Mente ingessata

di Mauro Scardovelli

Spesso non ci rendiamo conto che la nostra mente contiene al proprio interno delle "ingessature" che la rendono rigida e poco flessibile, esattamente come succede ad una caviglia quando viene ingessata. Queste ingessature sono le idee dogmatiche, gli stereotipi, i modelli autoritari e categorici da noi assimilati senza consapevolezza. Questa rigidità mentale ci porta fuori dal Fiume della Vita, che è movimento, dinamicità, possibilità.

L'origine di queste idee ingessanti sono i pensieri dogmatici che abbiamo assimilato dai genitori e dal contesto culturale; sono decisioni inconsciamente prese in seguito a traumi subiti; sono pensieri limitanti che ci imprigionano in un'immagine riduttiva di noi stessi a cui poi dobbiamo portar fede. I dogmi da noi interiorizzati sono, in verità, pure superstizioni che ci distaccano dalla realtà e dalla relazione con l'Altro nel qui ed ora.

Quando diamo ascolto alle nostre convinzioni dogmatiche limitiamo la nostra libertà, in quanto dobbiamo inserire la realtà attorno a noi in schemi e paradigmi stereotipati.. Questo porta necessariamente all'utilizzo del giudizio e del potere, privandoci così della possibilità di amare veramente.

Con una caviglia ingessata, puoi camminare agevolmente? Puoi arrampicare, puoi sciare?No. Hai dei dubbi? No. Con un gomito ingessato, puoi giocare a tennis? No. Hai dei dubbi? No. Quando rifletti sul tuo corpo, spesso hai idee molto chiare. Tutti hanno idee chiare di questo tipo, perché le evidenze di una ingessatura sono incontrovertibili. Un arto non può muoversi liberamente come prima, perdi agilità, rischi di urtare, di farti male.

Quando rifletti sul funzionamento della tua mente, hai altrettanta chiarezza? Sai che ogni stereotipo, ogni idea dogmatica che hai assimilato, senza averla analizzata, ogni modello categorico, autoritario, corrisponde ad una ingessatura di una parte della mente?

Con un dito ingessato, puoi fare ancora molte cose. Con una gamba ingessata sei molto meno libero. Lo stesso vale per il tipo di convinzioni. Ci sono convinzioni dogmatiche che producono solo un piccolo handicap, altre che ti possono quasi paralizzare e assorbire gran parte dell'energia.

La vita è movimento. Senza movimento, niente vita. Più movimento, più flessibilità, più duttilità, più possibilità, più la vita può manifestarsi pienamente.

Questo vale per il corpo, come per la mente, come per ogni forma di organismo.

Alcune idee perentorie le assumiamo direttamente dai nostri genitori, dai gruppi di appartenenza o dalla cultura. Altre le assumiamo in relazione a dei traumi. Un abbandono, un rifiuto, un tradimento in età precoce, possono farci reagire in modo da assumere convinzioni limitanti, su di noi o su altri, sostenute da un potente vissuto emotivo: io non valgo, gli altri sono inaffidabili, devo darmi sempre da fare per essere amato. In seguito abbiamo difficoltà a modificare queste convinzioni, proprio perché hanno ricevuto forza dal trauma. La nostra amigdala, mantenendo il ricordo del trauma, richiama insieme al ricordo le idee prodotte allora, quando eravamo piccoli e inesperti della vita. Quelle idee possono rimanere incistate per decenni in un luogo isolato dal resto della mente-cervello, e permanere immutate con il trascorrere del tempo. Quelle idee sono come forme di ingessatura. Qualunque cosa possa richiamare il trauma, riattiverà l'ingessatura e la limitazione del movimento mentale.

Dalla medicina olistica impariamo che ogni punto del corpo, ogni organo, ogni cellula, è in collegamento con tutti gli altri. Separare, isolare gli organi, come fa la medicina allopatica, è un'operazione che ha dei vantaggi, a tempo breve, e dei costi, a tempo lungo. La medicina allopatica tende a curare i sintomi, non le cause. Le cause sono sistemiche. Nell'osteopatia, si risale lungo la catena delle cause. Il male alla schiena può dipendere da un trauma ad una caviglia. Il trauma alla caviglia può aver ridotto la sua mobilità, che è stata così compensata dalle ginocchia prima, e dalla schiena, dopo, fino ad arrivare alla condizione attuale di dolore alla schiena.

Come nel corpo, così nella mente. Un'idea dogmatica, una riduzione di movimento in un punto della mente può con il tempo essere compensato da altre parti della mente, nelle quali si formano nuove ingessature. Il pensiero dogmatico, come un virus, viene a conquistare nuovi territori mentali, creando ulteriori ingessature.

Il dogma, il credo, l'idea perentoria, è una superstizione. Una superstizione che ci distacca dalla realtà, e in primo luogo dalla realtà relazionale. Essere in relazione significa convibrare con l'altro, essere in ascolto, cogliere i movimenti al suo interno. In altre parole, essere in empatia. Ma come faccio a essere in empatia se ho delle zone della mente irrigidite e ingessate? Ogni forma di ingessatura, limita la mia possibilità di essere in relazione con ciò che c'è, così come è. Più ingessature ho, più ho bisogno di ingessare anche l'altro dentro i miei stereotipi, per limitare il suo movimento.

Nelle coppie, spesso o talvolta, la parola amore viene usata a sproposito. Si può amare solo nella misura in cui si è liberi, privi di dogmi. Solo la mia libertà di movimento consente a te di essere libero con me. Si ama nella misura in cui si lascia all'altro la libertà di essere quello che è. Ove manca la libertà, fanno capolino norme, doveri, colpe e giudizio. E con il giudizio, il contatto tra l'io e l'anima si interrompe. Allora, quando diciamo di amare, in realtà stiamo cercando di legare l'altro, di limitare il suo movimento affinché soddisfi i nostri bisogni carenziali.

Avere il monopolio sull'altro è il sogno dell'Ego, che non cerca l'amore, al quale non crede, ma il potere. Chi si sottopone al potere, partecipa alla stessa danza, e impedisce che l'amore fiorisca, e con l'amore la possibilità di essere felici.

Fonte: http://www.mauroscardovelli.com/PNL/Consapevolezza_di_se/Mente_ingessata.html

 

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