L’Aquila Ribelle: pratiche gnostiche e concentrazione – V.M. Rabolù

V.M. RABOLÚ. L'aquila, sì, questo è il simbolo del Maestro Rabolù, la Grande Aquila. Il Maestro Rabolù si presenta sotto forma di una gigantesca aquila. Il Maestro [Samael Aun Weor] mi chiamava l'Aquila Ribelle perché in tali questioni esoteriche si deve essere davvero ribelli contro se stessi, contro tutto, contro tutto. Per poter acquisire qualcosa bisogna essere un rivoluzionario vero e proprio perché passivamente non si può; rivoluzionario contro se stesso, contro tutte le cose del mondo come vi ho detto qui. Per esempio, alla natura non conviene che noi ci liberiamo, perché? Perché lei è abituata a dominare, a comandare, e quando ci liberiamo, siamo noi che dominiamo la natura e questo a lei non piace, e per questo si ribella contro di noi. E perché? Perché in tal modo diventiamo un organismo che le manca, una cellula, una sua molecola, e quindi ne risente. Allora cosa fa la natura? Ci mette davanti dei giochi come ai bambini. Tutte le cose del mondo sono giocattoli che ci dà la natura, tutto, generalmente tutto; vuole intrattenerci affinché non ci ricordiamo di liberarci, di giocarci l'ultima carta, perché ci si deve giocare la vita e quello che ci tocca, quello che ci tocca, per raggiungere la liberazione, altrimenti non si ottiene nulla.

Sia ognuno ribelle, contro la natura e contro tutto, per poter fare davvero un passo verso la liberazione, altrimenti non si ottiene nulla; passivamente non si ottiene niente, niente.

Dunque il Maestro [Samael Aun Weor], per esempio, il Maestro scrisse tutte le sue Opere, ci diede l'orientamento per arrivare alla saggezza, ma non ci diede la saggezza; ci diede tutte le chiavi per arrivare alla saggezza, però arrivare alla saggezza, è da se stessi, per sforzo proprio. Ciò che io sto facendo ora, ampliando molto l'insegnamento del Maestro in base alle indagini che faccio, è facilitare e rendere più facile la liberazione o la comprensione di quello che ciascuno deve fare.

Tutto l'insegnamento del Maestro è molto esteso, molto profondo, lui abbraccia tutto, ma gli è mancato di entrare nei dettagli, perché? Per il suo fattore tempo, no?, non aveva tempo.

Figuratevi che noi qui siamo una Giunta, ci troviamo o siamo sommersi di lavoro. Lui era solo, era come un Generale: seguire tutto, scrivere opere, dare l'insegnamento, tutto questo, no, no, no!... Mi sembra molto valoroso. Io ammiro il Maestro Samael, lo ammiro perché qui siamo un po' e non bastiamo, non bastiamo, mentre lui era da solo.

DOMANDA. Mi permetta di domandarle in questo senso, perché noi viviamo... no, non possiamo paragonarci a lei o al Maestro Samael, non mi arrischio a farlo, ma anche noi siamo assorbiti da tante cose che dobbiamo fare, perché dobbiamo tradurre libri, dobbiamo stare attenti a tante difficoltà che saltano fuori.

V.M. RABOLÚ. Sì, questo è duro; è facile per esempio ad uno dire: «Io sono il Direttore del Movimento». Mettetevi a lavorare per vedere quante cose saltano fuori quotidianamente, ogni giorno problemi, di tutto. Questo è molto duro.

DOMANDA. Ma qual è la chiave per poter ugualmente lavorare dentro...

V.M. RABOLÚ. Guardi, le do un consiglio: il Maestro dice sempre di dedicare a ciascuna cosa il suo momento. Nel giorno si hanno diverse attività, no? Ciò che diceva il Maestro, di dedicare a ciascuna cosa il proprio momento, vuol dire Concentrazione in quello che si sta facendo, è una concentrazione. Mettiamo, ad esempio, che nella giornata lei debba fare cinque cose differenti. Lei sceglie la prima, la più importante; la finisce senza pensare all'altra che viene dopo, no? Capisce? È una concentrazione nella cosa che lei sta facendo, nella prima, la finisce e passa alla seconda, poi alla terza, alla quarta, alla quinta e così di seguito in ordine; questa è concentrazione in quello che sta facendo, perché molte volte si diventa macchine facendo una cosa e pensando a un'altra; questo è male, si inceppa la mente e non si fa niente, non si rende. E meglio fare una cosa alla volta. Questo è il modo migliore per educarsi, così il giorno che si dice: «Vado a meditare» o «Vado a concentrarmi», lo si fa con facilità perché ci si è educati da soli; ci si educa nel lavoro quotidiano.

DOMANDA. Questo è insieme. Lei ha detto che ci si deve giocare tutto. Arriva un momento in cui ci si deve giocare anche il lavoro fisico?

V.M. RABOLÚ. Sì, sì.

DOMANDA. Ma come si fa a sapere che è arrivato quel momento?

V.M. RABOLÚ. Bisogna applicare una frase che hanno le religioni, che le religioni sfruttano: decima e primizia. Decima è Dio, primizia: primo. Prima Dio e poi il resto chiaro? Prima il proprio lavoro personale, intimo, poi il tempo che avanza per gli altri, ma prima noi. Per esempio, se lei sta dando una conferenza in pubblico, non si identifichi con la gente, stia attento a lei stesso per vedere se appare un elemento psicologico di orgoglio, di ira, di vanità, di qualcosa; non bisogna dimenticarsi di se stessi. Prima Dio. Bisogna applicare sempre questa frase.

COMMENTO. Ci sono momenti in cui si afferra il «filo» del ricordo, però arrivano momenti in cui si crede di averlo afferrato e lo si è già perso, e prima che si ricomincia...

V.M. RABOLÚ. È per nostra mancanza di lavoro, mancanza di lavoro; più concentrazione in quello che si sta facendo. Se si sta facendo una pratica, per esempio lo sdoppiamento Astrale, non si pensi alla meditazione, non si pensi a un'amica, né a un amico né al negozio, no! Sto uscendo dal mio corpo adesso; ed esce con facilità. Il male è se si sta facendo una pratica e si pensa a un'altra cosa. È qui il problema di ognuno. Bisogna imparare a concentrarsi in quello che si sta facendo; per questo nelle attività del giorno si deve restare concentrati su quello che si sta facendo. Così, quando si va a fare una pratica, si è abituati, educati, a concentrarsi in quello che si sta facendo e lo si fa con facilità.

Ad esempio io molte volte mi butto sul letto e dopo cinque minuti sono già fuori, in cinque minuti; questa è solo pratica, lo faccio da anni, è pura pratica. Per questo il Maestro si è fidato molto di me, per questo motivo, perché per ogni pratica che mi dava io gli davo il risultato il giorno dopo, subito; il giorno dopo gli consegnavo il risultato di quello che mi aveva insegnato nel pomeriggio o nella sera, il giorno dopo gli consegnavo il risultato. Perché lo facevo con facilità? Per la concentrazione, perché sono educato alla concentrazione, e dalla concentrazione alla meditazione c'è un piccolo passo.

Ci si concentra su un oggetto, un soggetto, un luogo o in quello che sia; si applica la dualità a questo oggetto in cui ci si è concentrati, la dualità; quando lo si elimina si rimane con la mente in bianco, fatto! Ragion per cui è questione di educarsi, educazione e niente altro, senza metterci misticismo, questa cosa tanto orribile. Io ho paura del fanatico, perché un fanatico non serve né per il bene né per il male, non serve a niente. Qui c'è Rivoluzione, niente passività e fanatismo, no!, di brutto, «A lo mero macho» come dicono i messicani, bisogna mettercisi senza paura, così si va avanti.

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Fiamma candela – Pratica di Concentrazione – V.M. Rabolù

DOMANDA. Maestro questa vocalizzazione della vocale «O» serve anche per concentrarsi e per cercare di uscire in astrale, serve a questo?

V.M. RABOLÚ. No! La concentrazione serve per uscire in astrale, però in quello che si sta facendo. Per sdoppiarmi, per esempio, lo mi concentro nel mio cuore e, concentrato nel cuore, dico: «Mi sdoppio» e «prum!», rapidissimo.

DOMANDA. Perché se si vocalizza si perde la concentrazione?

V.M. RABOLÚ. C'è già distrazione della mente.

DOMANDA. Se si sta facendo questa vocalizzazione per venti minuti al giorno, si può allungare, aumentare il tempo o non ne vale la pena?

V.M. RABOLÚ. Si può prolungare. Sarebbe bene che tutti sviluppassero l'intuizione.

DOMANDA. Per esempio si può dedicare più tempo, quotidianamente?

V.M. RABOLÚ. Si può.

DOMANDA. Un'ora?

V.M. RABOLÚ. Si può farla per un'ora, ma senza sforzare il corpo perché il problema è lì; sforzando il corpo, quindi, vengono il mal di testa e i malesseri.

DOMANDA. Ma questa vocalizzazione è in combinazione con altre pratiche gnostiche oppure è separata?

V.M. RABOLÚ. No, no, la «O», concentrazione sul cuore; immaginare questo disco che inizia a girare.

DOMANDA. Non in combinazione con meditazione né niente di questo tipo?

V.M. RABOLÚ. No, no, no.

DOMANDA. E si può fare la «O», ad esempio, mentre si lavano i piatti?

V.M. RABOLÚ. C'è già distrazione, si vogliono servire due padroni alla volta, ma non si può; è meglio dedicare ad ogni cosa il suo tempo.

COMMENTO. Io ho notato che fare la meditazione alle cinque di mattino dà buoni risultati.

V.M. RABOLÚ. È che nelle ore della mattina l'atmosfera è più tranquilla; l'alba è sempre la migliore per le pratiche gnostiche fino a quando non si diventa pratici; per cominciare è meglio l'alba, per ogni pratica, per tutte.

DOMANDA. Maestro, è un ego se per esempio, quando ci concentriamo per una pratica, sento come se in chi si concentra ci sia anche l'ambizione di concentrarsi; allora è forse anche per questo che non abbiamo risultati?

V.M. RABOLÚ. No, è la concentrazione fatta male, ogni pratica che dà il Maestro [Samael Aun Weor] ha bisogno della concentrazione.

DOMANDA. Come potremmo fare per evitare che la concentrazione sia dovuta ad un ego di ambizione, di voler fare, di voler ottenere?

V.M. RABOLÚ. Volere è potere, bisogna lottare. In quel momento non pensi all'ego, ma faccia quello che deve fare, nient'altro.

DOMANDA. Maestro, in Germania c'è un ragazzo turco che qualche giorno fa durante un fogueo, ha detto di avere costantemente mal di testa perché fa la pratica di concentrazione.

V.M. RABOLÚ. Si sforza. Guardate che il Maestro parla delle pratiche gnostiche: pratica dell'Arcano, pratica di sdoppiamento, pratica di meditazione, pratica di concentrazione, perché chi vuole cominciare come se fosse già un Maestro, abusa di sé, no?, ed è allora che arrivano i dolori. È necessario educarsi a poco a poco, aumentando gradualmente il tempo man mano che si pratica, senza danneggiarsi. Ma c'è gente a cui fa male la testa perché si sforza. Questa gente non fa nulla, non fa nulla.

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Trasmutazione Forze Cosmiche – Pratiche Gnostiche – V.M. Rabolù

DOMANDA. Ho una domanda che le fanno dal Centro Gnostico. Vogliono sapere se questa pratica della trasmutazione delle forze cosmiche si fa in un solo senso, ossia dalla testa verso i piedi, oppure si fa anche a partire dai piedi, cioè dalla terra al cosmo?

V.M. RABOLÚ. Immaginate che questo è un filo di luce che invade il nostro organismo; immaginate che dalla terra si trasmettono le forze verso l'alto, verso il cosmo e anche dall'alto del cosmo verso il basso.

DOMANDA. Ma prima l'uno e poi l'altro?

V.M. RABOLÚ. Sì, è chiaro.

DOMANDA. E vogliono anche sapere quanto deve durare questa pratica e qual è l'ora più appropriata per farla.

V.M. RABOLÚ. Non bisogna darle un tempo perché qui sta quel problema di cui stavo parlando prima; bisogna educarsi a poco a poco, più si sopporta, più tempo può durare la pratica. Ognuno deve stabilire la durata della pratica da solo.

DOMANDA. Per quanto riguarda la questione dei piedi, bisogna tenerli per terra così come li tengo ora io oppure si possono tenere incrociati?

V.M. RABOLÚ. No, è meglio così e scalzi, perché la calzatura è un isolante.

DOMANDA. Ma, se si è sopra il letto, anche questo è un isolante?

V.M. RABOLÚ. E comunque un isolante; meglio a terra.

DOMANDA. Ossia uscire in campagna?

V.M. RABOLÚ. A terra, a terra è meglio, chiaro!

DOMANDA. Questa pratica, l'ha messa alla fine della fase A, ma la si potrebbe dare prima?

V.M. RABOLÚ. La si può dare prima. La gente vuole qualcosa di pratico e noi li metteremo, una buona volta, in qualcosa di pratico. Questa pratica, potete darla nella fase A, a chiunque, sì, questo non...

DOMANDA. Però prima in una direzione e poi nell'altra?

V.M. RABOLÚ. Sì, certo.

DOMANDA. Maestro, quando noi facciamo questa pratica, portiamo beneficio alla natura?

V.M. RABOLÚ. Portiamo beneficio a noi.

DOMANDA. Bene, in relazione a quello che lei ha detto prima e che anche il Maestro Samael dice, e cioè che fare il lavoro è ribellarsi contro la natura, se noi facciamo questa pratica ...?

V.M. RABOLÚ. Sì, ma in questo caso ognuno serve da trasmettitore di due forze, trasmutatore, per meglio dire, di due forze, no? Sì, in questo caso si è uno strumento, niente di più. Col passare delle forze Cosmiche attraverso l'organismo e con l'averle ricevute dalla Terra, si ha un beneficio.

DOMANDA. Però succede questo, che si sta notando, in Germania, che il sole picchia molto forte, per la questione dell'ozono.

V.M. RABOLÚ. Non c'è necessità di farla al sole.

DOMANDA. Non va bene farla al sole?

V.M. RABOLÚ. No, la si può fare sotto un albero.

DOMANDA. Meglio fare questa pratica quotidianamente, perché non si ha il tempo di andare in campagna tutti i giorni.

V.M. RABOLÚ. No, io vivo, a due ore da qui, in una piccola cascina; qui io faccio le mie pratiche.

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Belilin – Scongiuro -Illustrazione di Willian Blake

DOMANDA. Parlando di pratiche gnostiche, un'altra pratica che facciamo in fase A è il Belilìn (vedi pratica http://movimentognostico.org/pratiche/protezioni-scongiuri-pentagramma/#belilin)

V.M. RABOLÚ. Gli scongiuri devono essere dati rapidamente perché, quando una persona entra nel Movimento ed è decisa, allora arrivano gli attacchi dei suoi ego e delle entità esterne.

COMMENTO. In Olanda ci procura molto lavoro spiegare gli scongiuri perché la gente si burla molto di queste cose, ma vogliamo obbedire all'ordine.

V.M. RABOLÚ. Sì, questa è l'arma, è un'arma che si consegna allo studente o all'aspirante perché si difenda.

DOMANDA. Anche in Spagna ci sono molti istruttori che preferiscono aspettare e insegnare gli scongiuri in un secondo tempo.

V.M. RABOLÚ. Va bene anche così, ma gli scongiuri sono una cosa che si deve insegnare il più presto possibile.

DOMANDA. Ossia il suo consiglio è che si diano al principio della fase A?

V.M. RABOLÚ. Sì, perché bisogna consegnare quest'arma affinché si difendano, dal momento che la Loggia Nera attacca continuamente.

DOMANDA. In Germania ci sono abbastanza testimonianze del buon risultato degli scongiuri, perché la gente ritorna e dice di aver ottenuto un risultato molto buono.

V.M. RABOLÚ. Sì, sì, gli scongiuri sono quasi la prima cosa che si deve insegnare.

DOMANDA. A noi è successo che siccome la gente al principio sembrava non assimilarli, allora dicevamo: «Li spiegherò un pochino più avanti». Poi, però, li abbiamo dovuti spiegare perché, parlando, la gente diceva che aveva ricevuto degli attacchi. Allora abbiamo dovuto insegnarli subito.

V.M. RABOLÚ. Chiaro, chiaro.

DOMANDA. Quello che abbiamo notato è che è molto importante il modo di spiegare gli scongiuri, perché se si spiegano così, al volo, alla gente suonano come fantasie, come cose strane; quindi il modo in cui si spiegano è molto importante.

V.M. RABOLÚ. Sì.

DOMANDA. Un'altra difficoltà che abbiamo incontrato: facciamo un fogueo con la gente, in gruppo, e diciamo loro: «Spiegate come si fa la concentrazione». Quelli che escono fanno una conferenza e allora si dice loro: «Non fate una conferenza, spiegate la pratica». E molto difficile, però, per le persone spiegare questo. Uno di questi giorni, lei potrebbe fare un fogueo per farci vedere come dovrebbe essere?

V.M. RABOLÚ. Guardate io penso di fare il fogueo nei giorni in cui voi sarete qui, e con molto piacere; io non voglio perdere tempo, sì, io non voglio perdere tempo.

DOMANDA. A che ora lo fa?

V.M. RABOLÚ. Noi lo facciamo all'inizio della sera, così tutti hanno finito di lavorare e ci possiamo riunire qui; abbiamo comprato delle lampade per quando se ne va la luce, per non perdere tempo e foguearci.

DOMANDA. Maestro, tornando agli scongiuri, per me lo scongiuro è un'arma. Quando vedo che la gente è farfallona, io la uso, perché è così che la gente si definisce; non so se sto facendo bene...

V.M. RABOLÚ. No, sì!, Perché c'è uno scontro tra le due forze. Se una persona è molto negativa e tutte queste cose, facendole lo scongiuro esce o si rimette in linea. Una delle due.

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Scarica il libro in pdf gratis: L'aquila ribelle – V.M. Rabolù (1994)

http://movimentognostico.org/aquila-ribelle-pratiche-gnostiche-concentrazione-v-m-rabolu/1994-aquila-ribelle-v-m-rabolu/

Fonte: http://movimentognostico.org/aquila-ribelle-pratiche-gnostiche-concentrazione-v-m-rabolu/

 

 

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Commenti 1

 
Andrea il Giovedì, 13 Febbraio 2014 15:28

Buon giorno, volevo segnalare che l'immagine della pratica ( Trasmutazione Forze Cosmiche ) non è corretta, in quanto la posizione da assumere in questa pratica è come da seduto e non sdraiato.
Felice giornata.
Andrea Miceli

Buon giorno, volevo segnalare che l'immagine della pratica ( Trasmutazione Forze Cosmiche ) non è corretta, in quanto la posizione da assumere in questa pratica è come da seduto e non sdraiato. Felice giornata. Andrea Miceli

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