Quale progresso?

"Pare che la nostra epoca sia quella del progresso. Del progresso
tecnico, questo sì; in questo campo, è vero, si vedono
realizzarsi dei prodigi. Ma che cos’è il progresso tecnico?
Una vittoria sulla materia fisica. Allora, cosa fanno gli esseri
umani? Sono così contenti e fieri di essere riusciti a
fabbricare ogni genere di apparecchi e di prodotti in grado di
facilitare la vita, da non rendersi conto che li stanno
utilizzando per alimentare la propria natura inferiore, ossia per
soddisfare il proprio egoismo, la pigrizia, la sensualità e
l'aggressività. Ebbene, questo non è progresso, ma regressione.
Provate ad analizzarvi: osservate in che modo utilizzate tutto
ciò che il progresso ha messo a vostra disposizione, e
scoprirete che solo raramente, molto raramente, lo utilizzate per
la vostra evoluzione spirituale e per il bene degli altri.
Perché? Perché, per poter utilizzare beneficamente tutte le
ricchezze che la materia fisica ci offre, è necessario aver
prima lavorato interiormente sulla propria materia psichica. Il
progresso tecnico sarà un vero progresso, soltanto se l’essere
umano lo accompagnerà con uno sforzo nel cammino della
spiritualità. "

Omraam Mikhaël Aïvanhov 

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Commenti 5

 
nican il Venerdì, 03 Febbraio 2012 14:07

C'è stato un tempo in cui cadevo spesso nel "buco nero" della tecnologia, schiavo di appetiti superficiali che poi, una volta riempito lo stomaco della mente, mi lasciavano in un pietoso stato di disamore. I videogiochi di ruolo sono stati il deserto in cui mi sono perso per intere settimane prima di capire che il mondo circostante era infinitamente più ricco ed interessante di draghi e maghi in grafica 3D.

Anni dopo mi ritrovo finalmente a far pace con la tecnologia e il mondo virtuale, probabilmente forte del fatto che vivo immerso in boschi sacri, e che una coppia di gnomi si occupa tra le altre cose anche della mia apparecchiatura elettronica... l'importante è che mi ricordi di lasciargli biscotti al cioccolato, uva passa e latte di riso prima di andare a dormire :D

C'è stato un tempo in cui cadevo spesso nel "buco nero" della tecnologia, schiavo di appetiti superficiali che poi, una volta riempito lo stomaco della mente, mi lasciavano in un pietoso stato di disamore. I videogiochi di ruolo sono stati il deserto in cui mi sono perso per intere settimane prima di capire che il mondo circostante era infinitamente più ricco ed interessante di draghi e maghi in grafica 3D. Anni dopo mi ritrovo finalmente a far pace con la tecnologia e il mondo virtuale, probabilmente forte del fatto che vivo immerso in boschi sacri, e che una coppia di gnomi si occupa tra le altre cose anche della mia apparecchiatura elettronica... l'importante è che mi ricordi di lasciargli biscotti al cioccolato, uva passa e latte di riso prima di andare a dormire :D
Antonio Gallo il Venerdì, 03 Febbraio 2012 15:40

Da quanto so di te mi pare di avere di fronte un giovane di grandi qualità che merita attenzione. Quello che tu chiami "buco nero" esiste davvero ed è il rischio che molti giovani di oggi possono correre se ... corrono troppo in fretta. Scusa la ripetizione.

Per quanto mi riguarda, la mia esperienza con la moderna tecnologia è stata la continuazione di un percorso che forse già possedevo nel DNA. Provengo, infatti, da una generazione di stampatori-editori di provincia meridionale. Di quando la stampa era ancora "arte". Non a caso l'azienda si chiamava "Arti Grafiche". Posso dire quindi che la mia esperienza da figlio di tipografo a oggi è stata una lunga "evoluzione della specie" che continua non in me, ma in mio figlio che lavora nell'editoria digitale.

Ma non voglio tediarti. Questo solo per dire che, a mio parere, la moderna tecnologia, non è un "buco nero", un "mostro", né tanto meno un "mostro sacro". E' soltanto un percorso ... Ma il discorso è anche molto complesso. Se vuoi ne riparleremo. Ciao!

Da quanto so di te mi pare di avere di fronte un giovane di grandi qualità che merita attenzione. Quello che tu chiami "buco nero" esiste davvero ed è il rischio che molti giovani di oggi possono correre se ... corrono troppo in fretta. Scusa la ripetizione. Per quanto mi riguarda, la mia esperienza con la moderna tecnologia è stata la continuazione di un percorso che forse già possedevo nel DNA. Provengo, infatti, da una generazione di stampatori-editori di provincia meridionale. Di quando la stampa era ancora "arte". Non a caso l'azienda si chiamava "Arti Grafiche". Posso dire quindi che la mia esperienza da figlio di tipografo a oggi è stata una lunga "evoluzione della specie" che continua non in me, ma in mio figlio che lavora nell'editoria digitale. Ma non voglio tediarti. Questo solo per dire che, a mio parere, la moderna tecnologia, non è un "buco nero", un "mostro", né tanto meno un "mostro sacro". E' soltanto un percorso ... Ma il discorso è anche molto complesso. Se vuoi ne riparleremo. Ciao!
nican il Venerdì, 03 Febbraio 2012 16:48

a mio parere, la moderna tecnologia, non è un "buco nero", un "mostro", né tanto meno un "mostro sacro". E' soltanto un percorso ...

Ma certo, tutto quello che incontriamo, che siano mente, tecnologia, o "nemici"... sono tutti sempre e solo strumenti. Certo è anche che se entri in conflitto con gli strumenti (perchè ne fai indigestione, o perchè li carichi di aspettative, o perchè vuoi tutto e subito senza prima imparare ad usarli) allora finirai per considerarli buchi neri da cui fuggire. E' quello che è successo a me, e ho dovuto fare la pace con molte parti di me stesso prima di potermi avvicinare di nuovo allo schermo di un computer e semplicemente considerarlo per le sue qualità di utile strumento... e meno male visto che di fronte al computer passo quasi tutte le mie ore di lavoro!

[quote]a mio parere, la moderna tecnologia, non è un "buco nero", un "mostro", né tanto meno un "mostro sacro". E' soltanto un percorso ...[/quote] Ma certo, tutto quello che incontriamo, che siano mente, tecnologia, o "nemici"... sono tutti sempre e solo strumenti. Certo è anche che se entri in conflitto con gli strumenti (perchè ne fai indigestione, o perchè li carichi di aspettative, o perchè vuoi tutto e subito senza prima imparare ad usarli) allora finirai per considerarli buchi neri da cui fuggire. E' quello che è successo a me, e ho dovuto fare la pace con molte parti di me stesso prima di potermi avvicinare di nuovo allo schermo di un computer e semplicemente considerarlo per le sue qualità di utile strumento... e meno male visto che di fronte al computer passo quasi tutte le mie ore di lavoro!
Marina de Miro il Sabato, 04 Febbraio 2012 10:13

Si dovrebbe stare sempre attenti nei riguardi del progresso tecnologico a non attribuirgli un carattere "Numinoso". Questo aggettivo che deriva da "Numen, ovvero Dio" definisce l'errore di valutazione più comune in cui cade la mente umana ad ogni latitudine del pianeta. Più ci si crede al sicuro dall'irrazionalità del trascendente, più si tende a rendere "dio" la tecnologia, il denaro, la scienza , qualsiasi cosa che attenui la nostra lacerazione duale. Diventano così ,questi moderni schiavi, i veri "teisti". E' terribile dipendere da una fede. Più umano e naturale sarebbe fidarsi soltanto di ciò di cui si può fare diretta esperienza. La Natura non sarebbe stata così calpestata, avrebbe avuto più potere nel guidare le scelte dell'uomo. Ma così non è stato, costretti come siamo a soggiacere a leggi che sappiamo in partenza perdenti nell'avvenire, essere profeta di sventure non ha mai confortato nessuno. La difficoltà di oggi è permanere nelle verità antiche difendendole dall'annullamento dei significati. .E' da folli pensare che la tecnologia sia la Verità della realtà, basti pensare che in una perdita generale di tutto, dovremmo essere capaci di non sentirci orfani impotenti ma nel pieno possesso ancora di tutta la ricchezza spirituale che è stata l'unico patrimonio dei nostri avi prima che nostro.

Si dovrebbe stare sempre attenti nei riguardi del progresso tecnologico a non attribuirgli un carattere "Numinoso". Questo aggettivo che deriva da "Numen, ovvero Dio" definisce l'errore di valutazione più comune in cui cade la mente umana ad ogni latitudine del pianeta. Più ci si crede al sicuro dall'irrazionalità del trascendente, più si tende a rendere "dio" la tecnologia, il denaro, la scienza , qualsiasi cosa che attenui la nostra lacerazione duale. Diventano così ,questi moderni schiavi, i veri "teisti". E' terribile dipendere da una fede. Più umano e naturale sarebbe fidarsi soltanto di ciò di cui si può fare diretta esperienza. La Natura non sarebbe stata così calpestata, avrebbe avuto più potere nel guidare le scelte dell'uomo. Ma così non è stato, costretti come siamo a soggiacere a leggi che sappiamo in partenza perdenti nell'avvenire, essere profeta di sventure non ha mai confortato nessuno. La difficoltà di oggi è permanere nelle verità antiche difendendole dall'annullamento dei significati. .E' da folli pensare che la tecnologia sia la Verità della realtà, basti pensare che in una perdita generale di tutto, dovremmo essere capaci di non sentirci orfani impotenti ma nel pieno possesso ancora di tutta la ricchezza spirituale che è stata l'unico patrimonio dei nostri avi prima che nostro.
Antonio Gallo il Sabato, 04 Febbraio 2012 11:23

La storia umana non procede in maniera lineare. Siamo noi, nella nostra provvisorietà, a dare ad essa questa idea. Invece siamo tutti su di un palcoscenico scorrevole sul quale compariamo, recitiamo per poi scomparire, pieni di ragione e libertà, ma senza avere risolto il "mistero" dal quale proveniamo e nel quale poi scompariamo. La tecnologia resta un mezzo, uno dei tanti che sia la libertà che la ragione dell'uomo riesce a creare. Nei limiti di quella ragione e quella libertà dobbiamo saperla usare a nostro vantaggio. Tutto qui.

La storia umana non procede in maniera lineare. Siamo noi, nella nostra provvisorietà, a dare ad essa questa idea. Invece siamo tutti su di un palcoscenico scorrevole sul quale compariamo, recitiamo per poi scomparire, pieni di ragione e libertà, ma senza avere risolto il "mistero" dal quale proveniamo e nel quale poi scompariamo. La tecnologia resta un mezzo, uno dei tanti che sia la libertà che la ragione dell'uomo riesce a creare. Nei limiti di quella ragione e quella libertà dobbiamo saperla usare a nostro vantaggio. Tutto qui.

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