Il sonno iniziatico

Articolo scritto da Paolo Oddenino Paris e pubblicato su gruppo di Facebook: "Istituto di Crescita Personale".

IL SONNO INIZIATICO

Da sempre le Tradizioni Iniziatiche hanno considerato la possibilità che un appartenente alla Tradizione cadesse in preda all'egocentrismo, al tradimento del silenzio o altro, oppure che per motivi diversi si allontanas...se dalla tradizione senza ragioni Spiritualmente concepibili.

I Maestri hanno chiamato questo stato, lo stato di "sonno Iniziatico" .

E' lo stato peggiore che l'essere umano possa raggiungere sotto il profilo Spirituale.

Gesù disse che "tutti i peccati potranno essere perdonati, ma non quelli contro lo Spirito Santo".

Ed un motivo vi era e molto serio. Tradire lo Spirito Santo significa tradire se stessi, quindi nessuno al mondo potrà mai perdonare chi ha compiuto questo atto se non se stesso, ammesso che lo riconosca e ne tragga da esso insegnamento.

Il sonno Iniziatico equivale alla morte fisica. Ossia la persona non è più in grado di comunicare coerentemente con le persone che un tempo erano fratelli e sorelle.

Vive certo, ma in uno stato di frustrazione, di angoscia, di collera con se stesso che non risparmia la mente ed il corpo.

Ad una osservazione superficiale queste persone possono apparire normali, ma ad una più attenta osservazione, una più sottile indagine, si scopre che solo la menzogna è presente in essi.

L'essere falso potrebbe essere stata una caratteristica presente ben prima del sonno, ma se era accettata con benevolenza perché la falsità si riteneva in buona fede, o per pura paura, quando essa invece si palesa come caratteristica primaria e costante non vi sono più scusanti. La persona perde ogni frammento recuperato, ogni Iniziazione ricevuta cade nel vuoto e la persona non si accorge nemmeno di quanto sia ormai fuori da ogni condizione energetico-magica dovuta alle iniziazioni ricevute e perse.

Il sonno è irreversibile. Solo alcune condizioni molto particolari potrebbero ancora ri-svegliare chi vi è caduto. Ma per quanto ne so, come esperienza, non ho mai visto qualcuno risvegliarsi dallo stato di sonno.

I motivi sono molteplici. Dovrebbe chiederlo. Ma se dorme come fa a farlo? Se la presunzione dell'ego è più forte dello stimolo Spirituale l'individuo in sonno non chiederà mai di essere risvegliato.

Immagina un bambino che dorme e tu voglia svegliarlo, certamente si sveglia. Ma cosa dire se al bambino gli fosse stato detto che se voleva svegliarsi ad una certa ora sarebbe stato necessario lo dicesse? Nulla. Continuerebbe a dormire.

Ora immagina una persona che nella Via si è sempre rappresentata con dedizione, ma covando dentro volontà di vendetta per non essere riuscito in qualcosa, per non avere ricevuto riconoscimenti, che comunque non gli appartenevano, ed infine che non abbia mai detto cosa realmente avrebbe voluto.

Ecco un po' di persone si sono comportate così. Ovvio che il sonno è lo stato che viene loro riconosciuto.

Non è mai facile accettare che un compagno di lavoro si sia posto in una condizione così grave, così sgradevole e così persa. Tutti i colleghi, gli studenti stessi, rimangono stupiti. Ma non hanno idea di cosa sia stata capace di fare quella persona. E credo che se lo sapessero farebbero fatica a crederlo. E' una storia che si ripete in ogni tradizione. In tutti i tempi, in qualunque parte del mondo.

Quindi non ci si stupisca se anche da noi succede. E' sempre successo e credo che sin che l'essere umano non raggiungerà quello stato di coscienza che definisco Risveglio continuerà a succedere.

Questo articolo vuole essere di incoraggiamento e non di critica. Incoraggio le persone ad essere allineate allo Spirito anziché alle facili seduzioni dell'Operal Nero.

Quello è uno stimolo distruttore che non lascia mai la persona, Qualunque grado abbia raggiunto della Via.

E' un incoraggiamento per chi si sente poco portato a proseguire, per chi si pone dubbi, per chi ancora non segue tutte le indicazioni della Via. Le 4 domande per esempio o i 6 punti.

Se si seguissero anche solo queste semplici indicazioni non si cadrebbe così facilmente nelle trappole dello stimolo distruttore.

Qualche anno fa conobbi altri portatori di Consapevolezza. Mi invitarono a far parte della loro assemblea. Erano otto persone ma l'assemblea ne prevedeva nove e dato che uno aveva lasciato questo mondo, proposero a me di partecipare. Inizialmente pensai ad uno scherzo, ma quando finalmente ne conobbi uno mi fu possibile constatarne la validità.

Carlos Castaneda aveva rifiutato perché sarebbe dovuto diventare pubblico, mentre lui intendeva mantenere il più assoluto anonimato. Così si rivolsero a me.

E' stato un caso? Chi crede al caso?

Nessuno spero...nemmeno io.

Così come non è un caso che una persona, che per anni ha mostrato un volto, ad un certo punto ne mostri un altro. Doveva succedere. Non è possibile mantenere un personaggio fasullo per sempre, prima o poi quello reale appare, lasciando tutti o quasi, di stucco.

Immagina di avere un amico da anni per poi scoprire che ti rubava le uova, oppure che diceva una cosa a te mentre, diversamente agli altri, diceva il contrario. Come ci rimarresti? Che considerazione avrai dal momento in cui scopri la sua vera natura?

Lo frequenteresti ancora? Gli daresti ancora la tua fiducia? Gli permetteresti di avere certe mansioni? Lascio a ciascuno le risposte.

Forse si è portati a sapere cosa diavolo abbia fatto la persona. Ma questo è un fatto che riguarda solo chi ne è stato testimone, oppure oggetto delle attenzioni del personaggio descritto.

Esistono leggi di natura che non è possibile prevaricare. L'onestà intellettuale, la lealtà, la sincerità, fanno parte di queste leggi. Ogni altra interpretazione delle stesse non è che un fuggire dalle responsabilità oppure peggio, scaricarle addosso agli altri.

Steiner ha scritto un capitolo molto interessante su questi argomenti. Yogananda anche. Gesù ne ha fatto cenno più volte.

Se il mio articolo non fosse sufficientemente chiarificatore vi invito a documentarvi su questi personaggi e sul loro pensiero.

Un saluto a tutti

Paolo Oddenino Paris

Vota:
Perché è importante il bosone di Higgs?
Intervista a Kiran, un risvegliato di Poona (India...

Related Posts

Commenti 1

 
Giuseppe Belcastro il Lunedì, 13 Agosto 2012 19:47

Nessuna cosa di per se stessa possiede una sua natura, ogni cosa è composta
di altre cose o di puri eventi. Così ad esempio, ogni parola è vuota, priva di
contenuto e di senso di per se stessa. la parola Non possiede nessuno di quei significati
che siamo soliti darle, perchè sono pure convenzioni e non possono rappresentare
niente di definitivo e fermo che non sia suscettibile di nuove interpretazioni cambiamenti
di senso o diversissimi stati d'animo che possa suscitare. Appunto gli stati d'animo,
le emozioni, sono precisamente ciò che possono veicolare le parole e queste allora
sono solo strumenti attraverso i quali noi esprimiamo molto più cose di quelle che
crediamo. Essi, come tutti gli altri strumenti portano sempre qualcosa d'altro
che non si vede ma che pure esiste, mentre essi non esistono, nel senso che nessuno
strumento privato di quella funzione e di senso, dati da una cultura, da un epoca,
da una storia, da un individuo e da troppe altre cose relative continuerebbe
a rappresentare qualcosa. Sarebbe niente, come tutto ciò che è destinato
a dissolversi. La vera comunicazione di senso che la parola può veicolare
dipende da ciò che veramente vive colui che dice, nel dato momento e da ciò che vive
in quello stesso momento colui che ascolta. Infatti una stessa parola o serie di parole
possono suscitare diversissime sensazioni, percezioni, emozioni o interpretazioni
perchè la vera comunicazione avviene solo e sempre tra i livelli più profondi della mente
anche se non vi è consapevolezza di ciò che avvertiamo. Così per la parola scritta,
il senso e il corpo viene dato da colui che legge. Altra cosa si può dire della parola
poetica, nella quale forse qualcosa resta, del pensiero di colui che scrive, ma
ancora una volta non nella parola presa singolarmente, perchè sarebbe vuota,
bensì in qualcosa che non ha simboli sulla carta e cioè l'alchimìa, la chimica
del racconto in immagini, le quali comunque si scontreranno sempre con la
grande eterna sorpresa da parte dell'autore, nel vedere i propri versi
suscitare emozioni e interpretazioni diversissime tra loro e da come egli stesso
li ha vissuti. Forse restano le tracce di un movimento d'anima, percepibili
comunque solo da coloro che appartengono alla storia di quella cultura, o
vicini o sensibilizzatisi per anni a quella parola. quindi anche qui, di per se stessa
vuota. Ogni strumento che utilizziamo è vuoto di senso significato e contenuto.
Si può forse pensare, che se un uomo dice ad uno sconosciuto: - ti amo -
senza provare necessariamente vero amore per lui, ma nello sconosciuto provoca
uno stato di gioia e di riconoscenza, quelle due parole portino un messaggio, che
abbiano un significato. In realtà ancora una volta dipende da colui che ascolta,
perchè avrebbe potuto rispondere in ben altro modo e perfino scurrile. Ma se
colui che dice è veramente attraversato da quella corrente d'amore, non vi sono
più equivoci c'è solo certezza e il messaggio arriverebbe a destinazione,
anche se la frase fosse: - ecco, ti dò una patata - . Così anche per tutti i sentimenti
ostili, che non riusciremmo mai a frenare. Per contro nemmeno la scienza pare
riesca a fornire nessuna certezza, se non quell'unico atto di fede nel credere
almeno temporaneamente, nella bontà e validità dei metodi usati per indagare
le leggi delle cose. Sempre in attesa, con mille giudizi sospesi, di qualcuno
che venga a spiegare in altro modo fenomeni già codificati in formule convenzionali.
Invece le sole uniche grandi certezze vi sono quando viviamo con tutto il nostro essere,
qualsiasi stato d'animo che coinvolga noi e gli altri, come piangere tutti insieme la morte
di un uomo. Forse non sapremmo dire perchè, forse il pianto è per noi stessi e potremmo
perderci in altre mille considerazioni, ma la certezza è nella unione di uno stesso
sentimento di base, la commozione corale e la cessione tutti insieme di ogni
spiegazione razionale, sentimento,che va al di là del momento individuale. Quel sentirsi
effetto tra gli effetti della stessa causa, senza poter spiegare cosa sia, è quasi lo
stesso turbamento che prova uno scienziato, quando si tratti di spiegare che cosa
è la causa prima o finale di tutti i fenomeni che egli vede esperimenta e codifica.
Dante per esempio direbbe che l'energia cinetica è amore e io sono con lui.

Nessuna cosa di per se stessa possiede una sua natura, ogni cosa è composta di altre cose o di puri eventi. Così ad esempio, ogni parola è vuota, priva di contenuto e di senso di per se stessa. la parola Non possiede nessuno di quei significati che siamo soliti darle, perchè sono pure convenzioni e non possono rappresentare niente di definitivo e fermo che non sia suscettibile di nuove interpretazioni cambiamenti di senso o diversissimi stati d'animo che possa suscitare. Appunto gli stati d'animo, le emozioni, sono precisamente ciò che possono veicolare le parole e queste allora sono solo strumenti attraverso i quali noi esprimiamo molto più cose di quelle che crediamo. Essi, come tutti gli altri strumenti portano sempre qualcosa d'altro che non si vede ma che pure esiste, mentre essi non esistono, nel senso che nessuno strumento privato di quella funzione e di senso, dati da una cultura, da un epoca, da una storia, da un individuo e da troppe altre cose relative continuerebbe a rappresentare qualcosa. Sarebbe niente, come tutto ciò che è destinato a dissolversi. La vera comunicazione di senso che la parola può veicolare dipende da ciò che veramente vive colui che dice, nel dato momento e da ciò che vive in quello stesso momento colui che ascolta. Infatti una stessa parola o serie di parole possono suscitare diversissime sensazioni, percezioni, emozioni o interpretazioni perchè la vera comunicazione avviene solo e sempre tra i livelli più profondi della mente anche se non vi è consapevolezza di ciò che avvertiamo. Così per la parola scritta, il senso e il corpo viene dato da colui che legge. Altra cosa si può dire della parola poetica, nella quale forse qualcosa resta, del pensiero di colui che scrive, ma ancora una volta non nella parola presa singolarmente, perchè sarebbe vuota, bensì in qualcosa che non ha simboli sulla carta e cioè l'alchimìa, la chimica del racconto in immagini, le quali comunque si scontreranno sempre con la grande eterna sorpresa da parte dell'autore, nel vedere i propri versi suscitare emozioni e interpretazioni diversissime tra loro e da come egli stesso li ha vissuti. Forse restano le tracce di un movimento d'anima, percepibili comunque solo da coloro che appartengono alla storia di quella cultura, o vicini o sensibilizzatisi per anni a quella parola. quindi anche qui, di per se stessa vuota. Ogni strumento che utilizziamo è vuoto di senso significato e contenuto. Si può forse pensare, che se un uomo dice ad uno sconosciuto: - ti amo - senza provare necessariamente vero amore per lui, ma nello sconosciuto provoca uno stato di gioia e di riconoscenza, quelle due parole portino un messaggio, che abbiano un significato. In realtà ancora una volta dipende da colui che ascolta, perchè avrebbe potuto rispondere in ben altro modo e perfino scurrile. Ma se colui che dice è veramente attraversato da quella corrente d'amore, non vi sono più equivoci c'è solo certezza e il messaggio arriverebbe a destinazione, anche se la frase fosse: - ecco, ti dò una patata - . Così anche per tutti i sentimenti ostili, che non riusciremmo mai a frenare. Per contro nemmeno la scienza pare riesca a fornire nessuna certezza, se non quell'unico atto di fede nel credere almeno temporaneamente, nella bontà e validità dei metodi usati per indagare le leggi delle cose. Sempre in attesa, con mille giudizi sospesi, di qualcuno che venga a spiegare in altro modo fenomeni già codificati in formule convenzionali. Invece le sole uniche grandi certezze vi sono quando viviamo con tutto il nostro essere, qualsiasi stato d'animo che coinvolga noi e gli altri, come piangere tutti insieme la morte di un uomo. Forse non sapremmo dire perchè, forse il pianto è per noi stessi e potremmo perderci in altre mille considerazioni, ma la certezza è nella unione di uno stesso sentimento di base, la commozione corale e la cessione tutti insieme di ogni spiegazione razionale, sentimento,che va al di là del momento individuale. Quel sentirsi effetto tra gli effetti della stessa causa, senza poter spiegare cosa sia, è quasi lo stesso turbamento che prova uno scienziato, quando si tratti di spiegare che cosa è la causa prima o finale di tutti i fenomeni che egli vede esperimenta e codifica. Dante per esempio direbbe che l'energia cinetica è amore e io sono con lui.

Accedi