Quando le sacre Scritture vengono rivisitate in chiave tantrica

di Biagio Liotti

Un libro che susciterà perplessità e solleverà polemiche: "Crux Christi Serpentis- sulle tracce dei più intimi segreti delle sacre Scritture". Questa l'ultima fatica editoriale di Claudio Marucchi per le edizioni Atanòr in collaborazione con l'Associazione culturale Italia Esoterica.

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Un argomento poco trattato e inusuale per il pubblico italiano, rivisitazione dei misteri cristiani in chiave tantrica. La figura di Gesù viene trattata sia dal punto di vista storico sia da quello simbolico, come emblema del serpente Kundalini che si risveglia percorrendo la colonna vertebrale.

Marucchi, un giovane filosofo italiano ha già pubblicato nel 2009: " Il tantra dello Sri-Yantra- il corpo umano reso divino" per Psiche 2 e nel 2010: "Yoga marg- la via dello Yoga" (ed. Monginevro) e "I tarocchi e l'Albero della Vita" (ed. Psiche 2).

In quest'ultimo libro si percorrono le culture hindu, greca e mediorientale, unite da un filo ininterrotto che fornisce la chiave per l'interpretazione dei misteri in chiave erotica. Portando alla luce, secondo l'autore, una sconvolgente verità occultata dalle istituzioni religiose.

In altri tempi per una pubblicazione con temi e affermazioni forti come quelli trattati nella sua si rischiava il rogo, oggi l'isolamento culturale?

" I contenuti del mio ultimo lavoro mi avrebbero visto salire al rogo, sicuramente, fino a tre secoli fa. Fortunatamente il "rogo" della critica è meno doloroso e più stimolante. Oggi si può parlare degli aspetti meno noti, più nascosti del mito di Cristo, senza rischiare l'incolumità fisica. Non credo che l'isolamento culturale sia un rischio possibile. In tempi di "magra" culturale, lo scontro con il pregiudizio altrui può al più isolarmi rispetto a chi vive di pregiudizi e non vuole sentire parole che mettano minimamente in dubbio il proprio credo o la verità a cui ha aderito. Il mio lavoro è un testo documentato, ricco di citazioni, che prende spunto dai testi sapienziali d'oriente e dai lavori di eresiologi quali Epifanio, Ippolito, Ireneo, con alcune escursioni sui Vangeli gnostici (o "apocrifi") e sui contenuti dei più antichi Concilii ecumenici. Si può dire che mi sono occupato di "unire i puntini", che già esistevano, e di riportare alla luce un'interpretazione dell'Eucarestia e degli insegnamenti di Gesù che in qualche modo si ricongiungono ai sistemi dottrinali tantrici. Il resto è un lavoro di intuizione personale. I primi responsi su come sia stato recepito il testo sono altamente positivi, molti hanno apprezzato lo stile ed i contenuti del libro, perché hanno colto che l'intento che ha animato la mia opera non è assolutamente provocatorio, ma è un modo per aiutare chi crede in Cristo ad avere una visione più completa dei "misteri cristiani".

Come bisogna affrontare la religiosità in un periodo storico in cui tutti i principali valori religiosi sembrano traballare?

"Considero un bene che i valori religiosi che hanno condizionato gli ultimi 3500 anni di storia (mi riferisco soprattutto a giudaismo e cristianesimi) stiano "traballando", per usare un eufemismo. I valori etici cambiano nel tempo e nello spazio, non esistono valori non negoziabili. L'unico valore è il diritto naturale, direi quasi biologico, a distinguersi, a rivendicare la propria unicità ed irripetibilità individuale anche in campo etico e morale. Siamo tutti diversi, dimostriamolo, accettiamolo, mettiamo in pratica questa assoluta diversità, ne trarranno giovamento la tolleranza, la libertà, la maturità e persino la bellezza, che si fonda sulla poliedrica varietà di forme. Ciò che ci resta dalla lunga e virulenta azione dei valori religiosi è essenzialmente un pesante fardello limitante la nostra libertà, il dover fare i conti con il senso di colpa e l'idea del peccato, e l'appiattimento verso un pensiero unico che ha finito per sviluppare odio verso le differenze e fare della diversità un nemico. Il rallentamento alla nostra evoluzione è più dovuto all'azione dei culti monoteistici che a tutto il resto. Il modo di affrontare la "religiosità" oggi è superandola, cambiare un vestito logoro e fuori dal tempo, per abbracciare l'idea Nietzschiana che ognuno si costruisca i propri valori guida, che ognuno si dia il proprio "imperativo categorico"."

La sua opera può essere considerata un chiaro attacco ai principi e ai dogmi della chiesa cattolica e del cristianesimo in generale?

"Niente affatto. L'opera non intende attaccare la chiesa cattolica (che già pensa da sé a farsi dei danni da sola, senza bisogno di attacchi esterni) e meno che mai i cristianesimi. Anzi, l'opera è per veri cristiani, per aiutare chi ha fede in Cristo a comprendere meglio, e volendo a praticare, il senso del mistero eucaristico e del vero Cristo simbolico. Il dogmatismo viene "attaccato" nel mio libro più che altro come attitudine e tendenza a creare un pensiero unico, a impedire la discussione e la critica, da cui la creatività farebbe emergere una fede individuale. Il libro è un inno alla soggettività del credo, e non a caso si conclude affermando che si comincia ad essere cristiani quando si smette di essere cattolici. Non bisogna fare l'errore superficiale di credere che il cattolicesimo rappresenti il messaggio di Gesù. Il punto nodale è proprio questo, la Chiesa cattolica NON è affatto rappresentativa di Cristo, è finita dalla parte opposta del suo messaggio, basta leggere i vangeli per comprendere quanta distanza ci sia tra Gesù ed i suoi presunti rappresentanti. Cristo è un modello di illuminazione rappresentato da ogni individuo, e non certo da presunti intermediari tra l'uomo e Dio, di cui non si sente più alcun bisogno. Ora come ora il clero è superfluo, e più spesso dannoso. Dobbiamo tornare a riappropriarci di Cristo e del suo messaggio, incarnandolo qui, senza storicizzarne la figura, e superando definitivamente l'idea che qualcuno possa più degnamente rappresentarne il ruolo. Cristo è ognuno di noi. La pratica cristiana è a portata di mano, al mistero della Fede bisogna sostituire la lucidità della Comprensione, alla rigidità del Dogma bisogna sostituire la fluidità dell'Azione".

 

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