Gli stati di coscienza

Comunemente vengono riconosciuti quattro tipi diversi di stato di coscienza: la veglia, il sonno, il sogno, il coma.

Esistono poi degli stati di coscienza alterata dovuti all'utilizzo di sostanze quali gli alcolici, gli stupefacenti o allucinogeni di origine naturale (ad esempio il peyote, un cactus che si trova in alcune zone del Messico).

Ognuno di noi sperimenta giornalmente almeno tre di questi: veglia, sonno, sogno.

Nelle discipline sciamaniche e nei lavori di affinamento spirituale si apprende a sperimentare ed essere coscienti di altri stati di coscienza. Quando uno sciamano effettua un viaggio nei regni spirituali, si trova in uno stato a cavallo tra la veglia (inquanto mantiene tutte le sensazioni fisiche e il controllo sui movimenti del corpo) e il sogno, allentando volontariamente l'attività dell'emisfero sinistro del cervello che presiede alle facoltà razionali.

Nel suo apprendistato, il ricercatore spirituale deve imparare a permanere in stati alterati di coscienza che gli permettano, allo stesso tempo, sia di attivare le funzioni proprie dell'emisfero destro, che presiede alla capacità creativa dell'essere umano, slegata dal concetto di tempo e di spazio, che permette allo sciamano di viaggiare in dimensioni inusuali senza avere preconcetti che impediscano l'esplorazione di altri mondi e il rapporto con esseri spirituali o animali di potere, sia di mantenere vigile l'attenzione, per poter riportare nel mondo della veglia le conversazioni con gli spiriti, le impressioni e le indicazioni dell'altro mondo con un linguaggio comprensibile al consultante.

Questa doppia coscienza viene affinata con l'esperienza, fino a che diventa una capacità acquisita. Ciò permette al ricercatore di accedervi ogni volta ne senta il bisogno (ad esempio per chiedere aiuto agli spiriti o per consultarli su una situazione che li riguarda nella vita quitidiana).

Queste facoltà, che si acquisiscono durante l'apprendistato, non devono far pensare tuttavia che lo sciamano o il ricercatore dello Spirito siano esseri umani dissociati dalle normali attività quotidiane. Anzi, proprio perché indagano mondi alternativi a quello fisico, devono avere un equilibrio superiore a quello di un comune essere umano (comune nel senso che  sfrutta solo un ristretto ventaglio di stati di coscienza, come abbiamo già visto) e un particolare dominio delle proprie emozioni, per non rischiare di cadere nelle varie illusioni che la mente, priva di controllo, può creare, simili a ombre che alla lunga possono minare l'equilibrio psichico del ricercatore.

Uno sciamano equilibrato è un individuo perfettamente integrato nella sua comunità di appartenenza, che ha sviluppato capacità al di là dell'ordinario che gli permettono di accrescere la propria consapevolezza delle infinite possibilità dell'essere, sfruttandole poi per aiutare le persone e sè stesso a vivere una vita piena e in armonia con il Creato e lo Spirito.

Silvia Raffaella Formia

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