"Alternative Medicine" e il Mistero dei Fenomeni Naturali

I mass media attaccano spesso alcune tecniche di ALTERNATIVE MEDICINE tra le quali la pranoterapia che quando non è considerata cialtroneria viene scioccamente relegata ai fenomeni paranormali. E’ sicuramente vero che il settore delle Terapie Olistiche, in Italia, necessita di una purificazione e prioritariamente di una legislazione così come già avviene in altri paesi Europei.

Troppo spesso assistiamo a veri casi di raggiro e ruberia ma per par condicio è anche giusto sottolineare che ciò avviene in tutti i rami professionali in particolar modo quelli riguardanti la salute della persona. Le Terapie Complementari, ramo della medicina naturale, che stanno diffondendosi nel nostro Paese comprendono molte tecniche, quali appunto la prano, il reikj, la riflessologia, la digitopressione e sono tutte tecniche che hanno origini antichissime perlopiù di tradizione orientale e dalla medicina tradizionale cinese (MTC), relegarle a scienze esoteriche rivela la limitatezza stereotipata tipica della nostra cultura occidentale e un certo grado di ignoranza, nel senso di “non conoscenza” in merito, in quanto spesso si parla, si giudica e si commenta senza mai avere letto nulla in proposito o averne mai approfondito la conoscenza e ci si approccia con un atteggiamento già precostituito da false credenze popolari o religiose.

Ormai i tempi sono maturi, moltissime persone si occupano di medicine alternativa, molte pubblicazioni scientifiche hanno verificato l’esistenza delle energie sottili e in questo immenso oceano di energia nel quale tutti noi siamo immersi continuare a negare e sottovalutare l’interazione corpo-mente-spirito è un dannoso rifiuto all’evoluzione e al benessere dell’essere umano. Quel che poi accade in Italia nel settore delle pranopratica è veramente esemplare, in senso negativo, pochi i professionisti molti gli speculatori opportunisti.

Quanti avranno più notizia di operatori che praticano gratuitamente all’ombra di crocefissi, altarini, foto di santi e di Papi, sostenendo di avere un dono soprannaturale. Spesso essi operano in società no profit o onlus così la maggior parte della gente comune pensa al volontariato e alla beneficenza, ma in realtà così non è. In verità chi studia queste tecniche deve conoscere tante cose, dall’anatomia che è fondamentale, alla fisiologia, deve avere nozioni di determinate patologie oltre che allo studio e alla pratica del pranayama.

La sensibilità e l’empatia sono le doti sviluppate da un operatore, e sottolineo che sono doti poiché normalmente nella nostra cultura si tende invece a considerare queste qualità come una condizione di debolezza e fragilità caratteriale delle quali addirittura vergognarsi; la concentrazione, il rilassamento mentale allo stato alfa e la direzione dell’energia sono la tecnica. L’emissione del prana è misurabile attraverso una sofisticata strumentazione, come questo fenomeno avvenga, però, ancora non lo sappiamo. Sappiamo che l’uomo è un sistema aperto e quindi è in perenne rapporto interattivo con tutte le realtà note e ignote del mondo fisico, psicologico sociale e spirituale ma manca la volontà da parte della scienza ufficiale di studiare approfonditamente e in modo serio un fenomeno naturale biopsichico come la pranoterapia.

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Commenti 2

 
Antonio Gallo il Lunedì, 27 Febbraio 2012 11:31

Un altro articolo interessante ...

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Giuliano Pantoli il Mercoledì, 07 Marzo 2012 10:50

Concordo pienamente sui concetti espressi ....

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