Sull'ascesi ermetica parte 1°

di Amonosis

Riprendiamo il lavoro dove lo abbiamo interrotto, oltre un anno fa. A coloro che non avendo più nostre notizie si erano preoccupati, riponendo in noi la loro fiducia, inviamo un affettuoso saluto.

A chi invece, illudendosi, sperava che la nostra vocina si fosse estinta al pari di altre, assorbita dal vibrante turbinio del basso astrale, diciamo che ci spiace per loro: siamo ancora qui, sani e vegeti, pronti a far sentire con forza la nostra opinione, sempre cercando di operare nell'interesse di tutti e per la supremazia di nessuno.

Non che nell'ultimo anno si siano verificati episodi di rilievo. L'Esoterismo italiano, affetto dal mal caduco dell'insulsità, sussulta ancora in una cronica fibrillazione intessuta di arroganti proclami e stanche primogeniture, trite e ritrite frattaglie di demagogia iniziatica.

Ormai la tolleranza morale ha assopito l'attenzione dei più polemici difensori del comunismo dell'anima, sempre più a disagio nel passare da una cavolata all'altra: "Il Maestro tal dei tali, discendente dell'Osiride in persona, ha deposto lo scettro della fratellanza dei polli per cingere la corona di re dei re, ambasciatore sulla terra del sibillino potere delle Stelle (sic!)...

Esultate!... Guai agli eretici che non si sottometteranno al nuovo corso: saranno perseguitati a furia di anatemi e di carte bollate!... Le solite solfe: ormai hanno tediato tutti e neppure gli stupidi ci credono più!

Sull'altra sponda del mare dei grulli pullulano le mailing list acide, rette da fuoriusciti di varie cordate iniziatiche, pavidi con la corazza di latta che stanchi di crociate contro i mulini a vento e di futili ricostruzioni storiche, gravide di misteri inesistenti, si nascondono nell'anonimato per vomitare senza rischio il fiele della loro anima, intossicata dai miasmi degli Abitanti dell'Ombra. Non ci meravigliamo. Il Male si serve dei peggiori pur di perseguire il fine di spargere l'errore quando e dove può.

Si tratta di individui patetici, che dopo aver tentato inutilmente una qualche scalata iniziatica, finiscono per trincerarsi dietro uno scetticismo ipocrita, ergendosi a strenui difensori di una falsa ortodossia. In realtà, però, sono internamente corrosi dall'invidia e la loro aggressività nasconde una profonda debolezza interiore e una rabbiosa delusione per il loro fallimento. Sotto le loro sembianze di uomini forti, claudicano piccoli esseri dall'anima rudimentale, incapaci di una vera e propria evoluzione. Non sono veramente pericolosi, ma bisogna saperli riconoscere, per non lasciarsi incantare dalla loro vis polemica o dalla loro tempra di falsi maestri.

Infine vi sono i cosiddetti grandi saggi dell'Esoterismo, che strombazzano a dritta e a manca le loro referenze iniziatiche pur di venire creduti e di far colpo sui tiepidi credenti nell'ideale ermetico. Essi, tuttavia, che pur tanti ingenui hanno ingannato, nell'ansia di non perder troppi colpi riescono soltanto a farsi manipolare da coloro che ipocritamente li riveriscono, sperando di ereditare chi sa quale immenso patrimonio di libri e di segreti spirituali.

Sospinti dal tarlo del protagonismo, timorosi di essere dimenticati, questi patetici personaggi si proclamano i veri successori dei loro Capiscuola, componendo libelli incomprensibili saturi di insulse verità e di creazioni immaginarie. E più confabulano e non vengono creduti, più essi cercano di far colpo sui loro interlocutori, finendo per cadere nel ridicolo o per precipitare nella profanazione.

Tali esempi, che potremmo definire di frangia, non apportano alcun contributo alla vera spiritualità e all'insegnamento dei valori tradizionali. Anzi, al contrario, sono destinati a confondere le menti con il fumo di propositi egocentrici ed altrettanto cervellotiche interpretazioni.

Con questo non vogliamo dire che non esistano, anche al giorno d'oggi, degli autentici sussulti di spiritualità e delle forti tensioni ideali improntate all'altruismo e alla serenità. Lungi da noi l'idea di atteggiarci a primi della classe. In molti ambienti esoterici la ricerca interiore viene intesa nel senso più genuino del termine. Oltre i riflettori della notorietà, dediti al lavoro su se stessi, numerosi studiosi seguono gli insegnamenti dei pochi Maestri ancora disposti a svolgere una missione oltre le porte del Tempio, avendo scelto di rinunciare ad ogni barlume di mondanità pur di serbare integra la fede negli ideali dell'antica tradizione misterica.

Allo stesso modo dove mancano veri Maestri è ancora possibile (noi crediamo che lo sia) imbastire un serio lavoro preparatorio di ascesi, cercando di trasmettere ai più volenterosi i valori etici della Tradizione, senza alcuna pretesa di interferire con l'evoluzione individuale, costringendola artatamente a modificarsi secondo dinamismi non consoni alla verità.

A quanti che operano nel silenzio austero che fu proprio delle antiche Fratellanze Iniziatiche riserviamo il nostro sincero e grato apprezzamento. Insegnare i codici di comportamento e i valori che predispongono all'ascesi è già di per sé una grande missione, alla quale noi stessi ci siamo votati.

I tempi non sono invece maturi per un ritorno all'Alchimia e alle teorie trasmutative della persona umana. Se tale ritorno potesse verificarsi, dovrebbe avvenire su nuove basi, che non sono ovviamente quelle dell'ideale kremmerziano o di altri esponenti dell'età dell'oro dell'Esoterismo ottocentesco.

L'utopia del Kremmerz fu di credere nella possibilità di una trasmutazione psichica dell'iniziato secondo un metodo dallo stesso codificato in un Corpus di insegnamenti pratici. Tuttavia dopo la sua morte i suoi scritti caddero nelle mani di alcuni zelanti seguaci, che li manipolarono con molteplici inserti derivanti dalla loro personale esperienza influenzata da correnti luciferine e tantrico-sessuali. Ne conseguì una pericolosa commistione di pratiche magiche e interpretazioni pretenziose, che alterarono profondamente il senso dell'insegnamento del maestro napoletano.

Avvenne così che, accanto alla Fratellanza di Miriam, dedita alla terapeutica magica, della quale non restano che pochi e inutili ruderi, si erse a contraltare la Stele dell'Ordine Osirideo Egizio, che divenne fonte di infiniti veleni per coloro che dopo il Kremmerz ritennero praticabile un'ascesi verticale dell'anima (accessibile a tutti), gestendo le poche conoscenze in loro possesso secondo metodi propri del più retrivo potere massonico.

In un sistema di potere così perfetto la Fratellanza di Miriam, nelle intenzioni del suo fondatore costruita sul modello delle antiche Confraternite Rosacruciane, finì così per essere subordinata agli interessi dell'Ordine Osirideo Egizio e relegata a svolgere il misero ruolo di gregge isiaco, il cui capo carismatico calzava le candide vesti del Delegato Generale, vera e propria cerniera tra le materne influenze della Miriam e il maschio potere del Capro Ammonio (sic!).

Le conseguenze furono tremende per il destino di molti ingenui che si fidarono ciecamente delle parole di chi –volutamente- li attirava nella trappola della passività e dell'illusione. Sono vicende note a tutti, che ripeto a beneficio dei lettori non senza un sottile senso di disgusto.

Fortunatamente quegli scritti cosiddetti segreti, merce avariata priva di qualsiasi efficacia magica, sono stati resi di pubblico dominio. Gli autori delle terribili profanazioni sono stati definiti dei Giuda da coloro che di quei segreti campavano (e campano ancora), sia come uomini che come cacomaestri.

Noi non la pensiamo esattamente così. Giuda fu il più grande traditore dell'umanità: eppure fece la volontà di Dio e fu, sia pure in modo tanto atroce, lo strumento che permise che tutto si compisse secondo le Scritture. Allo stesso modo noi crediamo che chi ha divulgato ciò che andava distrutto, abbia compiuto una piccola missione di pietà e amore verso i propri simili. E ciò prescindendo dalle motivazioni contingenti e dalla maggiore o minore consapevolezza nelle proprie azioni.

In ogni caso ancora oggi l'Ermetismo italiano paga il prezzo di quel disordine. E ci tocca sentire di ermetisti (a volte neppure tali) che pretenderebbero di essere avviati alla strada solare senza neppure sapere di cosa si tratti, rigettando a priori –quasi come riduttivo - il lungo e fecondo apprendistato della Via Isiaca, che in tutte le Religioni produsse (e produce) autentici asceti e santi.

Si tratta di una grave distorsione, che le varie tipologie di individui a cui ho fatto riferimento incarnano profondamente, vittime -primi fra tutti- del veleno morale che intossica le menti di protervi e ignoranti. Questo è il motivo per cui abbiamo più volte richiamato l'attenzione dei nostri lettori su un assioma fondamentale: l'Alchimia Spirituale, nel senso che le viene generalmente attribuito, rappresenta una strada estremamente difficile e riservata a pochissimi predestinati.

Le possibilità di una vera trasmutazione secondo la tradizione solare sono in pratica talmente esigue, da potersi considerare nulle. Con ciò non intendiamo sottovalutare gli insegnamenti degli antichi alchimisti: si tratta tuttavia di una materia molto spinosa e più volte rivelata, perché non possa venire decifrata che da coloro che sono veramente degni.

Nell'antichità si narrava che solo i grandi Rabbini conoscessero l'esatta pronuncia del nome di Dio, la cui giusta traslitterazione faceva letteralmente esplodere il cervello dell'uomo pio, risvegliando subitamente in lui poteri sconosciuti ed aprendolo all'illuminazione.

Immagini dunque il lettore che il cosiddetto Segreto Alchemico consista nella traslitterazione di un Nome segreto, inciso profondamente nell'anima dell'iniziato. In questo semplice esempio sono contenuti tre assiomi fondamentali, sui quali invito il lettore a meditare attentamente:

-1°: L'Alchimia spirituale è riservata solo ai predestinati, ossia ad anime evolute giunte al termine del loro ciclo reincarnativo e pronte per la loro sublimazione finale.

-2°: Il Nome segreto deve essere scoperto direttamente dall'iniziato attraverso un lungo tragitto isiaco, strada di purificazione e di progressivo disvelamento della propria interiorità storica.

-3°: La vera traslitterazione del Nome, che conclude il processo trasmutativo, viene rivelata all'iniziato nel corso delle pratiche purificatorie e non può venire conosciuta, svelata o attuata senza l'intervento di Forze trascendenti. Neanche il Maestro visibile, a meno che non sia un vero Realizzato, ha il diritto e il potere di penetrare così profondamente nell'anima del discepolo.

Per quanto riguarda il primo punto, può sembrare a prima vista che si tratti di una sorta di preclusione, di un serio ostacolo ad ogni legittima e sincera aspirazione all'ascesi. Predestinato però non vuol significare secondo noi prescelto da un dato Maestro (o da un Ordine visibile), ma che il discepolo è intrinsecamente maturo per un percorso diverso dal tragitto naturale, al quale sono destinati la maggior parte degli uomini in questa fase storica dell'umanità.

Non si senta amareggiato il nostro lettore: anzi il nostro incoraggiamento, a chi se la sente, è sempre e comunque di intraprendere il proprio viaggio all'interno di se stessi, al fine di verificare se esistano o meno le premesse per un tragitto superiore o di tipo solare.

La maturazione cui ci riferiamo non ha nulla a che fare con l'aspetto intellettuale o filosofico della cultura individuale, né con le caratteristiche emotivo-caratteriali che contraddistinguono la persona umana. Riguarda invece l'evoluzione interiore (o animica) e la maturazione avvenute nel corso del complesso e misterioso processo reincarnativo.

Sarà meglio chiarire tale concetto con un esempio di tipo energetico. Ogni esperienza psicologica ed emotiva produce un certo tipo di energia, di variabile vibranza (o di colore diverso) a secondo delle caratteristiche dell'esperienza stessa e della conseguente reazione individuale.

Come nella distillazione chimica il composto si deposita lentamente nell'alambicco, allo stesso modo dall'evaporazione delle energie psico-fisiche un composto distillativo, derivato dall'interazione delle varie forze sotto l'effetto del calore delle emozioni, si deposita al centro dell'essere nella carne costituendone il nocciolo psichico.

Vita dopo vita, esperienza dopo esperienza, tal nocciolo si arricchisce di contenuti, divenendo vieppiù maturo e predisponendosi alla germinazione. Tale germinazione corrisponde agli albori dell'autocoscienza. Una volta iniziato il processo di germinazione, l'essere interiore cessa di essere un semplice coagulo di energia inconscia, risvegliandosi lentamente alla vita psicologica e corporea e divenendo consapevole del proprio ambiente.

In quel preciso momento noi diciamo che l'anima inizia a risvegliarsi. Il corpo non è quindi più unicamente il contenitore del cervello (mondo mentale) e la principale fucina delle emozioni, ma diviene la parte vivente dell'anima, che da quel momento in poi condurrà un'esistenza separata, ma consapevole, all'interno della sua controparte materiale.

Procedendo nelle molteplici esperienze incarnative, l'Essere interiore (Uomo Storico) compie ulteriori passi avanti in senso maturativo. Dapprima in grado solo di influire inconsciamente sulla psiche umana, poco per volta si fa strada nella coscienza, divenendo capace di interloquire con la mente in maniera più o meno perfetta e intelligibile. A tal punto l'individuo è pronto per l'ulteriore percorso.

Le Strade Isiache si pongono l'obiettivo di accelerare, nei limiti del possibile, l'iter maturativo del discepolo secondo quanto abbiamo spiegato, conducendolo allo stato di Ermete (ossia di anima loquente): il che può avvenire o attraverso il linguaggio pensato (Demone Socratico) o tramite intuizioni e sogni lucidi.

Quando il Kremmerz parla di risvegliare l'Ermete, si riferisce fondamentalmente a ciò. Questo Ermete è del tutto cosciente delle sue passate esperienze, conoscendo le profonde ragioni karmiche che lo hanno condotto in quel dato corpo ed il carattere fondamentale secondo cui dovrà avvenire la sua ulteriore trasformazione.

Si tratta comunque pur sempre di un punto di vista soggettivo. In realtà, osservate da un punto di vista superiore, le cose non sono così semplici. Solo un Essere disincarnato e appartenente ad una sfera divina può infatti cogliere l'essenza elementare della complessità rappresentata dall'anima individuale, conoscendone per l'appunto il Nome segreto.

Ogni anima ha un suo Nome, che ne riassume in un certo senso la storia reincarnativa, contenendone in potenza il destino. In potenza perché viene sempre salvaguardato il libero arbitrio, in base al quale ogni uomo può deliberatamente scegliere di sbagliare.

Ora, come si diceva, a meno che il Maestro visibile non sia un Realizzato, è molto difficile che il Nome segreto possa essere rivelato al discepolo. Al contrario è lo stesso iniziato che, giunto allo stato di Ermete, deve scoprirlo dentro di sè. Ma questo potrà avvenire solo quando, completato il risveglio interiore e sviluppata una sensibilità mistica, egli entrerà in rapporto con l'Invisibile e con le Intelligenze Maestre che appartengono alla sua Tradizione. In tal senso l'Ermetismo, nelle sue fasi più avanzate, è una scienza divina mai profanabile, a meno di non voler cadere fatalmente nell'illusione.

A tal punto molti si chiederanno a cosa serva la conoscenza del proprio Nome segreto. Ricorreremo ad esempi banali, per spiegare concetti difficili. Mettiamo che uno dei lettori, nelle sue vite passate, tra tanti possibili personaggi, abbia calzato i panni del centurione romano, del monaco e poi del Mago.

Da queste varie esperienze la sua anima avrà certamente appreso molti insegnamenti: il senso dell'eroismo e del valore, la fede e il trasporto verso la divinità, il senso dell'Invisibile e il gusto della magia. Ovviamente non vi saranno solo aspetti virtuosi. Ogni sfumatura morale sarà rappresentata in quell'essere, sia che si tratti di valori positivi che delle reciproche negatività.

La sintesi finale delle tre incarnazioni sarà un aspetto dominante, che costituirà il carattere sintetico di quella interiorità. Tale aspetto dominante rappresenta appunto il Nome segreto dell'anima. Se per esempio l'esperienza del soldato sarà stata così intensa da prevalere sulle altre, il carattere marziale avrà la meglio sulle tendenze mistiche o magiche dell'individuo. E questo sia negli aspetti positivi che negativi di tale influenza, prescindendo dal particolare carattere umano della persona.

Il Nome segreto condiziona le successive incarnazioni dell'interiorità umana, che avverranno secondo le sue linee dominanti. Insegna l'Astrologia Esoterica che tali incarnazioni si verificano in accordo con l'influenza planetaria, in modo che questa sia consonante col Nome dell'anima.

Spesso molta insoddisfazione e infelicità derivano dalla profonda divergenza tra il carattere dell'Uomo Storico (che ragiona e vorrebbe agire secondo la sua volontà) e la personalità contingente, che spinge l'individuo verso comportamenti suggeriti dall'ambiente e dall'influenza sociale.

Più tale divario è marcato, meno coerente sarà l'esperienza di vita dell'individuo, preso tra i due fuochi dell'anima storica e dell'inconscio personale, che lo allontana costantemente dalla comprensione di se stesso. Una pace transitoria tra i contendenti potrebbe essere raggiunta al prezzo di far tacere uno dei due: ne deriverebbero peraltro aspetti disarmonici della personalità oppure, quando l'influenza inconscia è molto potente, irresistibili propensioni verso la medianità e la passività del corpo fluidico.

Al contrario, quando l'iniziato conosce il suo Nome, la sua prospettiva di vita si rischiara, potendo egli trovare in piena coscienza le soluzioni che possono armonizzarlo e renderlo più forte. Egli allora non si accontenterà di considerare la vita come un insieme di accadimenti incoerenti, ma saprà individuare una linea direttrice che si sforzerà sempre di seguire, orientando le proprie scelte verso ciò che può veramente appagarlo e renderlo sereno. E ciò anche se le sue scelte saranno per lui difficili e dolorose.

In definitiva un nuovo mondo si aprirà all'esplorazione del coraggioso che non temerà d'affrontare se stesso. Ogni aspetto dell'Uomo Storico dovrà essere sviscerato dalle profondità dell'inconscio e condotto a divenire parte integrante della consapevolezza. Solo così, divenendo padroni del proprio Nome segreto, si riuscirà a prepararsi all'ulteriore tragitto, simbolizzato dalle procedure dell'Alchimia e della trasmutazione aurea dell'iniziato.

Il compito degli Ordini Isiaci è di produrre una progressiva manifestazione dell'interiorità storica. Giunto a tal grado di evoluzione egli acquisisce il potere di penetrare negli altri, perché è edotto sui complessi processi della psiche umana. Inoltre la sua aumentata sensibilità gli consente di entrare in rapporto con le Intelligenze che vivono su altri Piani, dalle quali potrà ricevere ispirazioni luminose e preziosi insegnamenti.

Non più legato al meccanismo coercitivo della personalità, l'iniziato alla Via Isiaca impara a controllare le proprie reazioni e a dirigere i flussi energetici del corpo in modo che siano utili alla sua anima. Egli sa come proiettare le proprie energie di guarigione nei sofferenti, purificando se stesso in modo da vivere in buona salute per tutto il tempo della sua vita.

Si tratta di un traguardo molto importante, al quale chiunque sia mosso da fede e buona volontà può pervenire. Ovviamente ciascuno farà dei passi più o meno significativi a seconda della lunghezza delle proprie gambe. Natura non facit saltus!.... Tuttavia anche i meno dotati (ossia le anime meno antiche) potranno giovarsi del processo isiaco, conquistando mete di conoscenza alle quali sarebbero pervenuti solo dopo svariate esistenze.

Quello che ho descritto è un processo naturale, che nulla ha a che vedere con l'Alchimia Sapienziale Egizia. Non è certo il caso di soffermarsi sui complessi procedimenti dell'Ars Regia. Un breve cenno merita tuttavia il problema della traslitterazione del Nome segreto. Ne faccio menzione solo perché il lettore comprenda il perché dei miei tanti appelli alla Provvidenza quando, in passato, ho avuto occasione di far riferimento a tale spinoso argomento.

Probabilmente deluderò molti ribadendo che non si può entrare nel Tempio di Dio senza l'aiuto dell'Invisibile, ma non posso passare sotto silenzio tale macroscopica verità. D'altronde sarebbe sciocco immaginare che basti un po'di vino avariato per digerire gli indigesti bocconi dell'anima. Vi sono infinite prove di quanto deludente sia il percorso di chi pensa che realizzare l'Opera sia cosa semplice e scevra di pericoli. Il compito dell'iniziato è di preparare il terreno interiore alla divina semina, che sono i pensieri luminosi che devono condurre a una sostanziale rielaborazione del costrutto interiore dell'iniziato, che riceverà il suo nuovo Nome direttamente dal Nume che presiede al suo sviluppo in un campo superiore.

Tale semina non può avvenire in tutti ma, come si diceva, soltanto in coloro che sono pronti secondo parametri che, per la maggior parte, sfuggono alla mente impreparata dell'uomo comune. Solo il Nume conosce le incarnazioni che hanno segnato l'evoluzione di quell'anima e ha la saggezza per decidere quale di esse dovrà prevalere nel corso del processo trasmutativo, facendo in modo che ogni esperienza di vita, dopo l'iniziazione, serva alla crescita spirituale e psicologica. Solo il Nume ha infatti il potere di modificare la psiche dell'iniziato secondo i dinamismi più consoni alla sua autentica evoluzione.

Poco per volta, sotto l'influenza determinante dell'Invisibile, la personalità del miste si modificherà. Attraverso i dolorosi processi di dissoluzione delle forme inconsce (nigredo) alla fine trionferà lo stato di santità (albedo), giunta al quale l'anima siederà finalmente vincitrice sul carro del corpo, rappresentandone da quel momento in poi il sicuro auriga.

Amonosis

Sull'ascesi ermetica parte 2° -

http://www.societa-ermetica.it/sito2011/body/noteascesi2.html

Fonte: Società Italiana di Studi Ermetici http://www.societa-ermetica.it/sito2011/body/noteascesi1.html

 

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