La fine del Mondo

Sono molti e variati i modi in cui nel corso dei secoli  gli uomini hanno ipotizzato la fine del mondo. Di recente un nuovo sito sociale ha previsto l'apocalisse in dieci maniere diverse. Secondo alcuni la fine è vicina, secondo altri è tutta una bufala che serve a far girare il mondo stesso.Vediamo quali sono queste possibili conclusioni e poi farò le mie considerazioni.

1. Apocalisse in stile Maya

Sebbene non ci sia nulla nei testi in nostro possesso che affermi il mondo finirà il 21 dicembre di questo anno, è noto che altre previsioni fatte dai Maya si sono avverate. Inoltre essi credevano che il flusso del tempo fosse ciclico non lineare. Il che farebbe pensare che ci potrebbe essere un nuovo inizio.

2. Impatto di asteroidi

Nel corso degli anni si sono susseguiti tanti film su questo argomento. Un tipo di evento che prevede la caduta di un gigantesco asteroide sul nostro pianeta. Una su 700.000 possibilità. La stessa di quella di incontrare fantasmi di dinosauri. Questo sarebbe comunque un evento che può essere previsto e monitorato prima che colpisca la Terra.

3. Glacializzazione

Se il clima del pianeta continua a cambiare, anche se con gradualità, un fenomeno simile a quello della glacializzazione è del tutto possibile. Di certo ciò non accadrà a breve ma eventualmente tra non molto.

4. Guerra nucleare

Non finirà in modo comico come si vede nel video qui sopra. Una guerra del genere non è poi dopo tutto improbabile, opzione più che apocalittica. Non solo sarebbe brutale e senza ritorno ma da sopravvivenza impossibile.

5. Disastro biotecnologico

Con la proliferazione dell'ingegneria genetica, al momento solo alimentare, diventa sempre più possibile che qualcosa possa andare storto. Dopo tutto, in alcuni cibi non è ancora certo se alcuni geni si traferiscono in altre specie, come ad esempio gli esseri umani, per creare una nuova, potenzialmente terribile mutazione. In questo modo accadono apocalissi zombi.

6. Invasione aliena

Ci sono molte risorse sulla Terra che potrebbero far gola agli alieni. Forse essi potrebbero avere bisogno di idrogeno per le loro navicelle alimentate a fusione di idrogeno prelevandolo dai nostri oceani, o forse perché l'abbiamo rubato ad essi semplicemente vivendo, Non importa come, comunque. Essi potrebbero colpire in qualsiasi momento. Alcuni avevano previsto un certo tipo di contatto il 6 marzo scorso. Cosa che evidentemente hanno rimandato.

9. Rivoluzione di robot ribelli

Come per il disastro biotecnologico, anche questa possibilità non è da escludere. Bisogna solamente riuscire ad immaginare cosa potrà decidere questa entità maschile o femminile specialmente se essa non conosce l'arte della diplomazia.

8. Insanità di massa

Una cosa di questo genere non è poi del tutto inverosimile, nè tanto meno assurda. E' vero che la salute fisica umana in generale è migliorata di molto in questi ultimi secoli. La stessa cosa non si può dire però di quella mentale. Il corpo dell'uomo non è stato costruito per durare più a lungo di quanto sia possibile, nonostante tutti i tentativi di allungare l'esistenza. Sono in aumento i suicidi e la depressione negli anziani oltre i 65 anni. E' facile immaginare perciò cosa potrebbe accadere quando il livello di vita si avvicinerà ai cento anni.

9. Impazzimento di un buco nero

I ricercatori ritengono che ci sono circa dieci milioni di buchi neri nella sola Via Lattea. Come le stelle, essi orbitano e sono in grado di emigrare lentamente nel cosmo. Potrebbero perciò inserirsi nell'orbita terrestre e risucchiarci.

10. Super Vulcano

Dei cinquecento vulcani attivi, o così classificati che esistono sul pianeta, ci sono anche tre qualificati "super" negli USA, tra i quali lo Yellowstone, il lago Toba in Indonesia, Taupo in Nuova Zelanda e Aira Caldera in Giappone. Ognuno di questi è in grado di provocare una eruzione che può coprire più di 240 miglia al cubo, vale a dire 1000 km cubici. Letteralmente migliaia di volte più grande di tutte le eruzioni vulcaniche mai verificatesi sul pianeta Terra. La devastazione potrebbe provocare l'equivalente di un "inverno nucleare" con il risultato che le ceneri oscurerebbero il cielo per diversi anni.

Se queste sono le ipotesi più accreditate, io penso che "pensare" la fine del mondo sia un esercizio solo in apparenza banale o inutile. In fondo, tutto sta a stabilire cosa si intende per "mondo". I sinonimi possono essere molti, anzi infiniti, quanti sono gli esseri umani. Passati, presenti e futuri. Ognuno di questi esseri è un "mondo" unico, diverso, irripetibile. Per ognuno di essi che finisce, finisce con lui il "mondo" che solo a lui appartiene, ma che è il "suo" unico "mondo".

Che significa tutto ciò? Che quando, ad esempio, chi scrive finirà il suo viaggio terreno, con lui finirà il "suo" mondo. Che è suo, il solo che ha avuto. E allora sarà la vera "fine del mondo". Come l'aveva già intuito qualche millennio fa l'artista che ha fatto quella pittura sulla tomba di Paestum. Sic transit!

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Commenti 10

 
Silvia Neri il Martedì, 03 Aprile 2012 12:56

per me è la fine di un mondo....di un idea ....qualcosa accadrà .

per me è la fine di un mondo....di un idea ....qualcosa accadrà .
Mister X il Domenica, 08 Aprile 2012 21:06

La fine è solo per le cose parziali. Facciamo un esempio scemo:
definiamo la morte come fine della coscienza
fine è un concetto definito solo se si definisce un prima o un dopo, cioè un rapporto di causalità tra i fenomeni
senza coscienza non ci sono i fenomeni nè è possibile che ci sia alcun concetto di causalità, quindi non può esserci la fine, non può esserci la morte.
Per dire che la coscienza finisce, bisogna assicurarsi che non vi siano più percezioni, ma se si percepisse l'assenza delle percezioni sarebbe essa stessa una percezione, quindi le percezioni non sarebbero terminate. Ecco perché il concetto di fine del mondo (mondo inteso come tutto) è totalmente illusorio, come anche l'usuale concetto di morte...

Ma se il mondo (inteso come Terra) dovesse essere distrutto, preferirei che questo avvenisse in seguito ad una guerra a cui tutti potessero partecipare combattendo o ad un'orgia collettiva che provocherebbe la rabbia irrefrenabile di Gaia o di dio.

La fine è solo per le cose parziali. Facciamo un esempio scemo: definiamo la morte come fine della coscienza fine è un concetto definito solo se si definisce un prima o un dopo, cioè un rapporto di causalità tra i fenomeni senza coscienza non ci sono i fenomeni nè è possibile che ci sia alcun concetto di causalità, quindi non può esserci la fine, non può esserci la morte. Per dire che la coscienza finisce, bisogna assicurarsi che non vi siano più percezioni, ma se si percepisse l'assenza delle percezioni sarebbe essa stessa una percezione, quindi le percezioni non sarebbero terminate. Ecco perché il concetto di fine del mondo (mondo inteso come tutto) è totalmente illusorio, come anche l'usuale concetto di morte... Ma se il mondo (inteso come Terra) dovesse essere distrutto, preferirei che questo avvenisse in seguito ad una guerra a cui tutti potessero partecipare combattendo o ad un'orgia collettiva che provocherebbe la rabbia irrefrenabile di Gaia o di dio.
Antonio Gallo il Domenica, 08 Aprile 2012 21:26

E' inutile girarci intorno. La nostra fine segna la fine del "mondo", purtroppo o meno male: dipende dai punti di vista ... Un saluto e non preoccupatevi troppo. Nessuno è mai ritornato, segno che si sta bene dall'altra parte ...

E' inutile girarci intorno. La nostra fine segna la fine del "mondo", purtroppo o meno male: dipende dai punti di vista ... Un saluto e non preoccupatevi troppo. Nessuno è mai ritornato, segno che si sta bene dall'altra parte ...
Mister X il Domenica, 08 Aprile 2012 22:00

La fine "dell'io" non ci può essere, è una fine fasulla!

La fine "dell'io" non ci può essere, è una fine fasulla!
Antonio Gallo il Domenica, 08 Aprile 2012 22:12

Che significa "fine fasulla"?

Che significa "fine fasulla"?
Mister X il Domenica, 08 Aprile 2012 22:23

Qualcosa è veramente solo se percepita: la fine della vita può essere percepita solo in vita, la morte, dunque, come dice Ungaretti, si sconta vivendo. Però non può esserci una vera e propria fine, perchè non è percepibile, come ho scritto prima. Quindi non v'è fine all'essenza, mai e poi mai...

Qualcosa è veramente solo se percepita: la fine della vita può essere percepita solo in vita, la morte, dunque, come dice Ungaretti, si sconta vivendo. Però non può esserci una vera e propria fine, perchè non è percepibile, come ho scritto prima. Quindi non v'è fine all'essenza, mai e poi mai...
Antonio Gallo il Lunedì, 09 Aprile 2012 06:36

Potrei continuare questo dialogo sulle tue decise e definitive asserzioni ponendoti un'altra domanda, come ad esempio "che significa l'essenza?". So che mi risponderesti con un'ennesima definizione, magari citandomi Nietzsche. Non approderemmo a nulla. E' il caso di dire "ci sfuggirebbe l'essenziale" ... E poi, lasciami dire "mai dire mai" ...

Potrei continuare questo dialogo sulle tue decise e definitive asserzioni ponendoti un'altra domanda, come ad esempio "che significa l'essenza?". So che mi risponderesti con un'ennesima definizione, magari citandomi Nietzsche. Non approderemmo a nulla. E' il caso di dire "ci sfuggirebbe l'essenziale" ... E poi, lasciami dire "mai dire mai" ...
Mister X il Lunedì, 09 Aprile 2012 08:50

Niente Nietzche... Non si può definire tutto, ovviamente, ci vogliono delle basi. L'essenza è ciò che c'è, cioè tutto ciò che può essere indicato, quindi tutto ciò che è percepito, quindi tutto ciò che è distinguibile. La fine della distinzione c'è se può essere distinta, ma se per assurdo si fosse già smesso di distinguere, ovviamente non può essere distinta. Poi le cose continuano a mutare, il mutamento è il fatto. Una cosa muore ed un'altra nasce, continuamente, questo vale anche per le percezioni attorno a noi che noi chiamiamo altri, però non abbiamo mai assistito all'assenza assoluta di percezione, quindi perchè mai dovremmo inventarci che prima o dopo le percezioni dovranno svanire?

Niente Nietzche... Non si può definire tutto, ovviamente, ci vogliono delle basi. L'essenza è ciò che c'è, cioè tutto ciò che può essere indicato, quindi tutto ciò che è percepito, quindi tutto ciò che è distinguibile. La fine della distinzione c'è se può essere distinta, ma se per assurdo si fosse già smesso di distinguere, ovviamente non può essere distinta. Poi le cose continuano a mutare, il mutamento è il fatto. Una cosa muore ed un'altra nasce, continuamente, questo vale anche per le percezioni attorno a noi che noi chiamiamo altri, però non abbiamo mai assistito all'assenza assoluta di percezione, quindi perchè mai dovremmo inventarci che prima o dopo le percezioni dovranno svanire?
Antonio Gallo il Lunedì, 09 Aprile 2012 09:25

Aldous Huxley ha scritto in "The doors of perception" (1954) "Noi viviamo insieme, agiamo e reagiamo gli uni agli altri; ma sempre, in tutte le circostanze, siamo soli." Questo è il vero "fatto". E ha aggiunto: "Sensazioni, sentimenti, intuiti, fantasie, tutte queste cose sono personali e, se non per simboli e di seconda mano, incomunicabili." Il resto è "fuffa", aggiungo io in tutta modestia. Un saluto.

Aldous Huxley ha scritto in "The doors of perception" (1954) "Noi viviamo insieme, agiamo e reagiamo gli uni agli altri; ma sempre, in tutte le circostanze, siamo soli." Questo è il vero "fatto". E ha aggiunto: "Sensazioni, sentimenti, intuiti, fantasie, tutte queste cose sono personali e, se non per simboli e di seconda mano, incomunicabili." Il resto è "fuffa", aggiungo io in tutta modestia. Un saluto.
Mister X il Lunedì, 09 Aprile 2012 21:41

D'accordissimo.

D'accordissimo.

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