefazione
Come mai la materia si presenta in colori? Come fa il colore a fissarsi sui corpi?
A tale domande è possibile rispondere solo attraverso la conoscenza dei nessi e i rapporti esistenti fra l'esistenza terrestre e le potenze cosmiche creatrici: poter riconoscere come il sole, la luna, i pianeti e le forze stellari agiscano sugli elementi terrestri.

La conoscenza dei colori e del loro manifestarsi deve venire svincolata dai concetti ordinari della fisica astratta per trasportarla nel campo di un'arte orientata antroposoficamente.

La trattazione sui 4 colori immagine e i 3 colori splendore, danno al pittore la possibilità di sviluppare una tecnica di velature, si sovrapposizioni i cui processi coloristici corrispondono all'espressione delle forze agenti nel cosmo sui diversi gradini dei regni della natura. Minerali, vegetali, animali e umani hanno differenti qualità coloristiche: in ogni regno appare il manifestarsi di un'essenzialità (entità spirituale) di natura diversa e peculiare.
Si tratta di un concetto artistico completamente nuovo.

I quattro colori immagine
Più che alla considerazione delle esperienze soggettive, è importante arrivare alla comprensione della natura oggettiva del colore: tale indagine ci condurrà a ciò che di essenziale opera nel mondo, manifestandosi nei cromatismi.

Goethe: "L'arte è la più degna interprete dei segreti della natura".
Solitamente si considera il colore solo per ciò che dona sensorialmente, disteso sulle cose del mondo: non ci si sente spinti ad andare oltre ad esso, ad indagare la natura del colore in sè. Non si presenta l'interesse a cercare le cause del fenomeno "colore".

La fisica asserisce che nel mondo esterno i colori non esistono sulle superfici, ma che fuori esistano solo degli atomi in vibrazione che reagendo con la nostra interiorità danno modo a quest'ultima di poter sperimentare i colori come qualcosa di oggettivo. In altre parole, il mondo dei colori esiste solo per i nostri sensi. 

Qui tali vibrazioni dell'etere sono completamente inventate.
(Esperimento dei tre fogli verdi con omini rossi, fior di pesco e azzurro per poter suscitare diverse sensazioni e stati d'animo) Dentro al colore risiede qualcosa che va al di là del contenuto di sensazioni soggettive, ma che vivendo in maniera oggettiva, come entità spirituale si esprime tramite gradazioni di colore.

Il verde e il mondo vegetale
Se prendiamo il verde, subito con esso si collega in noi il concetto del mondo vegetale. La pianta oltre che ad un corpo fisico, ha un corpo vitale o eterico, il quale però non è verde. Esso è colorato diversamente, ma interagendo con l'elemento minerale di cui è costituita la pianta, il corpo eterico vegetale si manifesta con l'espressione verde.

L'essenza della pianta o entità eterica, ha un'analogia con il vivente, ma solo che per chi come l'uomo può percepire solo la sua manifestazione fisica minerale, deve necessariamente apparire in un immagine verde. Il verde è quindi non l'essenza reale della pianta, ma la sua sola immagine, dietro la quale sta la vivente essenzialità eterica, invisibile ai sensi ordinari. Così come guardando un ritratto o una foto di un uomo non diciamo "questo è un uomo", ma soltanto la sua immagine, allo stesso modo guardando il verde della pianta non possiamo dire che essa è l'essere della pianta ma che il verde è soltanto l'immagine morta del vivente essere della pianta, che non vediamo.

Per il minerale, l'animale e l'uomo non si può dire che il vivente sia la loro parte più essenziale: il minerale non ha vita; l'animale ha vita, ma la sua essenzialità si esprime maggiormente nella sua mobilità, istintività e passionalità: (anima) nell'uomo pur avendo vita e passionalità si esprime massimamente la sua capacità intelligente intuitiva(spirito).

Nella pianta la sua peculiarità, la sua essenza si esprime come portatrice di vita:

- il verde rappresenta l'immagine morta della vita. Non vediamo nella pianta direttamente la sua essenza vivente ma solo la sua veste apparente, il verde.

Il fior di pesco e l'incarnato umano: il colore della pelle umana

Un uomo malato, poco vitale diventa verde. L'incarnato è l'immagine dell'anima; è l'anima che sperimenta se stessa.

- Il fior di pesco rappresenta l'immagine vivente dell'anima.

Il Bianco: lo spirito
Il bianco, sperimentato animicamente rivela una certa affinità con la luce.
(La Luce è la vita occulta degli enti: le cose sono intessute di Luce. La materia è solo l'aspetto esteriore della Luce, è Luce condensata: il cadavere della Luce. Mediante l'occhio le cose appaiono, perché si "vestono" di Luce: la Luce dell'anima dell'uomo s'incontra con la Luce della materia; è un ritrovarsi fra luci e spiriti. Tutto il soffrire dell'uomo è il non vedere la vera Luce, pur vedendo che Essa illumina il mondo, da dietro le cose. L'uomo crede di vedere la luce, non sa di non vederla: non sa che il suo soffrire è appunto il non vederla, credendo di vederla quando guarda il mondo. La Luce è ideazione; un'immagine di un'Essenza che affiora, che emerge misteriosamente e innatamente nell'anima ogni qualvolta lo sguardo dei sensi percepisce le cose illuminate. La luce, mediante il Sole, irraggia nel mondo illuminando le cose; Essa rende visibili le cose, ma non sé stessa. Mentre nel mondo essa si esplica come "illuminazione", nell'uomo diviene invece facoltà di Pensiero. Noi non vediamo la luce, ma solo ciò che essa illumina. Essa rende percepibili i colori. Non si percepisce la luce allo stesso modo di come si percepiscono i colori. Il bianco è affine alla luce, ma non è la luce. La luce è ovunque vi è chiaro, ma non vediamo lei stessa. La luce per poter agire ha bisogno di cozzare con qualcosa. Quando la notte ci svegliamo, sentiamo che nella tenebra non riusciamo a trovare noi stessi: troviamo noi stessi quando vi è luce. Con la luce abbiamo lo stesso rapporto che il nostro io ha con il mondo. Nella luce abbiamo qualcosa di affine allo spirito, simile a ciò che nel nostro pensiero si muove come spirito. La luce del mondo è sia fisica che spirituale.)

L' io è spirituale ma può sperimentarsi solo attraverso l'anima:
- il bianco o la luce, rappresenta l'immagine animica dello spirito.

Il nero: la morte
E' possibile parlare del nero solo se si conosce la luce, e lo si mette in rapporto con il suo opposto. Il carbone, ciò la pianta priva di vita, esprime il nero. L'elemento minerale ha quindi per immagine il nero. Il nero è estraneo alla vita, gli è ostile. La vita non ha nulla a che fare con il nero: in ogni cosa priva di vita si esprime potenzialmente il nero.

- Il nero rappresenta l'immagine spirituale di ciò che è morto.

I colori che abbiamo trattato sinora non sono nulla di reale come essenza: sono solo immagini, ritratti, vesti dell'essenza che vi sta dietro.

Abbiamo nel nero l'immagine di ciò che è morto, nel verde l'immagine di ciò che è vivo, nel fior di pesco l'immagine dell'anima, nel bianco l'immagine dello spirito.

Avremo quindi connesso ai regni terrestri:

- tramite il mondo minerale si manifesta il nero, che rappresenta ciò che è privo di vita, anima e spirito (morte)

- tramite il mondo vegetale si manifesta il verde che rappresenta l'essere eterico della pianta;

- tramite il mondo animale si manifesta il fior di pesco che rappresenta l'essere animico;

- tramite il bianco si manifesta il bianco che rappresenta l'essere spirituale dell'uomo.

Il contatto con la morte si esprime con il nero;
Il contatto con la vita e con la morte si esprime con il verde;
Il contatto con la morte, la vita e la sensazione si esprime con il fior di pesco;
Il contatto con la morte, vita, sensazione e pensiero si esprime con il bianco.

* * *

Dornach, 7 maggio 1921

SECONDA CONFERENZA
Carattere immagine e carattere splendore dei colori

Il bianco, il nero, il fior di pesco e il verde esistono nel mondo con il carattere di immagini. Affinchè possa sorgere il carattere immagine di un dato colore, occorre che una data essenzialità venga accolto da un'altra essenzialità.

Nei colori immagine abbiamo un essenza, che non potendo apparire nella sua reale natura perché impossibilitata ad apparire a causa della limitata capacità percettiva umana, deve utilizzare un "mezzo"quale intermediario.

Se l'essenzialità di ciò che è vivente viene accolta da un'essenzialità minerale (morta), sorge il verde. Si tratta di distinguere fra ciò che riceve e ciò che dà: fra l'elemento in cui si forma l'immagine (minerale) ricevendola e quello che suscita l'immagine dandola (il vivente). In questo caso il vivente imprime il carattere "verde" quando il morto minerale la riceve.

Occorre distinguere ciò che proietta, getta l'ombra (minerale) e ciò che agisce come sorgente di luce (essere vivente vegetale). Quando l'essere della pianta illumina gli elementi minerale si forma un'ombra immagine verde.

Avremo quindi una sorgente di luce e un proiettore che proietta l'ombra della luce: ne risulta un'immagine d'ombra.

- Se il minerale illumina lo spirito, lo spirito proietta il nero: immagine di ciò che è morto. E' l'ombra proiettata nello spirituale da ciò che è morto, senza vita.

- Se il vivente illumina il minerale, il morto proietta il verde: immagine di ciò che è vivo. E' l'ombra proiettata da ciò che è vivo entro il regno senza vita.

Se l'astrale illumina il vivente, il vivente proietta il fior di pesco: immagine di ciò che è animico. E' l'ombra proiettata da ciò che sente entro il mondo del vivente.

Se lo spirito illumina l'astrale, l'astrale proietta il bianco. E' l'ombra proiettata dal mondo spirituale entro il mondo della sensazione.

Ombra e immagine sono affini tra di loro.

Esempio di irraggiamento entro uno spazio bianco, da due lati opposti, del giallo e dell'azzurro: dall'incontro dei colori compare il verde.

Esempio di colorazione alternata successiva di bianco e nero: essi non devono essere in quiete, ma ondeggiare compenetrandosi. Devono poi venire irraggiati, illuminati di rosso. Sorge il fior di pesco. Il reciproco vibrare di bianco e nero, nel quale si faccia risplendere il rosso, dà il fior di pesco.

L'essenza dei seguenti colori impone, per gusto artistico, le seguenti modalità di riproduzione; fare il contrario è come prendersi gioco e non aver rispetto della loro essenza:
Il verde si lascia piacevolmente delimitare.

Il fior di pesco e il lilla non desiderano venire delimitati.

Il giallo non desidera delimitazioni ma solo rarefazioni sui contorni. Il giallo deve irradiare: carico al centro, sfumato alla periferia. Esso esprime qualcosa che si propaga all'infinito. Ha valenza d'irradiazione centrifuga.

L'azzurro non permette di essere dipinto uniformemente: deve essere carico ai bordi e tenue all'interno. Esso esprime qualcosa che si ritira in se stesso. Ha proprietà di irradiazione centripeta.

Il rosso può essere dipinto uniformemente: è un pareggio fra l'azzurro e il giallo. Il rosso sta fermo in quiete. Ha proprietà di radiazione uniforme.

"Dipingere fuori dal colore": è un'esortazione che Steiner fa all'artista moderno, dell'anima cosciente. Nei tempi passati ci si è sempre serviti dei colori; d'ora in poi si dovrebbe invece "servire" i colori. Mentre prima il pittore usava il colore per esprimere qualcosa di sè, ora si dovrebbe dar modo al colore di esprimere se stesso. Con una determinata tecnica si dovrebbero stendere i colori secondo le loro essenze e osservando pazientemente, esercitando intuito e coscienza desta, si dovrebbe arrivare a cogliere delle forme che emergono dalla stesura dei colori, le quali vengono imposte dai colori stessi. La pittura può così diventare una nuova forma di rivelazione spirituale.

I colori splendore: giallo, rosso, azzurro. Le cose pervase da questi colori, risplendono: rappresentano il lato esteriore di una data essenzialità.

I colori immagine rispecchiano qualcosa d'altro; il rosso, il giallo e l'azzurro invece risplendono in se stessi.

Il verde, il fior di pesco, il bianco e il nero sono colori ombre: sono immagini proiettate.
Mentre nei colori immagine qualcosa agisce su di essi per fali apparire come tali, ossia come immagini-ombre, nei colori splendore si mostra qualcosa tramite cui una data entità si manifesta all'esterno. I colori splendore sono quindi la veste esteriore di un essere.

Caratteristiche esperienziali dei colori splendore
I colori splendori sono le nature attive del colore.
Il giallo nel sentimento, continua a vivere nella nostra interiorità, ci rende più lucidi e sereni. Riempie la nostra anima di maggiore vitalità; ci sentiamo meglio armonizzati con il nostro io. Ci sentiamo come pervasi di spirito.

- Il giallo è lo splendore dello spirito. (Padre- etere di vita - 1° gerarchia)

L'azzurro tende a portarci al raccoglimento interiore, ad un difenderci, ad un conservarci interiormente

- l'azzurro è lo splendore dell'animico. (Spirito santo - etere chimico – 2° gerarchia)

Il rosso ci riempie regolarmente, uniformemente

- il rosso è lo splendore del vivente. (Figlio- etere di luce – 3° gerarchia)

Il verde è l'immagine-ombra del vivente, il rosso è invece lo splendore del vivente.

Il fatto che fissando il rosso su una superficie bianca e poi distogliendo lo sguardo e posandolo su un bianco appaia il complementare verde, significa che mentre il rosso vive in noi, quando la percezione visiva cessa, compare la sua immagine morta: il verde, come un'eco del rosso. Mentre il rosso vive in noi, per poterne avere un'immagine occorre ucciderlo: smettere di percepirlo. In tal modo si realizza la sua figura morta, il verde.

I colori immagini sono paragonabili alla fissità delle stelle fisse; i colori splendore alla mobilità dei pianeti.

Ha un grande valore per l'artista sapere che quando adopera i colori splendori egli incanta nel suo quadro qualcosa che ha in sè stesso una natura attiva, e quando invece adopera i colori immagine crea qualcosa con carattere d'ombra.

Si tratta di arrivare a intendere, ad intuire quale sia la reale natura ossia la volontà insita nel colore, ciò che esso vuole dirci. Ci deve palesare la sua specifica volontà.

* * *

Dornach, 8 maggio 1921

TERZA CONFERENZA
Colore e materia : "dipingere fuori dal colore"

La fisica dice che un corpo appare di un dato colore, ad es. rosso, perché assorbe tutti i colori riflettendo solo il rosso. Vale a dire: un uomo sciocco è sciocco perché assorbendo tutta l'intelligenza riflette solo stupidità.

Sui colori immagine-ombra
Quando la vita fluente, il ritmo dei pianeti, il battito del cuore cosmico (eterico), incessante, si proietta entro il mondo minerale, si forma il colore verde.

Quando ciò che è capace di destare a coscienza, a risvegliare ad una vita consapevole (anima) di sé tocca, o si proietta entro un ente che possiede già in sé la vita, si forma il colore fio di pesco.

Quando ciò che è capace di suscitare un'autocoscienza, autodeterminante e libera (spirito), si presenta il bianco.

Quando ciò che è inanimato imprime la sua immagine nel mondo spirituale sorge il nero.

L'era lunare e il mondo vegetale
Guardando una pianta, ci troviamo di fronte a qualcosa che si è formato durante l'era lunare, nell'elemento liquido. Tutto ciò che era liquido era esistenza vegetale, priva di mineralità. Soltanto durante la fase terrestre le piante assunsero la forma attuale, perché incorporarono l'elemento minerale. Mentre nell'era lunare il mondo vegetale fluttuava in onde liquide verdastre indefinite, nell'era terrestre poterono cominciare a fissarsi delle forme delimitate da contorni. Per il fato che le forze della luna sono state espulse dalla terra, agendo dall'esterno e non più dall'interno, si produce il verde come immagine riflessa (esterna) delle forze lunari.

I diversi colori nel mondo vegetale
Nelle piante non appare solo il verde: i fiori e i frutti che produce sono colorati, con i toni più svariati. Ciò che produce la differenziazione dei colori entro il verde vegetale è la luce solare. I fiori non esposti al sole si rinchiudono. Il sole metamorfosa il verde, porta il verde in un altro stato.

La luna e il verde
E' la luce lunare che produce il colore verde nei vegetali. Così come la luce solare produce gli altri colori, la luna produce esclusivamente il verde. La luna è la contro immagine polare del sole. Il verde è l'immagine della fissità. Gli altri colori (solari) invece risplendono. La luce lunare produce solo immagini ombra, come il verde. Nella formazione dei colori abbiamo quindi una collaborazione fra sole e luna. A mezzo di tali forze il sole si fissa sulle cose. (vedi Wachsmuth)

I pianeti e i colori nel mondo minerale
Tutto ciò che è cosmico una volta era unito alla Terra.
I minerali possono prendere una colorazione per il fatto che nell'era solare e poi lunare i pianeti vengono espulsi dalla terra; da quell'evento i minerali hanno trattenuto per sé una parte dell'essenza di quelle forze che ora sono fuori, nel cosmo: agendo da fuori, dal cosmo, verso la terra, le forze planetarie interagendo colorano i minerali. Il colore rosso sorge da una collaborazione fra terra e marte o mercurio; per il giallo con Giove o venere. (vedi schema pianeti e costellazioni)

ferro  Marte
mercurio  Mercurio
stagno  Giove
rame  Venere
piombo  Saturno
oro  Sole
argento  Luna

La colorazione del mondo minerale è connessa con ciò che i minerali terrestri si sono conservati come forze interiori dai pianeti che si sono ritirati dall'essere terrestre.

Il mondo animale si è originato sull'antico sole. Tramite le forze delle costellazioni (cherubini).

Nelle colorazioni degli animali si estrinsecano le forze della 1° gerarchia.

Quando si dipinge, occorre essere consapevoli che in quel momento distendiamo su una superficie ciò che irradia giù dai pianeti.

SUI COLORI IMMAGINE

- Il nero rappresenta l'immagine spirituale di ciò che è morto.
- il verde rappresenta l'immagine morta della vita
- Il fior di pesco rappresenta l'immagine vivente dell'anima.
- il bianco o la luce, rappresenta l'immagine animica dello spirito.

- tramite il mondo minerale si manifesta il nero, che rappresenta ciò che è privo di vita, anima e spirito (morte)

- tramite il mondo vegetale si manifesta il verde che rappresenta l'essere eterico della pianta;

- tramite il mondo animale si manifesta il fior di pesco che rappresenta l'essere animico;

- tramite il bianco si manifesta il bianco che rappresenta l'essere spirituale dell'uomo.

Il contatto con la morte si esprime con il nero;
Il contatto con la vita e con la morte si esprime con il verde;
Il contatto con la morte, la vita e la sensazione si esprime con il fior di pesco;
Il contatto con la morte, vita, sensazione e pensiero si esprime con il bianco.

- Se il minerale illumina (interagisce con) lo spirito, lo spirito proietta il nero: immagine di ciò che è morto. E' l'ombra proiettata nello spirituale da ciò che è morto, senza vita.

- Se il vivente illumina (interagisce con) il minerale, il morto proietta il verde: immagine di ciò che è vivo. E' l'ombra proiettata da ciò che è vivo entro il regno senza vita.

- Se l'astrale illumina (interagisce con) il vivente, il vivente proietta il fior di pesco: immagine di ciò che è animico. E' l'ombra proiettata da ciò che sente entro il mondo del vivente.

- Se lo spirito illumina (interagisce con) l'astrale, l'astrale proietta il bianco. E' l'ombra proiettata dal mondo spirituale entro il mondo della sensazione.

Quando la vita fluente, il ritmo dei pianeti, il battito del cuore cosmico (eterico), incessante, si proietta entro il mondo minerale, si forma il colore verde. Quando ciò che è capace di destare a coscienza, a risvegliare ad una vita consapevole (anima) di sé tocca, o si proietta entro un ente che possiede già in sé la vita, si forma il colore fio di pesco. Quando ciò che è capace di suscitare un'autocoscienza, autodeterminante e libera (spirito), si presenta il bianco. Quando ciò che è inanimato imprime la sua immagine nel mondo spirituale sorge il nero.

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Dornach, 4 gennaio 1924

LE GERARCHIE E L'ESSENZA DELL'ARCOBALENO

L'antico Saturno e la 1° gerarchia: loro stati di coscienza : elemento fuoco
Saturno era costituito nel nucleo interno dai Troni; questo era circondato da un altra sfera dominata dai cherubini; poi un'altra sfera ancora riempita dai Serafini. Tutto era sostanza di calore differenziata: "entusiasmo ardente": ogni entità si interpenetrava, agendo l'una sull'altra. Vere e proprie essenze spirituali. Il gradino gerarchico di ognuna di esse si sarebbe avvertito, per chi fosse penetrato entro l'atmosfera di saturno, sperimentando diversi punti di calore differenziato. Il calore era la manifestazione di quella 1° gerarchia.

- Serafini (periferia): rosso entusiastico infuocato.

- Cherubini (globo intermedio): giallo luminoso irraggiante.

- Troni (nucleo centrale): lilla devozionale cosmico.

Per la coscienza di queste entità non esistevano soggetti ed oggetti, ma soggetto ed oggetto coincidevano.

I serafini si dicevano: il mondo è, e io sono il mondo; il mondo è io. Sperimentavano se stessi afferrandosi insieme alle altre entità, in un terribile e meraviglioso senso di entusiasmo interiore.

I cherubini invece sperimentavano una purezza luminoso illuminante ogni angolo della loro coscienza: il loro pensiero era luce pura.

I troni invece sentivano un'immensa grazia, un'assoluta delicata tenerezza per gli altri esseri.

Era solare
Interviene, attivandosi, la 2° gerarchia. Aria: etere di luce.
Avvenne un condensamento del calore: il globo saturnio si restrinse, comprimendosi e dando origine ai gas. I gas si esprimono attraverso la luce. Compare da un lato la luce (la 2° gerarchia) e dall'altro compare il gas o aria (la tenebra). L'aria compare nel cosmo come ombra della luce. Con il compimento di tale fase luce-ombra di attua l'antico Sole, e saturno cade a compimento.

Era Lunare
Interviene la 3° gerarchia. Acqua: etere chimico.
Essa inserisce un elemento simile alla bramosia, al desiderio di voler ottenere qualcosa per sé. In queste entità comparve il desiderio di collegarsi con il calore, con la luce e le tenebre: divennero intermediari fra calore, luce e tenebre, generando la scala intermedia dei colori. Esistenza Lunare.

Era terrestre
L'etere vitale compare solo nell'esistenza terrestre.
Lo spirito e l'animico non hanno bisogno della vita per esistere, quindi l'elemento vitale si aggiunse solo dopo. L'etere vitale comincia ad esistere quando l'uomo, quale 4° gerarchia, compare sulla Terra. La vita fu un dono delle gerarchie superiori: l'uomo divenne il portatore di tale vita. I colori sono qualcosa di vivente: in essi si esprime qualcosa di animico, qualcosa in perenne mutamento.

La percezione che abbiamo del rosso, del giallo o del blu non ci comunica qualcosa di neutrale, ma qualcosa di ben determinato sotto forma di sensazione. Percepire colori significa sentire qualcosa che si muove dentro l'anima, qualcosa di vivente che reagisce con essa.

Gli esseri elementari sono molto attivi entro l'arcobaleno. Essi affiorano, fuoriuscendo, dal colore rosso-arancione, manifestando dentro a se stessi una sensazione di paura. Man mano che salgono attraverso la tonalità dei colori la paura si dilegua, sino a presentarsi nell'azzurro violetto mutata in coraggio, audacia. Quando escono dal rosso, gli elementari lo fanno con una grande paura: quando si immergono scomparendo nel violetto lo fanno con grande coraggio.

Il portare l'elemento della vita nell'era terrestre, entro i colori (3° gerarchia) indusse archai, arcangeli ed angeli anche a sperimentare in modo ancora più intimo e vivente l'alternarsi della luce e della tenebra e dei vari colori. Più si avvicinavano alla tenebra provavano nostalgia, stanchezza; più si produceva luce si mettevano in attività e gioivano.

1° gerarchia: calore saturnio (sostanza sacrificale originaria) salamandre
2° gerarchia: luce solare – elemento aria - silfidi
3° gerarchia: acqua – elemento acqua – ondine
4° gerarchia: vita – elemento terra - gnomi

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Fonte: http://www.esonet.org/studi-sulle-opere-di-rudolf-steiner/lessenza-dei-colori

 

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