"Mia madre era un computer"

 

 Leggere questo libro è come esplorare un nuovo pianeta. Storia della scienza, cibernetica, teoria degli ipertesti, nuovi media, sono tutti argomenti presenti in questo straordinario viaggio nel mondo della comunicazione moderna. Negli anni ’30 e ’40, all’alba dell’intelligenza artificiale, la parola computer veniva raramente usata ed era impiegata per descrivere l’attività di chi per vivere viveva facendo calcoli. Al giorno d’oggi siamo diventati sempre più dipendenti dai computer tanto che l’umanità può essere difinita post-umana o cibernetica. La linea di confine che divide l’uomo e l’intelligenza artificiale è diventata sempre più esile. Gli scienziati quanto prima saranno in grado di “scaricare” la nostra memoria in un computer per caricarla in un altro cervello dopo che siamo trapassati.

“Mia madre era un computer” è il titolo di questo straordinario libro che si presenta sulla scena di questa nuova civiltà. E’ stato scritto da N. Katherine Hayles, gia nota scrittrice autrice di un altro libro di successo intitolato “Come diventammo post-umani”. Una massima esperta di computer, l’autrice ci indica il modo migliore per capire come le macchine intelligenti penetrano nella nostra vita e sono destinate sempre di più a entrare nei nostri cervelli.

Il libro sostiene che in questo momento viviamo un’epoca di intermediazione che sfida la maggior parte delle nostre idee sui concetti di soggettività e sulla natura dell’esperienza. L’intermediazione ha luogo allorquando le macchine intelligenti interagiscono con gli esseri umani. Esempi di questa interazione, secondo la scrittrice, vanno ricercati nel modo in cui il codice di programmazione ha alterato la lingua ed il discorso, la maniera con la quale i media digitali influenzano l’io, la nostra concezione dei computer pensati come esseri viventi, l’idea che la coscienza umana possa essere computazionale, la cosmologia soggettiva secondo la quale gli esseri umani vedono l’universo attraverso le lenti della loro età digitale. I computer, pertanto, non sono soltanto meri strumenti usati dall’uomo, essi piuttosto influiscono in maniera decisiva sull’essere umano nella sua totalità.

Il libro è un ambizioso ed affascinante studio dei processi comunicativi nei sistemi artificiali e biologici, una perfetta introduzione allo studio della cibernetica e degli indirizzi che questa scienza sta per prendere nell’immediato futuro.

katherine-hayles è Professore di Letteratura all’Università della California

 

 

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