Chakra maggiori e i Chakra minori: qualche necessario chiarimento

Mi sembra che ci sia una gran confusione sotto il cielo dei chakra e credo sia cosa buona fare un minimo di chiarezza.

PRIMO CONCETTO: L’ “ALIMENTAZIONE” DEI CHAKRA.

I chakra si “alimentano”, per così dire, aspirando energia sottile pura dall’ambiente. Questa energia sottile pura viene utilizzata dagli organi, dai tessuti e dalle cellule per le loro funzioni vitali. Nell’ambiente espellono energia sottile congesta. Questa energia sottile congesta è il prodotto “di scarto energetico” dei processi vitali.

SECONDO CONCETTO: LA GERARCHIA DEI CHAKRA.

Tutti i chakra, anche quelli microscopici delle singole cellule, sono sempre alimentati da un chakra ad esso gerarchicamente superiore (o anche da un Campo Energetico ad esso gerarchicamente superiore o da un Arcaico), ma sono sempre e comunque in grado di alimentarsi per proprio conto. Su questi difficili concetti ritornerò in seguito.

Cominciamo col parlare della cosiddetta “grandezza” dei chakra. Molti autori che scrivono sull’argomento ne parlano, eppure si tratta di un concetto relativo, a mio avviso totalmente privo di qualsiasi validità. Che significa che il chakra A sia più grande del chakra B? Facciamo qualche esempio.

Il chakra ajna (posto tra le sopracciglia) e il chakra frontale (posto al centro della fronte) hanno un comportamento assai singolare. Premesso che il chakra frontale dipende dal chakra ajna ovvero è alimentato da quest’ultimo, ciò che è come dire che il chakra frontale è minore rispetto al chakra ajna, basta saper testare i chakra, per accorgersi che quando chiudiamo gli occhi, si attiva il chakra frontale e si inibisce il chakra frontale, quando apriamo gli occhi, avviene l’inverso. Qual è il più grande tra i due chakra? Dipende se stiamo ad occhi aperti o chiusi. Se ne conclude che, almeno in questo caso, la “grandezza” dei chakra è un concetto relativo allo stato di coscienza: già, perché a occhi chiusi il nostro cervello produce più onde alfa che sono connesse al chakra frontale, mentre ad occhi aperti produce più onde beta, che sono connesse al chakra ajna.

Non solo, ma se si testano  chakra di una persona che dorme, ci si accorge che sembrano tutti chiusi meno il chakra coronale centrale ed il perineale. Per la verità, questa è una semplificazione, in quanto le cose sono più complicate di così, perché la grandezza dei chakra varia a seconda dello stato di coscienza del dormiente. La chiusura di tutti i chakra, meno il coronale e il perineale avviene solo quando il soggetto si trova nello stato delta, caratterizzato da onde cerebrali comprese tra zero e quattro Hz.

Un altro esempio: una persona ipertesa o addirittura malata di cancro, presenta un chakra ming men troppo attivo e più grande del chakra Cardiaco posteriore, ma si tratta di una “grandezza” che non esprime certo uno stato di buona salute!

Se ne conclude che la “grandezza” dei chakra è un concetto relativo allo stato di coscienza e perfino allo stato di salute di una persona.

Fonte: http://zaro41.wordpress.com/2010/12/28/chakra-maggiori-e-i-chakra-minori-qualche-necessario-chiarimento-ch1/

Autore: Roberto Zamperini
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Roberto Zamperini, laureato in statistica ed esperto di matematica e informatica, ha codificato un nuovo concetto di aura e chakra, e ha messo a punto una mappa dettagliata dell'anatomia e fisiologia sottile umana. Ricercatore e terapeuta, è inventore dei Cleanergy, strumenti per il riequilibrio energetico della persona e per la bonifica energetica degli ambienti.
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