Matrix, una parabola moderna

matrix-parabola-intervistaAlessio Pomaro (La mente mente)

intervista Rocco Bruno, l'autore di "Matrix, una parabola moderna".

Per prima cosa mi piacerebbe che ci dicessi chi è Rocco Bruno.

In realtà Rocco Bruno non è nessuno, è uno qualunque, uno come tanti che cerca le risposte alla sua esistenza. Sono nato a Messina, 1966, ma presto mi trasferisco nella città di Milano. La mia Infanzia è meravigliosa con due genitori meravigliosi e premurosi e due splendide sorelle. A Scuola non ero uno studente modello, per quanto brillante non mi adattavo alla vita scolastica. Trascorro molto tempo fuori almeno fino ai 10 anni, vivo per 2 stupefacenti anni in Russia, nel Caucaso, mi ci trovai "per caso" a causa del lavoro di mio padre. Come tutti studio e vengo indotto a studiare informatica, diplomandomi, nel 1986, con il minimo dei voti. Dopo diversi tentativi di realizzare le aspettative famigliare, quando definitivamente finisce il sogno del lavoro sicuro mi cimento del realizzare la passione di gioventù di suonare il saxofono diventando anche abbastanza bravino. Ma nonostante questo le mie inquietudini non si placano, anzi più realizzo nella musica e più mi rendo conto che non è quello che cerco. La consapevolezza di vivere in una realtà mascherata non mi abbandona. Inizio, per caso, un percorso alla ricerca profonda del senso della vita, cosa che mi conduce lentamente ma inesorabilmente a sentire che ci deve essere di più nella vita che quello che mi hanno raccontato. Un pomeriggio camminando per il corso principale di Milano incontro un tizio che mi da un volantino su una conferenza che si sarebbe tenuta il lunedì sul film "the matrix". "E cosa deve essere sto film per farci persino una conferenza" – esclamo. Ma il tizio imperterrito mi invita ad andare a vederlo. Era un sabato pomeriggio. La domenica con un amico ci rechiamo al cinema e lì avviene tutto, ogni dialogo entrava in me e provocava una esplosione di incredulità dietro l'altro, avevo l'impressione che stessero parlando con me, mi girai per accertarmi che non ci fosse qualcosa di strano che non avevo capito.

Il viaggio di ritorno rimasi in silenzio nelle mie riflessioni, l'unica cosa che seppi dire al mio amico fu: "devo smettere di suonare! La mia matrix, la mia prigione è la mia fissa per la musica e il desiderio illusorio di realizzare una carriera come musico". Il mio amico rimase attonito della mia affermazione, scese e non l'ho visto più. Andai alla conferenza, ma di matrix nemmeno l'ombra, proponevano un percorso con un individuo che chiamavano maestro, ma non mi prese, c'era qualcosa che intuivo e che scoprii successivamente il perché non mi convinceva.

Successivamente sempre per caso frequentai gruppi di meditazione o spirituali, lama tibetani, persino sacerdote cattolico che insegnava il vangelo del Cristo in una maniera avveniristica, almeno per quel momento della mia vita. Lessi, lessi molto, come mai avevo fatto nella mia vita. A scuola, da adolescente, iniziavo l'anno con un insufficienza in italiano perché puntualmente non avevo letto il libro per le vacanze che mi era stato assegnato come compito. E da piccolo era pure peggio, non ho mai saputo come finiva "l'isola del tesoro" o "capitan Fracassa", per non parlare del povero "kim" che è rimasto praticamente come nuovo. Trovavo sempre un modo per evitare di leggere e quando lo facevo poco dopo già dormivo. Che incredibile destino. Lessi per mettere ordine nel caos.

Il momento di svolta arriva quando incontro, attraverso le letture, le idee del signor Gurdjieff. Prima con "frammenti di un insegnamento sconosciuto" di P.D. Ouspensky e poi via, via tutte le altre opere del signor G. (Racconti di Belzebù a suo nipote, incontri con uomini straordinari, la vita è reale solo quando "io sono") ed anche di libri come "la mia fanciullezza con Gurdjeff" ed "i miei anni con Gurdjieff" di F. Peters, ed i saggi di Luigi Maggi... Successivamente ho incontrato le idee di Samael Aun Weor e questo lo introdusse nell'universo della conoscenza gnostica.

"Sulle scuole posso solo dire che sono utili, ma che esiste un pericolo che è l'essere umano stesso. Se non mette in pratica quello che gli viene impartito è certo che diventerà prima fanatico ed alla fine mitomane, ... ed incredibilmente, ho capito, che serve anche quello, per permettere ad altri di svilupparsi. Quali siano questi altri è un mistero, la cosa certa è che se uno si crede quegli altri può essere quasi certo che gli stia sfuggendo qualcosa e che andrà incontro a molte delusioni. Siamo tutti destinati a diventare "concime", possiamo solo lavorare a vendere cara la pelle e vedere se c'è realmente molto di più di quello che crediamo e che ci fanno credere sia la vita."

Su La mente mente ti abbiamo conosciuto per la tua opera "The Matrix, una parabola moderna". Ce ne parli?

Matrix, una parabola moderna è il mio contributo alla consapevolezza collettiva, è un invito a cercare senza sosta, è un desiderio di aiutare i miei fratelli terrestri, è il bisogno di dire ad altri come me che sentono forte la pressione di questo mondo e vivono la vita come una specie di "schiavitù", che credono che la vita debba essere spesa alla ricerca della verità sulla nostra esistenza, che hanno inquietudini che sentono, ma non trovano risposte intorno a loro – "non sei solo, insisti, vai avanti le tue intuizioni sono giuste, non sei una mosca bianca, stai sentendo giusto, non permettere che ti intorpidiscano la coscienza, sii ciò che sei, non sei sbagliato, cerca, studia, non credere a nulla se non a quello che puoi sperimentare e che secondo il tuo discernimento senti giusto". "non credere a nulla se non in ciò che avrai sperimentato. Sperimentalo, con mente aperta. Datti una possibilità. Non pensare di poterlo fare, convincitene. La convinzione è pura volontà che crea". "Sei tu che gestisci la tua vita, non farti dire chi sei e cosa fare! Cerca, cerca le risorse in te stesso, riconosci che se anche sei nulla, c'è molto valore in te, sii te stesso, conosci te stesso affinché tu possa sapere perché esisti". "Ricordati, NEO sei tu. Tu sei l'Eletto, tu sei THE ONE. Qui ed ora, in questa vita tu hai la possibilità di compiere l'opera il miracolo di renderti "umano e realizzare il CRISTO in te". Il Cristo non è un uomo, è un archetipo al quale aspirare. Il Cristo è coscienza, è la Coscienza dell'uomo risvegliato, il Cristo è l'uomo autorealizzato. NEO é un archetipo, NEO é l'anagramma di ONE. NEO è il Cristo nel suo stato potenziale, nel suo stato iniziale, la forza potenza creatrice in ogni uomo e donna di questo meraviglioso pianeta. "Tu hai tanta energia" – dice l'Oracolo – "ma ti comporti come se stessi aspettando qualcosa". Beh, quel qualcosa è l'opera che ci è dato di compiere se capiamo che siamo molto di più di ciò che crediamo essere e che ci hanno convinto essere. "Smetti di cercare di colpirmi", dice Morpheus, convinciti – questo perché dobbiamo smettere di pensare di poter fare una cosa, abbiamo bisogno di convincercene di farla, perché la convinzione è volontà collassata, è ciò che da di noi, NEO the ONE, ovvero l'eletto. L'universo è vasto, milioni di km e noi ci perdiamo in quella vastità, ma quella vastità è lì a dirci che siamo molto, molto di più, che abbiamo un valore per il semplice fatto che esistiamo e con non siamo un gregge da allevare o mucche da mungere e nemmeno pecore da tosare.

Il dormiente deve essere risvegliato...

KNOCK, KNOCK!

WAKE UP NEO!

Com'è nata questa passione per l'argomento? Ovvero questo "cammino" che hai intrapreso..

In realtà non ho mai pensato di scrivere assolutamente nulla, scrivere non mi passava proprio per l'anticamera del cervello. Intorno al 2002 scrivevo in una Mailing List che si occupava di viaggi fuori dal corpo, il nome era OBERS, Out Body Esperience, appunto. Scrivevo e per descrivere meglio le cose che dicevo; usavo spesso fare paragoni usando alcune scene di un film, "the matrix", dei fratelli Wachowsky; film, che mi avesse letteralmente modificato la vita, era chiaro. Un giorno mi scrive un ragazzo del trentino e mi dice che secondo lui ci avevo visto cose in quel film che molti di loro ignoravano e mi propose di scrivere qualcosa per il suo sito. Ci pensai un po' su, ma a primo acchito risposi che solo l'idea di mettermi lì a trascrivere la scenografia mi era già passata la voglia di farlo. Passa qualche giorno e mi spedisce una mail con un file allegato contenente un lavoro già fatto da lui... non ho potuto che iniziare a scrivere. Scrivevo un po' quello che mi girava, scena per scena descrivevo cosa secondo me potesse significare, applicando la conoscenza che avevo acquisito della scuola gnostica e le idee che avevo appreso nei libri del signor Gurdjieff e fatto mie. Fu così che scrissi la prima tesi, ai tempi di questo si trattava, di "the matrix", una parabola moderna. Erano circa una settantina di pagine che forse sono ancora reperibili all'indirizzo tensoku.it e che fu pubblicata nell'estate del 2002.

Per me l'esperienza era finita lì, ma, successivamente, è accaduto qualcosa di inaspettato, si era messo in moto tutto un turbinio di intuizioni, pensieri ed emozioni che mi costrinsero a risedermi davanti al computer per mettere tutte quelle idee per iscritto, come a liberarmene per sempre, come a svuotare la testa, ... e così accadde. Ogni tanto aprivo il file e aggiungevo cose, ed alle cose aggiungevo note, ma le note erano diventate più grandi dello scritto, ... fino a quando mi resi conto dopo circa un anno che quello che c'era scritto lì poteva essere considerato un libro, ci misi un indice e lo divisi in 2: libro I e libro II; le note andarono tutte ad occupare il libro II. Realizzai un sito e lo pubblicai gratuitamente su Internet per tutti coloro che lo volevano leggere nella speranza che le cose che avevo capito potessero tornare utili a chi stava cercando un perché alla sua esistenza, al perché viviamo, perché ci sentiamo così tremendamente soli ed invece non è vero. Era il 2002 ed anche lì credevo che le mie velleità di scrittore fossero finite lì, ma non fu così, le persone mi scrivevano e mi chiedevano una versione stampata del libro che però non avevo pensato di realizzare... cercai, ma non ci fu un editore disposto a pubblicarmi, capii anni dopo che è stato un bene: sarei entrato in quel sistema che invece cerco di tenere fuori dalla mia vita. Tutti chiedono soldi, lo chiamano contributo, ma sono, alla fine, denaro, e tu non sei più lo scrittore di un libro, ma uno che deve vendere per rientrare dei costi. Decisi che avrei potuto tranquillamente fare da solo.

E qui nacque il nuovo problema e cioè: "non posso stampare un libro così pieno di errori ortografici e che alle volte non si capisce neanche cosa sto dicendo"! – mi dicevo. Decisi che avrei prima di tutto dovuto correggere e qui mi sono rovinato per una seconda volta. Misi mano per correggere il libro I intorno all'anno 2006, e l'ho praticamente riscritto, c'è voluto più di un anno, ed alla fine da 190 pagine sono diventate oltre 400; non che la quantità di pagine sia un sintomo di qualità, è che in quell'occasione sono uscite un sacco di cose nuove. Nel 2007, verso l'estate, il Libro I era fatto (oggi siamo alla versione 2008). Ne stampai alcune copie e le proposi nei circoli esoterici di mia conoscenza ed in qualche libreria di Milano, l'unica che accetto di venderlo è "l'Esoterica" (di p.zza Missori), alla quale sono molto grato. I Libri li stampo e li rilego in casa, stampo anche la copertina e col tempo ho raffinato la tecnica per rilegare decentemente i libri.

Non contento ho pensato che era il caso di mettere mano al libro II e lì è stata la fine, non riuscivo proprio a smettere di scrivere, nell'estate 2008 passavo le giornate a scrivere e ricorreggere [...] quando scrivo sono come in preda ad una trans, non conosco uno stile, non so assolutamente nulla di tutto questo, scrivo quello che ho dentro, cercando di farlo sentire attraverso le mie parole.

Cos'è Matrix?

Matrix è tutta intorno a noi è il mondo che ci è stato messo davanti per nasconderci la verità non solo sul fatto che siamo schiavi, ma che siamo molto di più di quello che crediamo e pensiamo, che siamo umani e divini allo stesso tempo. Matrix è la prigione per la nostra mente, anzi è la mente che questo mondo ci ha regalato per tenerci sotto controllo. Tutti in matrix sono agenti. Quando capiamo che attraverso il giudizio o la calunnia, o peggio il desiderio di correggere gli altri di fatto li stiamo controllando. Li vorremmo diversi, li vorremmo come noi pensiamo [...]. Le aspettative sul nostro prossimo sono l'espressione del "controllo". Il sistema in cui viviamo ha delle regole ed una modalità di inculcarcele. Queste regole hanno un unico scopo: "il Controllo". Siamo diventati schiavi che difendono i loro padroni, pronti a batterci per un sistema, per ideali che non solo non sono nostri, ma non ci appartengono per "natura"; essi sono solo artificiali, come "matrix" stessa. Ci battiamo e difendiamo il mondo che conosciamo perché essere sotto controllo ci da il vantaggio che non saremo mai responsabili di quello che facciamo. Diffidiamo di tutti e di tutto, siamo intolleranti, ... critichiamo, siamo senza pietà, non sopportiamo nessuno e pensiamo che solo noi saremmo in grado di fare quella tal cosa o chissà cos'altro... ma fondamentalmente siamo schiacciati dalla minaccia che qualcuno si possa accorgere che non siamo "niente" ed invece se solo ci rivolgessimo dentro, in noi stessi scopriremmo un mondo completamente nuovo, se solo avessimo un briciolo di Fede, quel seme di senape che basta per fidarci di noi stessi, delle nostre intuizioni alla scoperta delle nostre origini. Il sistema alimenta paure, preoccupazioni, ostilità, diffidenza, invidia, frustrazione, dubbi, etc... solo ad uno scopo: "controllo". Il sistema crea credenza che noi facciamo proprie, ma non è questa la nostra reale natura, non ha nulla a che vedere con ciò che è reale in noi. Noi non siamo una macchina abitata da una forza vitale, noi siamo quella forza, noi siamo quello spirito. Lo spirito viaggia nell'universo alla ricerca di sé, Dio crea per conoscere sé stesso.

Sveglia, abbiamo bisogno di svegliarci! E' bene tirarci fuori da questi meccanismi assurdi di questa terribile società che non abbiamo costruito noi, ma che, per paura di restare soli, continuiamo non solo a pensare sia l'unica possibile, ma a nutrire dandole ancora attenzione e credito, ... non lo sai che – "matrix, non è in grado di dirti chi sei!"?

Chi cerca l'autorealizzazione, cerca di liberarsi dall'illusione del controllo, dalla sua personale prigione mentale e cerca, tenta, secondo un percorso che segue, di compiere quel "destino" che lo porta inesorabilmente a diventare padrone della sua stessa vita, non più una marionetta vittima delle circostanze, ma qualcosa di reale, vivo, come la vita che egli stesso è. Essere l'Eletto significa essere innamorati, ma noi ignoriamo cosa sia il vero amore, perché siamo stati educati ad esserne schiavi. A questo mondo ci è impedito conoscere l'amore autentico, perché questo significa trovare la propria Coscienza, e l'uomo cosciente non può più essere controllato, ed allora creano un falso sentimento di amore, piagnucoloso, concupiscente, fatto di attenzioni, recriminazioni, attrattiva, autocommiserazione, patetico e vano come le soap opera che ci propinano e che noi crediamo siano l'unico vero amore. Dirò una cosa – "non abbiamo bisogno di innamorarci", "sì, non abbiamo bisogno di amare qualcuno, né di appartenergli", "abbiamo bisogno di sentire Amore".

L'Amore è una qualità della Coscienza, sorge da dentro e si espande tutto intorno, per questo diventiamo estremamente pericolosi per il sistema, perché quell'amore, come un sole irradiante investe tutte le persone intorno a noi e le potrebbe svegliare. Ma dobbiamo imparare cos'è l'amore autentico e come produrlo nella nostra vita indipendentemente se abbiamo o no qualcosa o qualcuno da amare. Amare qualcuno come ci è stato insegnato è l'illusione più grande [...]. Solo cercando la vita nel momento presente, nell'istante, di istante in istante, restando presenti a noi stessi potremo un giorno sperimentare il vero amore. La presenza è l'unica vera via verso la scoperta dell'amore autentico. L'amore sentimentale e del corpo è schiavitù; L'amore della coscienza è libertà.

L'amore non è una persona, non è un gruppo di persone, l'amore è una qualità dell'Essenza, lo sentiamo, lo avvertiamo tutte le volte che siamo vivi, che ci sentiamo vivi e che siamo presenti a noi stessi, ecco perché lo confondiamo col bisogno di possedere qualcuno, perché quando qualcuno che ci attrae compare nella nostra vita ci fa sentire nuovamente vivi; è l'attrazione sessuale che si sveglia che ci fa sentire nuovamente vivi, ma siccome non sappiamo e non conosciamo cosa sia realmente l'amore, ci adeguiamo a quello che ci hanno detto od insegnato, attraverso un qualche esempio. Come macchine, cerchiamo di replicare un esempio errato, confondendo di fatto l'amore e facendolo "ritirare". Tutto ciò che appartiene all'Essenza, a ciò che è il Reale, non può esistere dove c'è controllo, il controllo spegne l'espressione dell'Essenza di un individuo. Essere vivi è Amore, l'amore è sentire la vita, Amore è vita e libertà.

Sulla prefazione del libro dici: "Magari, continuerai ad inseguire la tua carriera lavorativa, qualsiasi essa sia, ancora per molto tempo, oppure no...

...questo poco importa, ma sappi che ciò che fai nel mondo è solo un pallido riflesso di qualcosa d''altro, e che in realtà tu stai cercando una realizzazione più profonda.".

Ci spieghi questo pensiero?

Ciò che siamo realmente cerca un varco per esprimersi nella vita, ma trova un ostacolo, quell'ostacolo sono le nostre credenze e il nostro ego, l'invidia, la carriera, la critica, la maldicenza, la superbia, l'arrivismo, la collera, il bisogno di potere, la frustrazione, la paura, i dubbi, i sensi di colpa, l'ingordigia ed il possesso, le idee su noi stessi, l'immagine residua di sé, l'io alterato, l'alter ego, che fasano la vita ed occupano tutto lo spazio espressivo... allora serve tempo, serve mettersi in discussione, servono shock, serve studiare, servono letture, servono scuole, anche quelle sbagliate perché costringono quella parte Reale che noi siamo a manifestarsi attraverso un sentire, un intuizione, un istinto, ... la parte più profonda di noi è ciò che è Reale di tutta la nostra struttura, ... esiste l'umano, la parte umana frutto dei processi educativi, dell'educazione ricevuta, la falsa immagine di sé, ed esiste la parte Reale, ciò che noi siamo, la parte spirituale, ciò che ci rende autentici, l'Essenza stessa che da vita a questo nostro corpo e da energia ai nostri pensieri, alle nostre emozioni, i quali condizionati faticano a manifestarsi, vengono distorti e trasformati in quell'abominio che chiamiamo esistenza senza senso.

Il Reale cerca continuamente di esprimersi nelle nostre azioni ma siccome la parte umana è inconsapevole il risultato è un pallido riflesso. Solo lavorando a noi stessi, studiando, mettendo in pratica un sistema di idee rivoluzionarie per le nostre attuali credenze questo ci permette di realizzare la parte Reale che è la cosa più importante che siamo. Prima o poi questo accade con o senza il nostro autentico benestare, allora a quel punto diventa impossibile mettere la Coscienza a tacere; come pinocchio noi picchiamo il Grillo Parlante, lottiamo, ci opponiamo, perché esso ci fa riflettere sulla nostra esistenza e sulle nostre stesse azioni ed il significato delle nostre aspirazioni... ma prima o poi tutto ci ritorna e saremo costretti a guardarci dentro. La parte Reale è costretta ad operare in silenzio, non sarà questo libro, non saranno mille libri, ma continuamente la parte Reale ci mette sul cammino la possibilità di svegliarci e prestargli corda.

Si dice che in "The Matrix", il film, vi sia una profonda simbologia; alcuni esempi: "Neo" che starebbe per "nuovo", ma che è anche l'anagramma di ONE, Thomas, il vero nome di Neo, potrebbe alludere a San Tommaso. Anderson, il cognome, potrebbe stare per "figlio dell'uomo", ovvero uno dei tanti nomi con i quali con il quale fu chiamato Gesù Cristo.

Tu cosa ne pensi?

Che è tutto vero.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato.

Grazie a te per l'opportunità.

Fraternamente Rocco.

 

Fonte: http://www.lamentemente.com/2009/02/27/matrix-una-parabola-moderna-intervista-a-rocco-bruno/

 

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