L'enneagramma

Il termine "enneagramma" è stato introdotto da Gurdjieff il quale, consapevole dell'inutile sofferenza creata dalle incrinature della personalità, sosteneva che tutti abbiamo una caratteristica principale che costituisce l'asse intorno al quale ruotano gli aspetti fallimentari della personalità.

L'enneagramma è un antico insegnamento di sviluppo dell'uomo che descrive nove tipi di personalità e il rapporto tra essi, è uno dei pochi modelli che illustrano il rapporto tra la personalità e gli altri livelli del potenziale umano. I modelli ordinari della personalità, quelle abitudini della mente e del cuore che tendiamo ad etichettare semplicemente come nevrotiche, sono viste come porte su più alti stati di coscienza.


Il mondo appare molto diverso a ciascuno dei nove tipi e prestando attenzione alle modalità degli altri viene a galla un senso di compassione per il loro modo di essere. Vedere il mondo da altre prospettive ci rende consapevoli del fatto che ogni tipo è costretto in un pregiudizio sistematico.
Gran parte della sofferenza presente nei rapporti interpersonali è causata dal fatto che non sappiamo vedere il punto di vista dell'altro; disconosciamo il modo in cui le persone che ci sono vicine vivono la propria vita.


Il limite a cui possiamo andare incontro, è la classificazione. L'enneagramma è un modello dinamico in cui ognuno racchiude la potenzialità di tutti, anche se è riscontrabile un'identificazione più forte con un solo tipo.
Le linee indicano come ciascun tipo muta comportamento in situazioni di stress o di sicurezza. Ogni tipo racchiude tre aspetti: un aspetto primario che identifica la visione del mondo del tipo psicologico e due aspetti secondari che ne descrivono il comportamento in situazioni di stress o di sicurezza.

Se non sappiamo staccare l'attenzione da un pensiero assillante e se non ci osserviamo in modo oggettivo, siamo sotto il controllo delle abitudini e abbiamo perso la libertà di scelta. Lo scopo della personalità è imparare a metterla da parte per passare al vero lavoro di incarnare una coscienza più alta.
Un detto Sufi dice: "Diventare ciò che eri prima di essere, con il ricordo e la comprensione di ciò che sei diventato". Non si basa solamante sulla descrizione delle varie caratteristiche umane, ma conduce al cambiamento interiore. E' più di un'indagine psicologica per la conoscenza di sé, dona la possibilità di metterci a confronto col nostro io inconscio, invitandoci a prenderne coscienza.


Il modello dell'enneagramma appartiene al sufismo, che lo applica allo sviluppo della sua cosmologia e alla corrispondente evoluzione della coscienza umana e per com'è articolato è paragonabile all'albero della vita della cabala.
Gurdjieff ne parlava come un insegnamento orale Sufi e lo usava per individuare la forma di lavoro interiore più adatta ai suoi studenti.
Ouspensky, allievo di Gurdjieff, scriveva: "La scienza dell'enneagramma è stata tenuta segreta molto a lungo e se ora è, in certo modo, resa accessibile a tutti, lo è solo in forma incompleta e teorica, inutilizzabile in pratica da chiunque non sia stato istruito in questa scienza da un uomo che la possieda".


La struttura dell'enneagramma è una stella a nove punte che esprime il rapporto tra due leggi fondamentali della mistica.
La legge del Tre (trinità) che suggerisce che per la creazione sono necessarie tre forze (per il cristianesimo sono Padre, Figlio e Spirito Santo, per l'induismo sono Brama, Visnu e Siva), che possono essere viste come creativa, conservativa e distruttiva.
Una volta iniziato l'evento, interviene la legge del Sette o delle ottave (usata nelle scale musicali) e che regge gli stadi successivi di sviluppo dell'evento nella materia.
Secondo Gurdjieff abbiamo tre tipi di intelligenza, i tre cervelli, che chiamava mentale (tipologia del cinque, sei e sette), emotiva (tipologia del due, tre e quattro) e istintuale (tipologia dell'otto, nove e uno).

TIPO UNO: IL PERFEZIONISTA

Sono i classici "bravi bambini", hanno imparato ad assumersi le responsabilità e a comportarsi bene in presenza degli altri. I loro valori sono la rettitudine, una fiera indipendenza e la convinzione che il buon senso e la bontà possano prevalere sui lati oscuri della natura umana. Il piacere viene all'ultimo posto dopo i doveri. I desideri sono stati accantonati già nell'infanzia spostando l'attenzione sulla cosa giusta da fare. C'è sempre da migliorare, si sforzano di essere sempre all'altezza delle richieste di perfezione. Essere perfetti richiede un alto grado di rinuncia e un rigido controllo interno.

La continua rinuncia li porta ad un livello d pressione che esprime il risentimento tenendo nascosta la rabbia profonda. Comportarsi bene è un'ossessione. Molti hanno dovuto assumersi responsabilità prematuramente adulte e quindi non sono in contatto con ciò che vogliono veramente; sono dotati, però, di un'enorme sensibilità. La rabbia e il dolore derivano dal fatto che i loro bisogni non sono mai stati presi in considerazione. E' molto doloroso essere criticati dagli altri perché si criticano già da sé: si raffrontano continuamente a modelli irraggiungibili. Sono inclini a percepire critiche anche là dove non esistono: in questo caso, la cosa migliore, è verificare realisticamente le vere opinioni altrui.


Nell'infanzia l'amore era il premio per un comportamento corretto e ciò fa credere agli Uno di non poter essere amati se sono imperfetti. Nascono quindi conflitti, in età adulta, che lo svelarsi dei loro lati cattivi metterà in fuga il compagno.
Gli Uno sono educatori responsabili, votati all'eccellenza, sanno insegnare ed apprezzare il meglio; sono zelanti nel fare chiarezza e nel cercare di trasmettere informazioni precise.
Fattori di crescita: alleggerire la severità dei modelli interiori, imparare a chiedere e a ricevere piacere.


TIPO DUE: IL DONATORE

Hanno un profondo bisogno d'affetto e approvazione: vogliono essere amati, protetti e sentirsi importanti per gli altri. Se non ottengono l'approvazione cercata, l'adattamento può diventare un atteggiamento coatto che li porta ad annullare i propri desideri alla ricerca disperata di amore attraverso l'adulazione. La sopravvivenza dipende dall'approvazione degli altri. Si sentono formati da molti "io" intercambiabili per aderire alle figure importanti della loro vita. Danno sempre aiuto e consigli, ma se questo non produce una speciale attenzione nei loro confronti, emergono i caratteri del manipolatore. Sono stati bambini amati per la loro gradevolezza e quindi hanno imparato a riconoscere in sé le qualità che piacevano agli adulti e a compiacere le aspettative. Sanno accontentare meglio gli altri di se stessi. Sentirsi voluti dà sicurezza, soprattutto se si è desiderati fisicamente. Entrano in crisi nel rapporto quando deve emergere il vero io perché l'impegno diventi reale. Spesso s'imbarcano in triangoli amorosi nei quali, se il compagno è sposato, non provano desiderio di rompere il matrimonio, ma di essere amati e diventare una figura "speciale".
La parola chiave nei rapporti è "sfida".


I Due evoluti si impegnano sinceramente per potenziare le buone qualità degli altri e mettono a punto valide strategie per favorire il successo del compagno. I Due immaturi, invece, diventano i custodi dell'altro ("Ci riuscirà grazie al mio amore") e questo rivela il bisogno di tenere l'altro in proprio potere.


Agire in modo indipendente può scatenare un'ansia terribile, soprattutto se si deve andare contro i desideri di una persona a cui il Due vorrebbe piacere perché sente di rischiare di perdere l'amore per sempre.
I Due sono attratti dal potere e cercano l'amore di persone importanti.
I Due si arrabbiano ma non serbano rancore.
Fattori di crescita: accorgersi dell'impulso a manipolare e assegnare agli altri il proprio valore.

TIPO TRE: L'ESECUTORE


Sono stati bambini apprezzati per i loro successi. Al ritorno a casa venivano interrogati sui loro successi piuttosto che sui loro sentimenti. Fondamentale era evitare gli insuccessi, perché solo i vincitori sono degli di amore.
Rappresentano il tipo iperattivo associato al mito americano della giovinezza, della forza e della competitività. Sembrano non conoscere la sofferenza e possono passare tutta la vita senza riconoscere il fatto di aver perso il contatto con la vita interiore. I Tre sono sempre così impegnati che non hanno tempo per sentirsi depressi. La loro definizione, portata a estremi patologici, è "drogati dal lavoro": maniaci dell'iperattività, incapaci di fermarsi e di riposare. Nel mezzo di un momento altamente emotivo, il Tre può volare improvvisamente ad altro: al prossimo appuntamento o al pranzo d'affari.


I Tre esprimono l'amore attraverso l'azione e la famiglia diventa una serie di quadretti perfetti.
Le loro preoccupazioni comprendono: identificazione con l'azione e il successo, competizione e timore del fallimento, scarso accesso ai sentimenti, confusione tra io reale e ruolo professionale.
Mantenersi sempre occupati assicura una produttività costante e assorbe ogni possibile momento libero in cui potrebbero affacciarsi sentimenti ansiosi rispetto ai potenziali fallimenti. Gli esecutori entrano in contatto con la loro sincerità, durante le pause forzate: in genere si fermano per mancanza di lavoro o per malattia e non per decisione spontanea.
Il Tre tende a trasformarsi nel prototipo dell'approvazione sociale: può essere lacerante, per un giovane Tre, accorgersi che un altro vede la differenza tra la sua vera personalità e l'io fittizio.


Sono orgogliosi dei propri successi, degli onori e della vittoria; sono narcisisticamente convinti della propria competenza e superiorità. Hanno fiducia nelle proprie capacità, ma sanno che c'è sempre qualcosa da imparare. Se un altro fa bene, un Tre deve fare meglio.
Un fallimento non è considerato tale se nello stesso tempo si presenta un'altra promettente possibilità. La loro estrema adattabilità è una benedizione e un peso. Una benedizione perché in condizioni di stress, sanno reagire rapidamente e con efficacia; è un peso perché i reali sentimenti sono sospesi nell'interesse della produttività e possono dare l'impressione di persone pronte a cambiare bandiera per vantaggio personale.


Sono abilissimi a far aprire gli altri o a tirarli fuori da stati negativi, stimolandoli ad attività emotivamente costruttive.
Il loro interesse per l'aspetto fisico del compagno può sostituirsi alla profondità dei sentimenti.
I Tre vogliono essere l'autorità e la loro presenza in un gruppo è garanzia di successo. Un Tre evoluto si assume la responsabilità in prima persona ed è un punto di riferimento per gli altri.
Fattori di crescita: imparare a fermarsi lasciando alle emozioni e alle reali opinioni il tempo di emergere, notare il desiderio di essere il paziente perfetto in terapia.

Sintesi del libro "L'enneagramma
la geometria dell'anima che vi rivela il vostro carattere"
di Helen Palmer
Edizioni Astrolabio

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