Politica galattica - La dura realtà del pianeta Terra

Autore: Joël Labruyère

parte 1 Se ammettiamo che esistono civiltà extraterrestri che hanno inviato vascelli in osservazione nel sistema solare, qual è il loro atteggiamento nei confronti dell'umanità? Lasciamo da parte i «cattivi» che lavorano con l'élite mondiale, cercando piuttosto di capire la politica perseguita dai «buoni» che, in ogni caso, da noi non possono aspettarsi nulla di buono. Le civiltà extraterrestri che seguono un'evoluzione regolare applicano reciprocamente il principio di non intervento nei loro affari. La vita non sarebbe possibile se il libero arbitrio non fosse generalmente rispettato, pur sapendo che è spesso violato da razze predatrici, ma sempre a causa della debolezza e della viltà delle vittime.

Nella nostra galassia vi sono civiltà altamente evolute, che hanno superato la soglia tecnologica senza cadere nelle derive che hanno condotto all'aberrazione della fissione nucleare. Queste civiltà conoscono i rischi di caotizzazione sui piani sottili dovuti all'uso dell'energia nucleare. Si tratta non solo di radioattività materiale, bensì di un inquinamento corrosivo di natura spirituale.

Preoccupati dello sviluppo atomico generalizzatosi sulla Terra, alcune civiltà extraterrestri hanno inviato delle astronavi per tenere sotto controllo questa situazione pericolosa per l'armonia galattica.

La legge di non-intervento nella politica dei popoli galattici implica la massima neutralità. Ogni civiltà «regolare», ossia non degradata dall'entropia, come l'incidente denominato «caduta dell'uomo», rispetta le leggi universali. Il principio di libero arbitrio garantisce la libertà di coscienza di tutti gli esseri, ivi comprese le razze il cui sviluppo ha seguito una linea negativa. La nostra razza è stata messa in disparte, deportata verso l'esterno del sistema galattico a causa delle anomalie avvenute nel suo sviluppo originale. La più drammatica di queste anomalie è l'ostinazione ad attaccarsi al piano materiale rifiutando di ricollegarsi con la fonte originale.

Il popolo terrestre ha perduto la memoria della propria origine e, progressivamente, è sprofondato nell'oblio della sua elevata estrazione, al punto tale da accontentarsi di una vita misera condotta nel circuito della sofferenza, della malattia e della morte. Finora nessun intervento benevolo inteso a fare uscire l'umanità dall'errore ha avuto successo. Le grandi intelligenze cosmiche, di cui i miti di Sumer hanno conservato la memoria attraverso gli «Elohim» della Bibbia, hanno chiuso lo spazio del nostro sistema solare per permettere all'umanità di continuare a esistere senza nuocere agli altri sistemi. Senza queste misure di sicurezza, l'entità umana sarebbe caduta nell'incoscienza totale e nelle tenebre indifferenziate fino alla sua rifusione nella materia primordiale. Incapace di assimilare armoniosamente questo potere nello stato di incoscienza in cui si trovava al momento dell'intrusione degli «spiriti-serpenti» nella sua anima, l'umanità terrestre ha sviluppato una scienza speculativa grossolana.

Quando l'uomo, dotato di un potere mentale allo stato embrionale, si esalta davanti alle proprie creazioni scientifiche, si allontana dallo scopo.

Alcune gerarchie parassitarie lo incoraggiano in questo senso per garantire i loro privilegi. Queste gerarchie retrogradi vogliono impedire all'umanità di riprendere il filo di un'evoluzione positiva, perché ciò significherebbe la fine del loro impero. La cultura terrestre alienante è fondata sull'uso negativo del pensiero che imprigiona l'uomo nelle sue creazioni mentali, religiose o scientifiche.

Tutta la questione filosofica si riassume nel sapere se dominiamo l'apparato mentale che ci è stato innestato — prematuramente — dagli «spiriti luciferini», i quali operavano per la nostra emancipazione.

Perché le potenze benevoli che hanno autorizzato l'umanità a vivere nello spazio galattico esterno — benché in stato di quarantena — non intervengono per neutralizzare le forze parassitarie?

La risposta è duplice: non intervengono anzitutto perché il principio di non intervento vieta di immischiarsi nell'evoluzione di un sistema planetario, per quanto perverso; in secondo luogo, perché le potenze che controllano attualmente l'umanità mantenendola in schiavitù per sottrarne l'energia, sono, piaccia o no, i legittimi governanti del pianeta. Il problema è quindi insolubile sul piano della politica galattica, sapendo che l'umanità ha deliberatamente generato governi che la dominano trascinandola sempre di più nel degrado.

Cosicché ora ci troviamo di fronte alla seguente situazione politica: dal punto di vista planetario i governi dei popoli e le loro gerarchie di illuminati sono legittimi, perché provengono dalla coscienza collettiva dell'umanità. È quindi fuori discussione contestarne l'autorità la quale è esercitata secondo la legge del diritto del più forte. Se non vi è ribellione da parte dell'umanità, perché delle istanze extraplanetarie dovrebbero prenderne le difese rischiando di violare il principio di non intervento?

Ma la situazione è ancora più grave: se i governi che controllano lo spazio materiale del pianeta sono legittimi secondo le regole della diplomazia galattica, occorre sapere che lo sono anche le potenze invisibili che dominano i governi visibili. Ciò significa che agli occhi degli extraterrestri, il governo del sistema solare è rappresentativo delle popolazioni di tale spazio fintanto che queste non emettono un parere contrario.

Ciò spiega la difficoltà di un regolamento politico e spirituale della questione della «caduta dell'umanità». Contrariamente ai sogni idealistici, non è quindi ipotizzabile alcun risanamento della situazione.

Il governo rappresentativo e legittimo di un popolo non può in nessun caso essere contestato dalle civiltà di altri sistemi.

Fosse anche patologico al grado più elevato, si considera che un governo è l'emanazione della volontà collettiva di un popolo. Il regime che dà a se stesso o che gli è imposto da un colpo di Stato, è il regime che questo popolo si merita. Anche se un'opposizione tenta di rovesciarlo, questo regime è legittimo dal momento che è costituito. Se questa opposizione giunge a soppiantare il regime in carica, essa diventerà rappresentativa della nazione non appena avrà instaurato il suo governo, qualunque esso sia.

Il consiglio dei ministri di un governo in carica, cristallizza su di sé l'egregora nazionale, di qualsiasi tendenza ideologica esso sia. Dal momento che un governo detiene la «spada della legge e della giustizia», è legittimo anche se fosse la fonte di un malcontento che sfiora la rivoluzione. L'autorità del potere in carica è fondata sul legame immediato che si opera tra l'egregora di un popolo e il governo che lo gestisce, nel meglio e nel peggio. Questa autorità, attraverso il sistema di delega ministeriale, ha il potere di dirigere la nazione. Si tratta di una legittimità di fatto, incontestabile, poiché un'amministrazione funziona e assicura i bisogni della nazione e la sua sicurezza.

L'egregora del popolo si lascia captare dal potere dominante che assumerà la responsabilità di guidarlo. L'opposizione può tentare di riprendere in mano le redini, ma finché non giunge al potere non è rappresentativa dell'egregora nazionale.

È utile ricordare queste evidenze politiche per non perdersi in vane speranze. Abbiamo il diritto di essere un oppositore di destra o di sinistra, ma questo non cambia nulla alla legittimità di un consiglio dei ministri che coordina i corpi amministrativi che sono gli organi della nazione. A prescindere dal regime, non appena il consiglio dei ministri è riunito costituisce la legittima autorità del collettivo nazionale. Ne assume l'onere spirituale perché l'egregora «astrale» della nazione si fissa su di esso. L'egregora nazionale vi trova il suo ancoraggio. Chi non è in grado di rappresentarsi la politica sotto il suo aspetto magico rischia di trovare insopportabile l'autorità di un governo vilipeso.

I governi terrestri, benché di ideologie opposte, si riconoscono reciprocamente, salvo in caso di necessità di propaganda. È il realismo politico.

IL GOVERNO MONDIALE

Gli «angeli» dei collettivi nazionali sono molto combattuti. Oggi la legge del più forte si esercita attraverso un'unificazione artificiale delle nazioni, il che è solo un mezzo, per le potenze politiche superiori, di regnare sull'impero terrestre. Queste potenze ritengono di essere minacciate da un pericolo esterno. Per questo motivo tentano di costituire un governo mondiale unificato livellando qualsiasi specificità nazionale.

Il consenso genera infatti un governo mondiale che può rivendicare la propria legittimità davanti alla confederazione galattica.

Questo fatto è percepito in modo doloroso dagli idealisti: le istanze extraterrestri trattano soltanto con l'autorità politica legittima. Ci piacerebbe se una potenza extraterrestre benevola sbarcasse qui da noi per scalzarne i governi, e in particolare l'autorità imperiale del nuovo ordine mondiale, ma ciò è irreale e impossibile.

Prendiamo per esempio l'Europa: per quanto possa apparire artificiale l'unità europea, non appena un consiglio europeo avrà eletto un presidente degli Stati Uniti d'Europa, la situazione politica sarà irreversibile. Le egregore nazionali dei paesi che costituiscono l'Europa saranno dominati da una sorta di tiara imperiale sul piano spirituale.

Il governo europeo, debitamente amministrato da un consiglio dei ministri che controlla le regioni dell'Impero — le antiche nazioni — diventerà di fatto l'interlocutore delle potenze extraterrestri, nella misura in cui vorranno intrattenere relazioni diplomatiche.

Ciò significa che nei confronti del consiglio intergalattico, sono i personaggi come i Rothschild e compagnia ad essere rappresentativi!

Sappiamo che esistono relazioni tra il governo americano e delle potenze extraterrestri. È quindi una regola di cui bisogna farsi una ragione se non si vuole immaginare dei contatti illusori con extraterrestri «buoni». Alcuni individui isolati possono ricevere informazioni telepatiche provenienti da razze extraterrestri, ma soltanto i governi legittimi saranno chiamati a trattare per decidere sul futuro.

È una constatazione dolorosa perché suppone che un certo numero di esseri umani saranno frustrati dalla legge della diplomazia.

Queste regole, tortuose ai nostri occhi, ci ricordano che l'individuo o i gruppi minoritari non contano nulla in politica. Le potenze extraterrestri riconoscono soltanto i governi in carica.

Questo ci permette di meglio capire la politica intergalattica in relazione con la sorte del pianeta Terra. In realtà, dire che siamo in grado di capire è esagerato, perché nessuno ci capisce qualcosa. Si può addirittura affermare che nessuno cerca di capire, o sbaglio? L'indifferenza degli umani per l'alta politica è spiacevole ed è loro fatale da sempre. Finché l'umanità era governata da stati indipendenti la cui sola preoccupazione era di non farsi invadere dai vicini, le cose erano più semplici. Ma da quando le nostre sperimentazioni nucleari e la nostra organizzazione mondiale centralizzata hanno trasformato la Terra in una potenza predatrice pericolosa per gli altri sistemi siamo ormai proiettati nella diplomazia intergalattica. Alcune astronavi, ben più numerose che in passato, sono pertanto venute a osservare la situazione. Come in qualsiasi scenario, fra queste astronavi extraterrestri, si distinguono tre gruppi di visitatori: i buoni, i neutri e i cattivi.

Non facciamo finta di scandalizzarci di sapere che queste tre categorie sono ufficialmente rappresentate nella confederazione intergalattica. Anche sulla Terra, gli Stati ideologicamente opposti si incontrano per discutere e fare commercio. Gli esempi non mancano. Tutti sono nella stessa galera, e non si può gettare in mare una nazione con il pretesto che il suo governo si comporta male. È quindi probabile che gli extraterrestri benevoli nei nostri confronti intrattengano relazioni diplomatiche con gruppi che ci considerano come semplice bestiame. Il loro disprezzo non è peraltro ingiustificato se consideriamo la nostra apatia e la nostra ignoranza.

Le nazioni dell'universo trattano i loro problemi collettivi per via diplomatica, le cui regole sono oscure per i non iniziati. Tutto è politica nell'universo, dai fatti dissimulati dietro ai miti, come la «ribellione di Lucifero», fino all'«incarnazione del Cristo» che sono diventate le due «farse» della santa medaglia. Tutto questo viene discusso interminabilmente a nostra insaputa nel corso dei millenni. A proposito di religione, possiamo chiederci se la fraseologia teologica in politichese sfoggiata dalle organizzazioni religiose non dissimuli un codice diplomatico,

Nelle mitologie terrestri, l'eterna opposizione tra il bene e il male esprime una realtà politica. Ma occorrerà chiarire se i valori apparenti del bene e del male non sono stati rovesciati dalla propaganda teologica.

Per esempio la dualità Cristo-Lucifero (Dio-Diavolo) ci riserva delle sorprese quando vediamo l'uso che ne fanno le nostre autorità politiche e religiose. Un politico come Bush — adepto della confraternita «Skulls & Bones» — che invoca Cristo prima di partire in guerra contro il «male», ci mostra chiaramente che l'uso del «nome di Dio» o del Cristo è un macabro pretesto, un codice diplomatico che esprime, al contrario, un'inversione dei valori. I satanisti dichiarati hanno almeno il merito di essere franchi, il che non è certo il caso dei nostri «belatori» religiosi di qualsiasi confessione!

Tutto sarebbe quindi politica nell'universo visibile e invisibile? Certamente, compresa la «caduta» e la «redenzione». Da questi eventi magistrali provengono gli imbrogli inestricabili della storia: menzogne su menzogne dall'inizio alla fine.

Fonte: http://www.crom.be/it/documenti/politica-galattica-1

 

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