Piani e Parti dell'Essere

compilazione dalle lettere di Sri Aurobindo

da Domani - 15 novembre 1990

Gli uomini non si conoscono e non hanno imparato a distinguere i diversi piani del loro essere; d'abitudine fanno di tutto un fascio che chiamano mente, perché conoscono o sentono tali piani attraverso una percezione e comprensione mentalizzata; di conseguenza non comprendono i loro stati e le loro azioni, se non in modo superficiale. Uno dei fondamenti dello yoga è divenire coscienti della grande complessità della propria natura, vedere le diverse forze che la muovono e arrivare a esercitare su di essa il controllo di una coscienza ordinatrice. Siamo composti di molte parti, ciascuna delle quali contribuisce al movimento totale della nostra coscienza, del nostro pensiero, della nostra volontà, sensazione, sentimento, azione, ma non vediamo la provenienza né l'andamento di questi impulsi; siamo consapevoli soltanto dei loro confusi e disordinati risultati di superficie ai quali, al massimo, possiamo imporre un ordine instabile e precario.

Il rimedio può venire solo da quelle parti dell'essere che sono già rivolte verso la Luce. Invocare la luce della Coscienza Divina che discende dall'alto, portare l'essere psichico in primo piano e suscitare. una fiamma d'aspirazione che risvegli spiritualmente la mente esteriore e infiammi l'essere vitale, questa è la soluzione.

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Ciascuna parte dell'essere ha la propria natura, o anche diverse nature contenute nella medesima parte.

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Se consideriamo la gradazione di mondi o di piani come un insieme, li vediamo come un grande movimento complesso e concatenato; i superiori precipitano i loro influssi su quelli inferiori e gli inferiori rispondono a quelli. superiori, sviluppando o manifestando in. sé stessi, all'interno: della propria formula, qualcosa che corrisponde al potere superiore e alla sua azione. Il mondo materiale ha sviluppato la vita obbedendo a una pressione dal piano vitale, ha sviluppato la mente obbedendo a una pressione del piano mentale. Ora, sta cercando di sviluppare la Supermente obbedendo a una pressione del piano supermentale. Più specificatamente, forze, movimenti, poteri ed esseri particolari di un mondo superiore possono riversarsi su quello inferiore per stabilire forme appropriate e corrispondenti che li metteranno in comunicazione con il dominio materiale e, per così dire, ne riprodurranno o proietteranno l'azione quaggiù. E ciascuna cosa qui creata ha, a sostenerla, involucri più sottili di forme di sé stessa che la fanno sussistere e la collegano a forze che agiscono dall'alto. L'uomo, per esempio, oltre al corpo fisico grossolano, possiede involucri o corpi più sottili mediante i quali, dietro il velo, vive in collegamento diretto con i piani sovra-fisici di coscienza e può essere influenzato dai loro poteri, dai loro movimenti e dai loro esseri. Ciò che accade nella vita ha sempre, dietro di sé, movimenti e forme preesistenti nei piani vitali occulti; ciò che avviene nella mente presuppone movimenti e forme preesistenti nei piani mentali occulti. Questo è un aspetto delle cose che, più progrediamo in uno yoga dinamico, più diventa evidente, insistente e importante.

Tutto questo, però, non va preso in senso troppo rigido e meccanico. È un movimento immenso e mutevole, pieno del gioco delle possibilità e deve essere compreso mediante un tatto o un senso elastico e sottile nella coscienza che vede. Non si può ridurre a una formula logica o matematica troppo rigorosa. Si devono sottolineare due o tre punti affinché la nostra visione non perda di vista questa plasticità.

Innanzitutto, ciascun piano, nonostante la sua connessione con gli altri più in alto e più in basso, è tuttavia un mondo a sé stante, con i propri movimenti, le proprie forze, i propri esseri, tipi e forme che esistono per esso e fine a sé stessi, per così dire, sottoposti alle leggi proprie -di quel piano, per la sua propria manifestazione e senza apparentemente tener conto degli altri piani che fanno parte della grande serie. Così se osserviamo il piano vitale o il piano fisico sottile, vediamo che in essi vaste gamme, (che ne costituiscono la maggior parte) esistono in sé stesse, senza alcun rapporto con il mondo materiale e nessun movimento che tocchi o influenzi quest'ultimo e ancor meno che precipiti una manifestazione corrispondente nella formula fisica. Possiamo al massimo dire che l'esistenza di qualunque cosa nel piano vitale, fisico sottile o in qualunque altro piano crea la possibilità di un movimento corrispondente di manifestazione nel mondo fisico. Ma occorre qualcosa di più per trasformare questa possibilità statica o latente in una potenzialità dinamica o in un impulso effettivo verso una creazione materiale. Questo qualcosa può essere un richiamo dal piano materiale, per esempio, qualche forza o qualcuno che, sul piano dell'esistenza fisica, .entri in contatto con un potere o mondo sovra-fisico, o parte di esso, e sia guidato a farlo discendere nella vita terrestre. Oppure può essere un impulso sul piano vitale stesso, o - su un altro piano, per esempio un essere vitale spinto ad estendere la propria azione verso la terra e a stabilirvi un dominio per sé o per l'azione delle forze. che esso - rappresenta nel proprio dominio. Oppure può essere una pressione dall'alto: diciamo, qualche potere supermentale o mentale che precipita la sua formazione dall'alto e sviluppa al livello vitale forme e movimenti come mezzi di passaggio per la propria autocreazione nel mondo materiale. O possono essere tutte queste cose che agiscono assieme, nel qual caso c'è la massima possibilità di creazione efficace.

Se ne deduce di conseguenza che solo una parte limitata dell'azione del piano vitale o di un altro piano superiore interessa l'esistenza terrestre. Ma anche questa crea una massa di possibilità che è molto più grande di quella che la terra può in una volta manifestare o contenere nelle proprie formule, meno plastiche.- Non. tutte queste possibilità si realizzano: alcune falliscono completamente, lasciando tutt'al più un'idea che non approda a nulla; altre cercano seriamente di realizzarsi e sono respinte e sconfitte e, anche se attive per un certo tempo, finiscono in niente. Altre ancora realizzano una manifestazione a metà, e questo è il risultato più comune; le forze più grandi, come queste vitali o le altre sovra-fisiche, entrano in conflitto e devono non solo superare la resistenza della coscienza fisica e della materia, ma anche quella dello sterminio reciproco cui si sottopongono. Un certo numero di forze riesce a precipitare i propri effetti in una creazione più completa e positiva, così che se paragonate questa creazione al suo originale nel piano superiore, c'è come una stretta rassomiglianza o addirittura una riproduzione o traduzione apparentemente esatta dalla formula sovra-fisica a quella fisica. Eppure, anche in questo caso, l'esattezza è solo apparente: il fatto stesso di tradursi in un'altra sostanza o in un altro ritmo di manifestazione comporta una differenza. È qualcosa di nuovo che si manifesta ed è questo a rendere utile la creazione. A che servirebbe per esempio una creazione supermentale sulla terra se fosse esattamente identica a una creazione supermentale sul piano supermentale? In teoria è quella, ma è tuttavia qualcos'altro, una nuova, trionfante scoperta. di sé del Divino in condizioni che non esistono altrove.

Indubbiamente, il fisico sottile è quello più vicino al fisico, e il più simile ad esso. Eppure, le condizioni sono diverse ed anche la cosa è diversa. Per esempio, il fisico sottile ha una libertà, una plasticità, un'intensità, un potere, un colore, un'azione vasta e molteplice (ci sono migliaia di cose che qui non esistono) che per noi finora, sulla terra, non sono possibili. E tuttavia qui c'è qualcosa, una potenzialità del Divino che l'altro piano, nonostante le sue maggiori libertà, non possiede, qualcosa che rende una creazione più difficile ma che nel suo risultato finale giustifica l'impresa.

L'insieme del Piani Divini così come li concepirono Sri Aurobindo e la Madre

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Fonte: http://www.sriaurobindoyoga.it/piani_e_parti_essere.htm

 

 

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