Evita di pensare in termini di successo o falimento...

Appena entriamo nella dimensione di successo e fallimento, riguardo un aspetto specifico della nostra esistenza, siamo "metaforicamente" nei guai, perché in realtà non esiste un successo come viene inteso nel senso comune del termine.

altPER ESEMPIO, SE QUALCUNO VI CHIEDESSE SE AVETE AVUTO SUCCESSO COME ESSERE UMANO, VI SEMBREREBBE UNA DOMANDA ALQUANTO BIZZARRA...

Pensereste: "Sono un essere umano. Potrei avere successo nella mia professione o in qualcos'altro, ma non mi sono mai veramente chiesto se sono un essere umano di successo. VIVO E BASTA. Mi sveglio la mattina, apro gli occhi e vivo. NON HO APERTO GLI OCCHI CON SUCCESSO STAMATTINA, HO SOLO APERTO GLI OCCHI, E NON MI SONO NEANCHE ADDORMENTATO CON SUCCESSO, MI SONO SOLO ADDORMENTATO".

SIAMO SEMPLICEMENTE ESSERI UMANI E NON ABBIAMO BISOGNO DI PENSARE IN MODO ASSILLANTE IN TERMINI DI SUCCESSO E FALLIMENTO...

Purtroppo per la maggior parte delle persone è difficilissimo uscire da questo tipo di PARADIGMA (o sono un fallito o una persona di successo).

Un altro PARADIGMA diffusissimo è quello del raggiungimento di obiettivi personali / socio-lavorativi / spirituali.

Spesso gli individui si fissano in maniera testarda degli obiettivi che "devono" raggiungere a tutti i costi, altrimenti potrebbero sentirsi dei falliti. In realtà quando ci focalizziamo insistentemente su un obiettivo blocchiamo inconsapevolmente il sorgere dello stato creativo della nostra mente.

Molta gente crede che lo scopo della sua vita sia principalmente quello di raggiungere una serie di risultati. Io credo invece che dovremmo imparare a rompere questi paradigmi, iniziando ad abbandonare l'idea per cui il risultato delle nostre azioni deve essere il superamento di traguardi "fittizi" e il conseguimento di “successi” e "premiazioni".

So bene che inizialmente il "non avere obiettivi" disorienta la maggior parte delle persone e presumo che molti si stiano chiedendo: "Come posso fare, avere o arrivare a qualcosa se prima non mi pongo degli obiettivi?".

La risposta è che se abbandoniamo l'idea di arrivare obbligatoriamente da qualche parte finiamo per accorgerci che ci siamo già.

Non c'è un posto dove andare. Siamo seduti nel posto giusto, ma non ce ne rendiamo conto. Una volta che l'abbiamo capito, possiamo rilassarci, abbandonare il terribile sforzo di cercare di raggiungere, di arrivare, di superare, di vincere.

Possiamo abbandonare anche la paura di perdere o di fallire:

"Dovunque ci siano illusioni di successo/fallimento ci sarà paura; Perciò, non imponendoci alcun obiettivo maniacale, impariamo solo a rilassarci, a svuotare la mente da inutili timori, a essere totalmente con noi stessi e a sentirci bene riguardo noi stessi... Non perché abbiamo raggiunto un obiettivo o siamo individui di successo, ma semplicemente perché siamo degli esseri umani."

Un buon esercizio per uscire da questi paradigmi è quello di abituarsi a pensare (durante l'arco della giornata) che NON ESISTONO OBIETTIVI  PREPONDERANTI alla nostra SERENITà e che la classica corsa al successo non deve rappresentare una tappa forzata del nostro percorso di crescita personale...

Ogni obiettivo comporta un potenziale problematico dovuto soprattutto all'implicazione dell'idea di successo o di fallimento. Dobbiamo comprendere che questo principio, per come viene concepito nella maggior parte dei casi, è completamente controproducente.

Bisogna capire che il cambiamento avverrà in noi solo se impariamo a lavorare in modo coerente con i nostri valori. In tal senso il vero miglioramento avverrà a suo modo e a suo tempo, come effetto dell'accettazione della nostra autentica natura e come conseguenza del riallineamento consapevole dei nostri pensieri e le nostre azioni con i principi di equilibrio e pace interiore.

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