Scrittura introspettiva - 1° parte

Come primo articolo da inserire qui, in Alkemica, ho pensato di pubblicarne uno che trattasse di guarigione, perchè credo come gli antenati mi hanno trasmesso, che la salute viene prima di tutto...Generalmente per salute s'intende quella riguardante il corpo, io comunque sono del parere che tutto dipende dalla mente, identificata come coscienza, cioè, quello che voglio dire è che se c'è un disturbo inteso come mancanza di equilibrio, per svariate cause, il corpo ne risente e ci segnala con il dolore fisico il proprio stato di conflitto interiore.
La conoscenza del proprio corpo e del suo linguaggio è fondamentale per apprendere i processi di autoguarigione.
Desidero raccontare di come io metto in atto la cura per me stessa e che mi piacerebbe sperimentare, come in alcune occasioni mi è capitato già di farlo, anche verso gli altri, senza, sia ben chiaro adoperarmi in meandri di manipolazione o di presunzione nell'affermazione di avere acquisito questa competenza.
Si capirà meglio quest'ultimo concetto non appena illustrerò la mia metodologia a riguardo della "mia medicina".
Certo non l'ho inventata io, diciamo che l'ho scoperta e personalizzata secondo il mio modo di essere e di agire, posso dire che per quanto mi riguarda: FUNZIONA.

Racconto:

Da bambina ero piuttosto taciturna e definita "strana" dai grandi, per me era meglio staresene in solitudine o vicina alla protezione materna per non incorrere in difficoltà.
Meglio danzare per esempio, che giocare con i miei coetani, meglio fantasticare, che dialogare con il mondo esterno.
Le parole per me erano confuse e spesso incomprensibili, mi piaceva mangiare i fiori, credo che dipenda da questa insolita attività, che in seguito ho sviluppato la passione per la poesia, la capacità di far uscire dalla mia mente un infinità di versi, che delineano un mio vissuto profondo e sconosciuto a me stessa.
Non ricordo come e quando ho imparato l'alfabeto, deve essere accaduto per caso, escludo l'uso puramente didattico avvenuto in un aula scolastica.
Le lettere, sono vocali oppure consonanti, avente un suono, che esce dalla bocca e sono un segno tracciato da uno strumento adatto a tale scopo, gestito dalla mano, un qualcosa pensato in un primo momento per poi esser dette e/o scritto, oppure tutto ciò può avvenire contemporaneamente. Trattasi di un coinvolgimento di mente parola e corpo, in ogni caso.
L'insieme di un nucleo vocalico preceduto o seguito da elementi consonantici vien detta sillaba.
La parola è una unità minima isolabile in una frase, la frase è un unità minima di un discorso..il discorso in questo contesto non mi interessa, esula dall'essenza, che è invece puro suono, se vogliamo pura fantasia, poesia...parole che s'incanstrano in un gioco o ricamate in un tessuto di stati d'animo da cui si diramanio moltepilici emozioni.
La parola in sè contiene una forza, un potere, designa un oggetto di diversa natura, compresa quella vivente, certo è convenzionale, ma questo non le toglie magia. La parola lenisce, coccola, accarezza, ma può anche offendere ferire come un arma.
Nei i mei primi anni di vita e può essere comprensibile, ma la cosa è durata fino a 18 anni..non usavo e ne mi facevo usare dalle parole, preferivo stare zitta e in verità non ascoltavo neppure, preferivo scrivere, ciò non mi ha impedito comunque di avere una vita sociale più o meno accettabile.
Oggi mi servo della parola per concentrarmi, della parola scritta per essere precisa, quale tramite di comunicazione tra me e un altra me stessa, oppure tra me e l'altro, tra me e gli altri, tra me e il Divino.

N.B. mi scuso per eventuali errori                                                                             
 Continua...

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Commenti 3

 
Antonio Gallo il Lunedì, 27 Febbraio 2012 11:30

Interessante ...

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boccati ornella il Domenica, 04 Marzo 2012 01:07

Per certi versi mi rispecchio nella tua infanzia, ora però capisco che le persone sensibili sembrano strane agli occhi di chi non ha questa facoltà. K.Gibran disse: più ci innalziamo e più sembriamo piccoli a quanti non riescono a volare. Ciao:D

Per certi versi mi rispecchio nella tua infanzia, ora però capisco che le persone sensibili sembrano strane agli occhi di chi non ha questa facoltà. K.Gibran disse: più ci innalziamo e più sembriamo piccoli a quanti non riescono a volare. Ciao:D
Mister X il Mercoledì, 07 Marzo 2012 22:12

A volte il silenzio è pù rumoroso delle parole.

A volte il silenzio è pù rumoroso delle parole.

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