Scrittura introspettiva (terza e si spera ultima parte)

Ero li sui muri, incapaci di scavalcarli, perchè da bambina non avevo osato saltare nelle pozzanghere. Contro il muro i primi baci, le fiabe cancellate, avevo dimenticato il sapore dei fiori, l'inchiostro cominciò a farmi male e allora vai con lo bomboletta spray. E sicuramente era meglio leggere i libri. Non parlerò di me perchè quelli erano gli anni dei fogli bianchi che non osavo riempire.La scrittura mi morì dentro, in compenso la strada era il mio insegnamento.
Insomma dopo anni e anni di silenzio e di tanto frastuono anche e spesso violento, di scritte sui muri a voler cambiare il mondo..arrivò quell'incontro che mi portò nuovamente a scrivere.

Ricapitolando, da bambina o vomitavo parole o le inghiottivo..da adolescente grandi capolavori, ma chi può testimoniarlo? Da ragazza con l'amore quello vero e innocente, quello che te lo vivi ad ogni sguardo arrivarono, le fiabe. E se la prima volta, distrussi i romanzi per umiliazione, le fiabe le diedi al vento per diventare guerriera, ah se avessi conosciuto allora Xena "l'invincibile principessa guerriera"..
Dopo il silenzio e l'autostop, mi ritrovai in un aula di tribunale, e lui era li in gabbia insieme ad altri come lui, non lo notai, i suoi occhi coperti da occhiali da sole si mischiavano ad altri cento occhi nudi. Lui mi parlò con una lettera aperta scritta ad un giornale locale rivolgendosi agli studenti. Mi prese la mente e gli risposi e da allora giorno dopo giorni, mesi e anni ci scrivevamo quasi ogni giorno, lui aveva sete di libertà, io mi nutrivo delle sue parole, descrivevo il mondo, in un certo senso il mio mondo e per renderlo più bello lo romanzavo.

Non so se lui ha mai capito i miei sogni d'amore per lui, ero brava a non farglielo capire, però quando c'erano i processi, se lui mi guardava io abbassavo gli occhi. Trenta anni son tanti da passare in una cella, io invece avevo distese terre intorno, un amico pastore, il mare dai suo azzurri cangianti e altro ancora, per esempio un ragazzo con i capelli lunghi veloce nel camminare e nel concludere, bacio a prima vista insomma, mi portò con lui e mi dimenticai delle infinite lettere dal carcere.
Insomma nel frattempo accadderò tante cose, troppe per soffermarmi a scrivere..

La vita che vivevo e che tutt'ora vivo, come se una parte di vita mia l'avessi consumata per poi riprendere, questa volta respirando.

Ok scherzavo, terza parte ma non ultima, anche perchè poi dovrei scrivere del progetto "Desiderabus".E' facile parlare del passato.

(Continua)

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