Gnosticismo Arte Perduta

Ogni comunità gnostica ha sempre avuto la necessità di affrontare un grave dilemma insito nella natura stessa della gnosi, e quindi possiamo sicuramente, e senza timore di smentite, definirlo ontologico. Lo gnostico è tale dalla nascita, in quanto entra nel mondo di Cesare, portando in se gli elementi stessi della proprio potenziale ritorno al Pleroma, e alla plenitudine del mondo del Padre. Invero lo gnostico coltivando la via della Luce, in contrapposizione al mondo malato delle ombre, ha la possibilità di aggregare alle particole solari, altre particole, ottenendo in tal modo lo spogliazione delle vesti di questo mondo, e la vestizione di quelle dell'altro mondo. Ciò si chiama polarizzazione.

gnostic

Comprendiamo altresì che in tale visione del percorso, dove si la Conoscenza delle cose del divino è veicolo e forma di redenzione, ma senza nucleo portante niente potrà essere dissolto e niente potrà essere aggregato/reintegrato, la voce della gnosi è destinata a spengersi, per consuzione, o ritorno, dei chiamati attorno al suo focolare. In quanto se è vero che si è gnostici per nascita, e se è vero che la via della gnosi è via individuale, in quanto da un lato il livello dell'essere intimo è difforme da fratello a fratello, e quindi ne discende che peculiare saranno gli insegnamenti che dovranno essere appresi, è altrettanto vero che vi è la necessità della comunità di eguali fra gli eguali, dove trovare accoglienza, calore, e indicazione dei primi passi da compiere.

Solo attraverso l'iniziale conforto e ristoro della comunità di fratelli, impegnati lungo il cammino, e capaci di dare senza trattenere quelli che sono gli strumenti e i rudimenti della ricerca, lo gnostico che anela alla via, potrà muovere in essa e per essa i primi passi.Ecco quindi le comunità gnostiche, e la loro perseveranza nel tempo, come fari che da un lato richiamano a se i "giovani" dispersi tra i flutti, e dall'altro erudiscono su come governare i flutti, e rompendo, seppur per un istante il velo della notte, indicano la via. Ma solo erudire, indicare e confortare, in quanto poi la marcia si riproporrà sempre diversa, e sempre eguale, per ogni fratello.

Si viene quindi a porre in essere un sottile equilibrio fra chiusura,e apertura, segretezza e propaganda, iniziazione ed universalismo, ordine esoterico ed ecumenismo. Immaginando questo processo come l'aprirsi di un fiore a laboriose api, che porteranno altrove i semi vitali. Tale opera incensante di divulgazione, risulta quindi necessaria affinchè la catena, anello dopo anello, sia un ponte fra la Tradizione Universale e Perenne, e il giovane astante che bussa alla Chiesa Fisica, chiedendo l'ordinamento alla Chiesa Gnostica.

Come detto si è gnostici per diritto di nascita, ma tale affermazione categorica, è apparentemente pietra di chiusura. L'uomo fisico mentale, non è l'uomo animico - mentale, e certamente non è l'uomo spirituale. L'uomo fisico mentale è la pietra, che nel ciclo delle innumerevoli vite è soggetta alle intemperie di questo mondo, come all'opera di incensanti artisti. L'uomo in ogni suo ritorno, è solamente frazione contingente, dell'uomo storico, e sta ad esso come un segmento sta ad una retta. Quindi dobbiamo considerare ogni ritorno, non come conclusione di un ciclo, o peggio ancora come unica realtà, ma come possibilità e opportunità di lavoro e di incontro con gli strumenti del lavoro.

Quindi se non si è gnostici, saremo sicuramente gnostici in altro ritorno, in virtù dell'incontro con una comunità gnostica. Da tale asserzione conclusiva, discende che il compito di ogni gnostico è quello di adempiere al discepolato, alla trasmissione degli strumenti, al fine di riportare alla Chiesa i fratelli ancora alla ricerca, e portare nel campo della vita le sementa, che produrranno pane supersostanziale affinchè chi se ne nutra, possa nel successivo transito essere gnostico per diritto di nascita.

scalapiccola

Fonte: http://www.fuocosacro.com/pagine/lexaurea/lexaurea29.pdf

 

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