Elogio del cervello

Quando ero giovane, un secolo ed un millennio fa ormai, decisi di studiare la lingua inglese. Me ne andai a lavorare e studiare in Inghilterra per qualche anno. Erano gli inizi degli anni sessanta, i Beatles stavano per esplodere, Mary Quant aveva appena lanciato la minigonna, l'affare Profumo faceva traballare il governo inglese. Mi ritrovai a lavorare in un ospedale mentale e così iniziò il mio interesse per quelle che oggi si chiamano le neuroscienze. 

Divenni prima "assistant male nurse", poi "student male nurse". Seguii sei mesi di corso e così ebbi la fortuna di studiare la lingua inglese dall'interno della realtà non meramente linguistica e letteraria. Le materie di studio erano quelle di tutti i corsi di infermeria generale con la differenza che si prestava particolare attenzione agli aspetti mentali del paziente: anatomia, fisiologia, farmacologia, patologia, sistema nervoso centrale, corteccia cerebrale, cervelletto erano argomenti che costituirono per circa sei mesi il nostro pane quotidiano.
Ma sopratutto dovevamo imparare a come gestire un paziente che, oltre ad avere gravi disturbi mentali, poteva presentare anche gravi difetti fisici innati.Insomma, a quel tempo questa disciplina infermieristica, veniva chiamata"mental deficiency nursing" così come si faceva in un grande ospedale che oggi è scomparso ed è soltanto un luogo della memoria. In seguito poi, proseguendo gli studi di linguistica, avrei avuto modo di intrecciare questi studi con quelle che si chiamano le scienze cognitive, con la filosofia della mente e scivolare nel campo delle neuroscienze cognitive. Insomma, per me mente, coscienza e lingua hanno costituito sin d'allora un unicuum culturale di grande interesse.

Ricordo che tra i docenti del corso c'era il direttore scientifico dell'ospedale che si chiamava Henry Shapiro. Un inglese vecchia maniera con il quale noi studenti di varie nazionalità ci intrattenevamo a lungo dopo la "lecture". Era un uomo dall'inimitabile contatto umano, di grande scienza e conoscenza. Con lui si parlava di tutto: di politica, di bowling, di cricket, di donne e di sesso, di mente e di cervello. Mai come in quel posto, infatti, teoria e prassi dovevano se non coincidere almeno procedere in parallelo, nel prendersi cura di quei pazienti con quel tipo di infermità fisiche e mentali che dovevamo accudire. Oltre duemila pazienti, uomini e donne che vivevano in quel grande ospedale a nord di Londra, appena fuori St Albans, la città che i Romani chiamarono "Verulam". Oggi questo posto è del tutto scomparso, divenuto un posto della mente, uno dei tanti cosidetti "derelict places" che il tempo distribuisce al mondo degli uomini per affermare la loro caducità.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente la notizia che la casa editrice dove lavora mio figlio ha lanciato un network che si chiama The Neuronetwork. Un sito che offre alle comunità online di studiosi e scienziati la possibilità di addentrarsi nello studio del cervello umano. E' un sistema multidimensionale al quale si può accedere gratuitamente, dedicato a chi lavora e studia l'organo considerato più complicato e misterioso al mondo. Possono iscriversi infatti gli studiosi di tutte quelle scienze alle quali io, allora, giovane, piccolo ed ignorante infermiere italiano, anelavo accedere: neurologia, psicologia, intelligenza artificiale tutta una rete alla quale il sito offre accesso di studio, dagli invertebrati agli umani, inclusi i sistemi simili al cervello.

Al momento ci sono circa 1300 iscritti con una tipologia di 40 gruppi di interessi residenti in 70 paesi diversi. Il sito intende mettere in condizione studenti, studiosi e ricercatori di interagire in un ambiente professionale online. Gli utenti possono creare i propri profili professionali con le loro relative ricerche, interessi e pubblicazioni; caricare presentazioni, immagini e video; pubblicare domande e aprire discussioni su nuove ricerche; aderire gruppi pubblici o privati a seconda dei loro interessi e della dislocazione geografica; creare liste di ricerca; aprire un blog; partecipare, visionare e rispondere ad inviti e comunicazioni. "Il nostro obiettivo è quello di offrire un forum a chi ha interessi professionali di questo tipo correlati alle neuroscienze e settori affini, permettere loro di condividere informazioni ed opinioni in tempo reale. Speriamo di mantenere il dialogo aperto per tutti e costruire una comunità attiva online" ha dichiarato Ann Avouris, senior editor di neuroscienza di Springer. I membri possono anche creare dei profili della propria organizzazione di appartenenza, istituto, società e anche laboratori di ricerca. Questi profili possono comunicare notizie, incontri, linkare articoli, comunicati stampa, o richiesta di articoli. Il sito fornirà anche contenuti originali in forma di interviste con ricercatori ed è alla ricerca di bloggers disposti a scrivere dal vivo su determianti eventi.

Springer è una delle più importanti case editrici del mondo nel campo scientifico, con libri, riviste e servizi mirati oltre a periodici accademici. E' parte integrante del gruppo editoriale Springer Science+Business Media. Nel settore delle scienze, della tecnologia e della medicina (SMT) il gruppo pubblica oltre duemila riviste, circa 6500 nuovi libri ogni anno, ed ha anche la più ampia raccolta di ebook (SMT) al mondo. Opera in 20 paesi in Europa, USA, Asia con oltre 5000 dipendenti. Uno dei cervelli del mondo della scienza.

Vota:
La mappa e il territorio
La Saggezza dei Sintomi: Utero e Ovaie

Related Posts

Commenti

 
Ancora nessun commento

Accedi