Rudolf Steiner- I Colori e Il Mondo Spirituale

Secondo Rudolf Steiner i colori hanno un significato profondo e sono un accesso al mondo spirituale. Steiner aveva dei poteri divinatori e con questi era in grado di cogliere il significato spirituale proprio di ciascun colore. In una sfumatura di rosso magenta lui ci trovava "l'immagine vivente dell'anima" visibile nell'io astrale di uomini , animali e piante. Il verde invece per lui rappresentava la vita senza spirito, cioè senz'anima.

i-colori-di-steiner

Steiner era profondamente convinto della natura spirituale dell'uomo. In tutti i suoi progetti il significato spirituale dei colori affiorava. Arrivò persino a disegnare e colorare quadri realizzati con un sistema pittorico che applicava alle tele. Secondo Steiner i quadri dovevano nascere appunto dal colore piuttosto che dalle forme e non erano necessarie linee rette per rapprentare le cose. Per Steiner era possibile creare immagini fluide con l'utilizzo di diversi strati di colore che avrebbero evidenziato forme e contorni. Tutto stava nell'utilizzare i colori giusti, con le giuste sfumature, per questo Stiner suggerì di estrarli dalle piante selvatiche. Questi colori sono famosi ancora oggi per la particolare brillantezza e luminosità.

Steiner dipinse molti quadri e tenne conferenze che parlavano delle affinità tra corpo umano e cosmo. Era anche convinto che l'uomo avesse facoltà spirituali, ma sapeva che sarebbe stato difficile farlo comprendere alle persone, così pensò ad un approccio scientifico e filosofico per poter divulgare le sue idee. Studiò filosofia moderna, ma non ottenne i risultati sperati, poi l'incontro con un uomo su un treno gli portò la soluzione che cercava.

Rudolf Steiner nacque nel 1861 in Jugoslavia, da genitori austriaci e si dimostrò fin da subito un bambino "diverso". Da quanto lui stesso raccontava, fin dai primi mesi di vita si rese conto che esisteva un "mondo invisibile" che in seguito avrebbe chiamato "regno dello spirito". Divenuto adulto fu padre del movimento antroposofico e descrisse con dovizia di particolari alcune esperienze che visse prima dei dieci anni. Narrò di una donna disperata che gli era apparsa e che aveva appena lasciato il mondo dei vivi. In seguito seppe che una sua parente si era suicidata proprio quel giorno. Gli esseri che vedeva spesso gli apparivano più reali delle persone che lo circondavano, ma ben presto capì che non tutti, anzi a dire la verità molto pochi, avevano le sue stesse capacità. Pur essendo un bambino gentile ed educato rimase solitario e isolato, chiuso nel mutismo e pensieroso.

A scuola andava benissimo in matematica, ma aveva difficoltà a leggere e scrivere e questo lo portò a riflettere e alle sue conclusioni pedagogiche. Studiò all'università ingegneria civile, come desiderava il padre, dove eccelse, però nel tempo libero si dedicava alla filosofia. Lesse Kant a quattordici anni, ma ne rimase deluso. Steiner aveva avuto esperienze extrasensoriali e Kant negava la possibilità che un uomo potesse verificare la propria conoscenza di di fenomeni materiali e spirituali.

Dedicò quindi la sua vita alla scoperta del "sapere". Studiò tutte le teorie filosofiche e sceintifiche della sua epoca, ma ne ebbe solo frustrazione. Non riusciva a trovare nessun contemporaneo che riconoscesse l'esistenza del mondo spirituale, parallelo a quello materiale. Poi successe un fatto inaspettato e apparentemente casuale, che cambiò la sua vita. Era sul treno che prendeva per andare a Vienna, dove studiava all'accademia, e si trovò a conversare con un contadinotto rozzo di nome Felix Koguski che vendeva ai farmacisti viennesi erbe raccolte nei campi. Felix gli spiegò che lui conosceva gli spiriti ed era loro amico, lo era diventato grazie alla sua "dimestichezza" con le piante.

Tra Steiner e il contadino Felix Kooguski nacque un'amicizia duratura e il giovane scoprì Goethe. Attraverso la sua opera poetica Stenier si convinse d'aver incontrato uno "spirito affine". Goethe aveva la passione per le scienze, scrisse difatti trattati di botanica, ottica, anatomia e allo stesso tempo ascoltò le voci della natura, cioè dell'anima.

Mentre studiava il grande "maestro" ebbe da un editore l'incarico di curare la pubblicazione proprio di una sua raccolta di opere scientifiche. Nel frattempo iniziò a dare lezioni private per arrotondare e si trovò ad insegnare ad un ragazzo autistico di nome Otto scollegato dalla realtà e ritardato mentale. Dopo qualche tempo chiese ai genitori di potersi occupare totalmente della sua educazione ed ebbe il loro consenso, iniziò quindi ad applicare a Otto le tecniche pedagogiche che aveva calibrato sui suoi bisogni e in meno di due anni fece regredire completamente i disturbi del ragazzo.

steiner-con-un-gruppo

Steiner si laureò in medicina ed iniziò ad esercitare la professione, ma l'esperienza con Otto influenzò le sue teorie pedagogiche portandolo alla conclusione che un buon insegnante deve conoscere a fondo i suoi studenti. Ebbe modo di lavorare in ambienti intellettuali dove maturò le sue convinzioni e nel 1893 pubblicò "Filosofia della libertà" un saggio nel quale sosteneva che l'uomo poteva giungere ad una conoscenza che trascendeva il mondo materiale, ma il suo pensiero era talmente contrario a tutto ciò che veniva inteso come vero in Germania che nessuno gli diede retta. Questo lo portò ad una profonda crisi interiore che sfociò negli studi sul Cristianesimo e sulla sua del tutto personale convinzione del ruolo di Cristo nella storia dell'umanità. Steiner si convinse che c'era stato un tempo in cui tutti gli uomini erano chiaroveggenti come lui e potevano guardare nel regno spirituale. Però poi l'uomo era stato ossessionato dal mondo fisico ed aveva perso i suoi poteri divinatori.

Secondo Steiner la conoscenza del mondo spirituale non era scomparsa, ma veniva conservata dagli sforzi dei "centri del mistero", luoghi sacri sparsi in tutto il mondo in cui gli iniziati studiavano l'antica saggezza spirituale sotto la guida degli anziani. Cristo aveva rivestito un ruolo importantissimo in questo processo perchè aveva esortato le persone più evolute a non accontentarsi di conservare la conoscenza spirituale, ma di cercare l'amore e la libertà assoluta. Meditando sulla figura di Cristo, Steiner realizzò che nell'abisso della disperazione si trovava sempre la forza per intraprendere la ricerca. Iniziò a considerare la venuta di Cristo l'evento più importante dell'evoluzione cosmica.

Il mistero della vita e morte di Cristo avrebbe consentito all'uomo di riconoscere se stesso come essere separato dal mondo materiale. Dopo il 1900 Steiner si sentì più libero di affrontare gli argomenti che gli stavano a cuore. Nelle sue conferenze parlava delle pratiche mistiche dell'Europa medievale.

Studiò le religioni orientali e provò a conciliare quelle filosofie con la saggezza dei Vangeli cristiani. In quel periodo Steiner si sentì più ricettivo grazie alle capacità medianiche e mistiche di Helena Blavatsky, che aveva fondato la Società Teosofica, cui l'uomo si affiliò per circa undici anni e che lo rese conosciuto oltre i confini delle accademie, dove però perse credibilità. Nelle accademie non si poteva parlare di micistismo e paranormale, ma Stainer ormai era lanciato e in seguito creò l'antroposofia. Nel 1909 pubblicò "Profilo di scienze occulte" nel quale sosteneva che il suo compito era di invertire la tendenza dell'uomo a credere di non avere una coscienza spirituale.

Lasciò l'organizzazione di Madame Blavatsky quando le successe Annie Besant la quale  fondò la società antroposofica alla quale aderirono in molti teosofi. Con il tempo elaborò una danza spiritualmente armonica ispirata ad insegnamenti cosmologici.

Nei suoi spettacoli teatrali che Steiner stesso definiva "misteri drammatici" metteva in scena le sue idee sulla reincarnazione e il rapporto con gli essere spirituali, ma per questo ci voleva un teatro che fosse architettonicamente in sintonia con con l'atmosfera così progettò un edificio adatto, il Goetheanum che sorse in una cittadina vicino a Basilea.

Fu completato nel 1920. Dopo la Prima Guerra Mondiale, Steiner si occupò della diffusione del movimento antroposofico e si dedicò a due progetti, uno agricolo, l'altro pedagogico, ci soffermeremo sul secondo.

Steiner era convinto che tra i compiti della scuola ci fosse quello di far sviluppare la mente al pari dello sviluppo spirituale ed emotivo. Ai bambini bisognava insegnare a leggere solamente verso i sette-otto anni, età nella quale si formava il dente del giudizio, a suo dire collegato ad una maturazione spirituale. Riteneva che il bambino nei primi mesi di vita imparasse imitando il comportamento delle persone che aveva accanto e quindi la prima infanzia era il momento migliore per instaurare e far crescere i rapporti affettivi.

Le fasi della crescita fisica e spirituale furono dallo studioso ben specificate e descritte: verso i sette anni il bambino poteva studiare scienze, arte, musica, storia che lo avrebbero portato ad avere aspirazioni quindi scienze ed arte venivano approfondite. Solo dopo il ventunesimo anno di età, secondo Steiner, uno studente era pronto per la chiaroveggenza spirituale.

Le sue idee pedagogiche furono applicate ai figli di alcuni industriali di Stoccarda che volevano un'istruzione migliore per i loro pargoli e nacque il primo istituto steineriano. Queste scuole sono a tutt'oggi molto conosciute in tutte Europa e nel Nord America.

Per Steiner l'umanità non può esimersi dal suo destino di ascendere ad uno stato di coscienza più alto e nel cammino tutti devono compiere progressi verso la propria natura di esseri spirituali. Attualmente nel mondo ci sono circa 900 scuole staineriane, 1.700 giardini dell'infanzia e più di 9.000 istituti.

 

fonte: parapsicologia.com

qualcosa in più

http://www.riflessioni.it/enciclopedia/antroposofia-rudolf-steiner.htm

 

Vota:
Cromoterapia - La cura con i colori per il corpo e...
Studi sulle Opere di Rudolf Steiner

Related Posts

Commenti

 
Ancora nessun commento

Accedi