Meditazione

Difficile definire la meditazione poichè essa non è un rapporto, ma uno stato dell'essere. Non la si può fare, poichè è già e qualsiasi sforzo per farla ti condurrà lontano da essa. E' un accettare, uno sforzo senza sforzo, una "non-azione". Essa è associata al non-concetto, anch'esso inesprimibile, di "illuminazione". Non può essere definita...

Qualcuno ha detto che "La meditazione non porta all'illuminazione. La meditazione è l'illuminazione. La meditazione non porta in nessun luogo. La meditazione è il luogo. La meditazione non porta a nulla. La meditazione è il nulla"

Ma le definizioni non rendono...

Qualcun altro ha scritto... "Nessun futuro, nessun passato. Solo qui ed ora. Nulla esiste all'infuori di questo istante. Anche se pensi al passato, da dove lo stai pensando se non da questo momento presente? E se ti identifichi con un tempo o un luogo che non siano qui e adesso, da dove ti stai identificando se non proprio da qui e adesso? Quindi perché sforzarsi a rimanere nel presente quando non esiste null'altro che questo momento presente? Questo è il significato di meditazione: è ciò che accade quando qualsiasi sforzo è cessato."

O con più parole

La vita esiste solo nel presente: non potrebbe essere altrimenti. C'è forse qualche essere che, in questo momento, sta esistendo nel passato o nel futuro? C'è forse qualcuno che sta respirando o sta provando un'emozione in un luogo diverso dal presente? Passato e futuro sono posti disabitati e inesistenti. Sono come un deserto privo di sabbia e di cielo.

2. Come può arrecare piacere un luogo inesistente? Eppure molti vi cercano e vi "trovano" la gioia. Sono coloro che non stanno effettivamente cercando nel passato o nel futuro la propria felicità: essendo infatti luoghi inesistenti essi non possono accogliere nessun ricercatore. Piuttosto questi uomini e queste donne stanno semplicemente cercando un luogo nelle loro fantasie e nei loro sogni che sia diverso dal presente e che essi chiamano "passato" o futuro". Queste donne e questi uomini sostengono infatti che il presente è dolore: ma anche questa loro affermazione non è corretta. Il presente infatti, esistendo per un solo istante, è troppo minuscolo per poter ospitare un'esperienza continuativa detta dolore. E non si può nemmeno sostenere che l'insieme degli istanti presenti possa creare uno spazio sufficientemente largo: ogni istante è diverso dal precedente e dal successivo, ed esiste per un tempo infinitesimale. Non può esistere un presente largo abbastanza da contenere il dolore poichè il presente esiste solo per un istante e poi scompare e non aggiunge nulla all'istante successivo che, una volta presentatosi, scomparirà fulmineamente anch'esso. Al massimo ogni istante, essendo sempre diverso, potrebbe contenere cose infinitamente piccole e sempre diverse. Ma non certo un'esperienza ben codificata detta dolore.

3. Il ricercatore è colui che è spinto a "cercare" qualcosa di cui non sa nulla. Egli sente un impulso che lo chiama... un impulso che nasce dalla consapevolezza che il mondo non può ridursi a dolore e tristezza o a gioie fugaci. Al ricercatore si presentano due vie. Queste due vie sono entrambe valide o meglio, nessuno può giudicare se sia migliore l'una o l'altra. Ciò perchè l'esistenza del corpo è limitata e quindi bisognerebbe cercare di vivere al meglio ovvero impegnarsi a soffrire il meno possibile. Le critiche all'una o all'altra via sono solo giudizi che non tengono conto della complessità dell'essere vivente e delle sue passate esperienze che, nonostante tutto, giocano un ruolo importante sulle sue scelte. Quindi esistono essenzialmente due vie:
a. La via del sogno
b. La via della realtà

4. La via del sogno è quella dei sognatori: popoli che abitano luoghi mai esistiti a cui danno nome "passato". Ma non il vero passato: piuttosto un passato inventato di sana pianta, privo di eventi negativi o dove gli eventi dolorosi sono "più leggeri e meglio sopportabili". Essi rimpiangono questo passato mitico, un passato che non è mai esistito. Fra i sognatori vi sono anche i popoli che invece vivono in un luogo che loro chiamano "futuro". Lottano in ogni istante per abbellire questo loro sogno e credono nella bellezza del tempo che verrà. Sempre in questa categoria esistono poi i negativi: coloro che non vivono da nessuna parte e che considerano passato, presente e futuro luoghi da cui fuggire poichè la bellezza è un mito e non esiste da nessuna parte. Tutti i sognatori condividono una caratteristica: la fuga dal presente. Essi vivono nel futuro o nel passato o da nessuna parte. Ma mai nel presente. Non accettando il presente, non accettano se stessi poichè il corpo esiste solo qui e ora. Un esempio classico di sognatore è colui che segue la dottrina del pensiero positivo: si sforza perchè non riesce a vedere il positivo nel presente e quindi lo deve "pensare" cioè "immaginare". Le azioni dei sognatori sono necessariamente non-idonee: l'azione infatti può svolgersi solo nel presente. Ma il presente muta continuamente e questi sognatori tentano di intrappolarlo nel loro pensiero (positivo o negativo che sia). I sognatori usano azioni che "pescano" dalle loro esperienze passate o anche immaginate e quindi non trovano mai corrispondenza nell'istante attuale. In definitiva quindi il sognatore è colui che:
- Usa l'osservazione giudicante: compara continuamente cosa sta accadendo a cosa è accaduto o a cosa secondo lui dovrebbe accadere. Quindi non riesce a vedere ciò che accade realmente e tenta di modificare il presente secondo la propria visione.
- Usa il ricordo passato: che abilmente camuffa in qualcosa di positivo (o negativo) per tentare di plasmare il momento presente in base alle sue idee.
- Reagisce: egli non riesce ad agire, ma solo a reagire. L'azione è infatti qualcosa che nasce insieme all'istante presente ed è sempre nuova e diversa poichè sempre nuovo e diverso è l'istante presente. Il sognatore invece agisce partendo da ricordi e giudizi cioè con azioni morte. Non possono essere chiamate azioni, ma reazioni.

5. La via della realtà è il modo opposto al precedente. E' vivere ora e quindi agire di conseguenza tramite azioni nuove, inaspettate, incalcolabili. E' vivere senza passato nè futuro. Le azioni che nascono da coloro che seguono tale via non sono attinte dal passato e non sono ripetibili nel futuro sempre per il concetto che ogni istante è diverso dal precedente e dal successivo. Tale tipo di azione è chiamata meditazione. Altri l'hanno chiamata "non-azione" per sottolineare una sorta di azione che fluisce insieme agli eventi e che quindi è "priva di sforzo". La meditazione si serve di:
- Osservazione pura: osservazione senza giudizio, cioè senza paragoni con presente o passato. Questa osservazione è un fluire continuo con ciò che accade e si trasforma continuamente. Non è un fenomeno statico, ma muta con la realtà. Ad esempio osservare senza giudicare un' emozione nel suo nascere, nel suo progredire e nel suo spegnersi è un fluire con l'emozione stessa.
- Ricordo puro: è il ricordo istante per istante. E', in pratica, ricordare in ogni istante la propria posizione spaziale. La mente, il sogno, l'immaginazione portano alla costante dimenticanza del luogo dove risiede il corpo nell'istante presente.
- Azione pura: chi agisce nella via della realtà, agisce veramente e non si limita a reagire. Ogni azione si situa nel presente ed è sempre nuova ed irripetibile.

Osservazione pura, ricordo puro ed azione pura non possono essere separate. Se solo una di esse è perfettamente attuata, le altre seguono di conseguenza. Ad esempio nell'osservazione pura è anche necessario ricordare dove si è e da queste due cose nascerà un'azione nuova e irripetibile. Osservazione pura, ricordo puro ed azione pura vengono nel complesso definiti "illuminazione". Illuminazione infatti non è qualcosa da raggiungere, altrimenti si ricadrebbe nella categoria del sognatore. Illuminazione è già adesso ed è la perfetta realizzazione di osservazione, ricordo e azione (o di una di esse poichè, come abbiamo detto, realizzare una è realizzare anche le altre due). A seconda delle proprie inclinazioni quindi si può esercitare osservazione pura, ricordo puro o azione pura poichè una contiene le altre due. L'esercizio di una di queste è detto illuminazione.

6. Come già osservato nessuno può dire se una delle due vie sia migliore dell'altra. C'è da dire però che la società consiglia la prima poichè i sognatori, non riuscendo ad agire, ma solo a reagire, sono prevedibili e quindi più controllabili rispetto a chi agisce sempre diversamente. Di certo la seconda via dà libertà, ma anche responsabilità: colui che vive nella realtà non può dare la responsabilità del proprio operato a nessun altro se non a se stesso. Questa seconda via può apparire anche più difficile poichè in essa si è soli: la maggior parte della gente preferisce la prima via e tenterà di far cambiare strada a chi vuole vivere nella realtà "per il loro bene".

7. Che cos'è, quindi, la meditazione? E' la via della realtà che può essere divisa in tre parti, parti che solo apparentemente sono a sè stanti. Bisogna sceglierne una o più di una a seconda delle proprie inclinazioni.
- Osservazione pura: osserva, senti... usa tutti i sensi per "ricevere" ciò che sta accadendo nel momento presente. Osserva cosa sta accadendo: gioia, dolore, rabbia, pensieri. Rimani sempre nel presente ovvero senti ciò che sta accadendo qui e ora. Solo sentendo ciò che accade infatti si può rimanere collegati al presente altrimenti si scivola nei pensieri, nel passato o nella fantasia e si dimentica l'istante attuale. C'è rabbia? Non ti ci attaccare! Non farti portare via nel passato o in luoghi immaginari. Osserva: da dove arriva la rabbia, dove si sta dirigendo, cosa suscita in te? Lasciala nel presente e tu rimani con lei.
- Ricordo puro: in ogni istante ritorna al presente ricordandoti dove sei. Anche questo metodo serve a rimanere nel presente e a non precipitare in luoghi immaginari o passati. Guardati intorno e chiediti ogni tanto: dove sono? Torna continuamente nell'istante presente.
- Azione pura: rallenta e metti attenzione in ogni cosa che fai rendendola un'arte. Più sei attento, più rimani nel presente, nell'atto che stai compiendo e in ciò che ne deriva. Ad esempio mangia assaporando ogni boccone, cammina lentamente e sii in ogni passo, scrivi rendendo ogni parola perfetta e attenta come te.

Questo è meditazione. Questo è illuminazione.

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Commenti 1

 
Ro Buonafina il Lunedì, 18 Giugno 2012 08:40

Grazie,molto interessante....:-)

Grazie,molto interessante....:-)

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