L'importanza del nostro cuore spirituale

Il cerchio dell'esistenza umana si svolge nell'Essere e nello stesso principio espleta il suo tempo e spazio, essere è ciò che compete all'uomo nella sua vita (Io sono).

Generato dal Principio Vitale e supportato dall'entità dello Spirito Eterno, l'uomo, adduce a sé le esperienze e le compenetra attraverso la coscienza, ma non le comprende con la mente, perchè la mente non è preposta a ciò.

Essa è l'organo che traduce gli impulsi che provengono dal cuore e li trasforma in realtà, ma non è quella che dalle esperienze deve trarre i concetti di Verità e Amore, chi si occupa di ciò è l'anima. Quantunque sembri che la mente spesso s'impadronisca dell'esistenza umana e ne decreti la sorte, essa è asservita.

E' solo lo strumento che anche in caso di apparente predominio, concilia tutte le aspettative di crescita dell'anima, perchè ciò che la mente devia inizialmente si tradurrà poi in realtà che riaddrizzerà il percorso deviato. Una mente è deviata nell'impulso quando essa lo legge tramite la razionalità accentratrice dell'ego, cioè è conforme al sentire dei sensi e non a quello del cuore.

La funzione del cuore è quella di porgere alla mente gli impulsi spirituali, esso è un organo indipendente dalla nostra volontà e ciò lo rende sempre in linea con il Creatore, il cuore apprende nella giusta misura e traduce alla mente. L'uomo non si accorge della deviazione degli impulsi mentali fin quando la sua realtà non gli pone davanti una scelta esperenziale dolorosa.

Il sentire del cuore è un vibrare interiore che l'uomo di oggi non comprende, perchè non è educato ad ascoltarlo e relega questo “sentire” in contesti come il sentimentalismo, la religiosità, l'arte, ciò accade perchè la mente gli suggerisce che seguire l'impulso così come arriva è contrario all'ego. L'ego è interiormente ciò che determina la personalità esteriore, creato dalla realtà, dalle esperienze, dalle caratteristiche genetiche familiari, se questi fattori sono in armonia fra loro e non vi è stato trauma, l'ego crea una personalità armoniosa, viceversa essa è in disarmonia in uno dei suoi aspetti e ciò rende possibile il mancato contatto fra il cuore che porge gli stimoli e la mente che li riceve.

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Commenti 2

 
temponi roberto il Sabato, 07 Aprile 2012 14:09

Brava Franca ,
mi è piaciuto molto questo Tuo articolo .Se mi permetti ,alcune nozioni un pò storiche ; gli antichi greci e gli antichi orientali ( cinesi e giapponesi ) ritenevano che l'anima non risiedesse nel cuore ma nell'addome ( pancia) , per questo che in oriente solo le personalità di potere, quando disonorati dal loro vergonoso operato si suicidavano( hara kiri) tagliandosi la pancia per permettere all'anima una veloce fuoriuscita dal corpo moribondo ( così credevano ), mentre al popolo giustiziato una morte disonorevole col taglio della testa .Anche i grandi condottieri dell'antica Roma in caso di sconfitta , generali , consoli ordinavano ai loro servi di tenere una daga ( spada) con l'elsa ferma al terreno e la lama rivolta in alto ,l'illustre eminente si lasciava cadere offrendo l'addome alla lama . Questa era la loro realtà ... cosa si intende con " realtà"? ... io definirei la realtà, dove più e più persone sono d' accordo che una cosa sia nel modo convenuto , non necessariamente la verità coincide con la realtà . Così potremmo dire che la realtà si avvicina sempre più alla verità, quanta più conoscenza e consapevolezza c'è in un dato soggetto .Ci sono realtà soggettive ( ciò che è realtà per me è la mia verità ) che potrebbe essere una falsità per altri ... la realtà oggettiva , che è realta per i più perchè è osservabile ... Buona Pasqua ! .

Brava Franca , mi è piaciuto molto questo Tuo articolo .Se mi permetti ,alcune nozioni un pò storiche ; gli antichi greci e gli antichi orientali ( cinesi e giapponesi ) ritenevano che l'anima non risiedesse nel cuore ma nell'addome ( pancia) , per questo che in oriente solo le personalità di potere, quando disonorati dal loro vergonoso operato si suicidavano( hara kiri) tagliandosi la pancia per permettere all'anima una veloce fuoriuscita dal corpo moribondo ( così credevano ), mentre al popolo giustiziato una morte disonorevole col taglio della testa .Anche i grandi condottieri dell'antica Roma in caso di sconfitta , generali , consoli ordinavano ai loro servi di tenere una daga ( spada) con l'elsa ferma al terreno e la lama rivolta in alto ,l'illustre eminente si lasciava cadere offrendo l'addome alla lama . Questa era la loro realtà ... cosa si intende con " realtà"? ... io definirei la realtà, dove più e più persone sono d' accordo che una cosa sia nel modo convenuto , non necessariamente la verità coincide con la realtà . Così potremmo dire che la realtà si avvicina sempre più alla verità, quanta più conoscenza e consapevolezza c'è in un dato soggetto .Ci sono realtà soggettive ( ciò che è realtà per me è la mia verità ) che potrebbe essere una falsità per altri ... la realtà oggettiva , che è realta per i più perchè è osservabile ... Buona Pasqua ! .
franca di prima il Sabato, 07 Aprile 2012 14:34

Grazie Roberto, colgo l'occasione per farti anch'io gli auguri di Pasqua. Immagino che sarai super impegnato in questo periodo!!! La mia visione della realtà è anche la coerenza della visione esteriore fra più individui, ma è ancora di più la possibile interazione della soggettività di ognuno ad essere così come semplicemente si è. Soffrendo e gioendo, attraverso la realtà, creiamo quella verità, che come hai detto giustamente, sentiamo personale e soprattutto quell'amore che è a sostegno della verità. In una parola rendiamo Dio nel divenire, cosciente in noi. Un abbraccio.

Grazie Roberto, colgo l'occasione per farti anch'io gli auguri di Pasqua. Immagino che sarai super impegnato in questo periodo!!! La mia visione della realtà è anche la coerenza della visione esteriore fra più individui, ma è ancora di più la possibile interazione della soggettività di ognuno ad essere così come semplicemente si è. Soffrendo e gioendo, attraverso la realtà, creiamo quella verità, che come hai detto giustamente, sentiamo personale e soprattutto quell'amore che è a sostegno della verità. In una parola rendiamo Dio nel divenire, cosciente in noi. Un abbraccio.

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