Senza titolo.

Hey baby,

non vorrei mai

mai smettere di dissuaderti, all'orecchio,

dissuaderti da qualunque cosa

nel mentre in cui ti bacio gli occhi silenziosi

nel mentre in cui dipingo nella mia camera

un tramonto nero.

Guarda che schifo, che ho fatto, guarda.

l'ho guardato

in faccia e da vicino,

l'ho sfidato

lui e la vergogna ed il voltastomaco

ho sfidato

lo gnomo scimmia

nei suoi occhi piccolissimi

da vicino,

cavalcando la nausea, baby.

A proposito, il detersivo...

Non il detersivo del mio bagno,

che è bianco sporco ed opaco,

ma nel bagno lustro di marmo,

nel bagno lustro di marmo c'è...

questo detersivo.

 

E chiederai: che c'entra?

             Cosa ne concerne?

 

E' polvere di fata, ti dico

fate vi nascono,

fate che vivono soltanto nei riflessi

solo nei riflessi le vedi

e appaiono.

 

Poi chiederai: e che faranno mai queste fate?

 

Ti dico che non solo lo faranno

ma già lo fanno:

cavalcano l'irrequietezza,

sono le cavallerizze dell'irrequietezza.

di professione intendo.

 

Cazzo, capirai! E allora!?

siamo fottuti!

(Sto scherzando e mi faccio l'occhiolino allo specchio

alzando un po' più in basso il pollice della mano destra)

Poi tutto si spegne, nello spaziotempo della dimenticanza.

Nello spaziotempo della dimenticanza

le cavallerizze dell'irrequietezza diventano

fiocchi di spine bianche.

Ed il pensiero è come vento gelato

che soffia senza muovere nulla.

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Commenti 1

 
Antonella Di Goa il Giovedì, 12 Aprile 2012 11:48

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