Qual è l’idea alla base delle Isole del Risveglio?

scritto da Maximilian

In questi tempi di grandi disagi e ingiustizie, molte persone si sentono vittime e accusano il loro carnefice: la colpa delle sofferenze del mondo è delle grandi banche private, delle multinazionali, dei politici corrotti, degli evasori fiscali, della mafia, del petrolio, dei signori della guerra, e chi più ne ha più ne metta.

Alcune persone, le più attive e coraggiose, hanno deciso di dichiarare guerra a questi carnefici e li combattono con gli strumenti che hanno a disposizione: un blog, un libro, una piazza, una denuncia ai magistrati. Dei veri e propri Davide contro Golia.

La verità, io credo (e non pretendo che sia una verità assoluta), la verità è che nella maggior parte dei casi siamo vittime perchè scegliamo di esserlo.

La maggior parte di noi non è in grado di spiegarsi come il mondo sia potuto arrivare allo scenario attuale. Eppure tutto è accaduto in maniera lenta e graduale, un passo alla volta. E sempre con il nostro consenso.

Vorrei chiarirti questo concetto con paio di esempi.

Siamo stati abituati a pensare che la malattia "accade" a causa di condizioni esterne. Quando una persona si ammala, combattiamo la malattia agendo con la forza, ad esempio con gli antibiotici. Eppure a parità di fattori esterni, certe persone si ammalano e certe altre no. Perchè? La verità è che la malattia può manifestarsi solo se ci sono particolari condizioni interne alla persona che lo permettono.

Allo stesso modo siamo stati abituati a pensare che nel nostro orto i parassiti e le "erbacce" proliferano a causa di condizioni esterne. Quando accade, combattiamo parassiti ed erbacce con la forza, ad esempio con antiparassitari e diserbanti. Eppure a parità di condizioni esterne, certi terreni sono soggetti alle infestazioni e altri no. Perchè? Di nuovo, sono le condizioni del terreno a favorire l'infestazione.

In entrambi i casi c'è una vasta letteratura e numerose ricerche a supporto di ciò che affermo. Fai le tue ricerche.

Partendo da questo presupposto mi sono accorto che ci sono due modi per portare il cambiamento nel mondo.

Il primo modo è quello di imporre il cambiamento con la forza. E' uno scontro di forze, una guerra. Se siamo abbastanza forti possiamo rovesciare un governo e imporne uno nuovo. Possiamo sconfiggere la mafia. Incarcerare tutti i disonesti. Far fallire le multinazionali. Inevitabilmente ogni scontro, ogni guerra, lascia sul campo delle vittime. Per loro non c'è alcuna vittoria, non importa da che parte stavano. Il problema è che con grande sforzo abbiamo cambiato temporaneamente le condizioni esterne, ma non le condizioni interne che hanno favorito tali avversità. In altre parole, il terreno è ancora predisposto alla manifestazione delle avversità e prima o poi ne attirerà a sè di nuove.

Il secondo modo è quello di cambiare unicamente noi stessi. "Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo", diceva Gandhi. Se lavoriamo su noi stessi per eliminare le condizioni interne che favoriscono le avversità, ne diventeremo immuni. Non ci sarà più bisogno di combattere per ottenere il cambiamento con la forza. Se cambiamo le condizioni del terreno, le infestanti non potranno più proliferare. Se il nostro corpo è in equilibrio, la malattia non troverà il terreno fertile per svilupparsi.

Attenzione: questo non significa che da oggi dobbiamo ignorare le ingiustizie del mondo e lasciar fare, guardando esclusivamente dentro noi stessi.

La cosa più sensata da fare è smettere di nutrire e dare energia a tutto ciò che crea le ingiustizie e i problemi nel mondo.

Ti faccio alcuni esempi.

Ormai tutti sappiamo che molte delle banche italiane ed europee sostengono il traffico di armi (se non lo sapevi, leggi qui). Queste banche possono farlo perchè noi glielo permettiamo, versando i nostri risparmi sui loro conti correnti. Se tutti decidessimo di ritirare i nostri soldi da queste banche, toglieremmo loro ogni potere.

Lo stesso discorso vale per le grandi multinazionali che sfruttano i paesi più poveri, inquinano e danneggiano il pianeta. Ogni giorno, attraverso scelte di consumo critico, possiamo decidere a chi dare il nostro potere.

Da un punto di vista più generale, ci sentiamo prigionieri di un sistema che non possiamo cambiare e dal quale non possiamo uscire. Questa è un'illusione, ed è proprio grazie a questa illusione che restiamo volontariamente prigionieri. Come nella storia dell'elefante e della corda.

L'idea alla base delle Isole del Risveglio è proprio questa: come Individui Sovrani possiamo riappropriarci del nostro potere personale, della responsabilità delle nostre scelte e della nostra vita. In quanto Individui Sovrani sappiamo che la responsabilità della nostra vita è nelle nostre mani, che la nostra condizione di vita è la conseguenza delle nostre scelte.

E' anche vero che da soli non è facile uscire dal sistema. Se il mio lavoro non mi piace, di certo posso lasciarlo. Posso rinunciare al mio conto corrente, alla mia automobile. Posso rinunciare a fare la spesa al centro commerciale. E poi come sopravvivo? Come mi procuro il cibo? Come pago le bollette? Come posso prendermi cura della mia famiglia?

Questi sono ostacoli reali. Lo sono finchè mi sento solo e non ho nessuno su cui contare.

La verità è che se fossimo in tanti a fare la stessa scelta, ci aiuteremmo a vicenda e potremmo superare tutti i problemi. L'unione fa la forza.

Lo scopo delle Isole del Risveglio è proprio questo. Avvicinare le persone, creare una rete sociale di solidarietà, di supporto e di reciproco sostegno. Creare una massa critica che favorisca spontaneamente il cambiamento.

In questo senso stiamo facendo un grande lavoro dietro le quinte. Abbiamo grandi progetti.

Molto presto ti parlerò di questi progetti e ti garantisco che ne rimarrai entusiasta.

montecristo giannutri

Fonte:http://blog.isoledelrisveglio.it/concetti-introduttivi/

http://ilfioredellavita12.altervista.org/

 

 

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