La sacralità del tempo presente

La sacralità del Tempo Presente

In ogni cultura esistono giorni "Sacri", ossia quelli dedicati alla Divinità, qualunque essa sia.
Sin qui, tutto bene, ciascuno, secondo le proprie credenze festeggia il Dio in cui crede.
Ho detto "giorni Sacri"....come se gli altri non lo fossero.
Ma vorrei portare l'attenzione su un fatto: noi stiamo vivendo ORA! Cosa vi è di più sacro che non riconoscere che proprio ora è quel momento?
Se ci pensiamo un attimo, le persone aspettano chi il Natale o la Pasqua o il giorno del Patrono della città per "festeggiare" quel momento...che ORA non è presente!
Moltissime persone vivono in attesa di un futuro, altre ricordando il passato, altre ancora tutti e due i tempi.
Il qui ed ora...pare non esista.
Eppure è proprio questo momento ad essere Sacro. Per il solo fatto di esserci.
Questo articolo non vuole sminuire la sacralità di altri momenti o giorni, non mi permetterei di farlo, vuole solo portare l'attenzione a quanto pare sfugga; stiamo vivendo adesso!
Se si riuscisse ad essere totalmente presenti nell'adesso saremmo tutti Illuminati.
Sembra una follia? Appunto: sembra, ma non lo è affatto.
Non ho la presunzione di dire di vivere sempre in tempo presente e nemmeno quella di affermare che sia un mio stato naturale...magari!
Giorni or sono mi sono quasi tranciato due falangi...chiudendo un portone. Ero in tempo presente? Certo che lo pensavo. Infatti ero attento al portone, ma mi è sfuggito un piccolo dettaglio, che esso era in una condizione diversa dal solito e quando si è chiuso la mia mano era ancora tra il portone e il battente.
Bel pirla, dirà qualcuno.
Vero. Avete idea di quanti incidenti molto più gravi avvengono sulle strade per il solo fatto di non essere stati totalmente presenti alla guida?
Ho sempre considerato che qualunque cosa ci "succeda" debba essere considerata un insegnamento.
Quindi, dopo essermi fatto ricucire le dita mi sono posto delle domande. E mi sono dato delle risposte.
L'invito è semplice, anziché accusare il "destino", la "sventura" o altro, quando succede qualcosa di apparentemente sgradevole, facciamoci le domande giuste e scopriremo a cosa è servito "l'incidente!"
Inutile ripetere che siamo causativi, inutile ripetere che ogni cosa ha un senso, anche se non immediatamente percepibile, inutile arrovellarsi il cervello per cercare con la "ragione" di penetrare l'ignoto.
Molto meglio sarebbe imparare a vivere il qui ed ora con esercizi specifici oppure coglierci di sorpresa e farsi delle domande apparentemente banali tipo: cinque minuti fa come respiravo? Ed ORA come respiro? Quindi portare l'attenzione a tutti i 5 sensi e vivere il tempo presente.
Questo è l'invito ad assaporare la Sacralità del qui ed ora.
Un saluto

Paolo Oddenino Paris

 

Articolo tratto dal sito facebbok: Istituto di Crescita Personale.

Vedi anche: http://www.crescitapersonale.com/

 

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