Superstizioso? Ahi ahi ahi!

Qualche giorno fa un mio cliente mi dice che è fermamente convinto che le civette portino sfortuna e in particolare annuncino la morte di una persona. Gli ho chiesto per quale motivo fosse convinto di questo e lui mi risponde che in molti casi, nella sua famiglia, gli è capitato di sentire il grido della civetta qualche giorno prima che un parente morisse.

Un altro mi dice che alle volte l'oroscopo ci azzecca, come quella volta che l'astrologo scrisse di una giornata fortunatissima per lo scorpione e lui...vinse al superenalotto!

Un'altro sosiene che, tutte le volte che un gatto nero gli ha attraversato la strada, ha subìto un incidente più o meno grave. Ne ha dedotto che è vero quello che la superstizione popolare insegna: i gatti neri sono forieri di cattiva sorte.

Cosa è la superstizione?
Esistono davvero oggetti, animali, persone che "portano rogna"?
E, se sì, perché?!
E ancora, come fare a sottrarsi alla loro influenza?

Quando ero ragazzina e attraversavo un periodo difficile o desideravo tanto che accadesse una determinata cosa, spesso mi veniva una specie di tic per cui non pestavo le fughe delle piastrelle, o dovevo allineare alla perfezione determinati oggetti. Se non l'avessi fatto, quella cosa a cui tenevo tanto non sarebbe successa o nuove e peggiori infelicità si sarebbero abbattute su di me.

Un giorno mi regalarono un tronchetto della felicità. Mia madre mi disse che non amava quelle piante, perché secondo lei portavano sfortuna. Lo tenemmo comunque e, nel periodo che sostò sul nostro balcone, ce ne accadde una per colore. Mia madre diede la responsabilità del periodo sfortunato alla presenza del tronchetto che, a dispetto del suo nome, secondo lei portava tigna, e il povero tronchetto finì nella spazzatura.

Ora, la domanda è: ora che ho smesso di evitare le fughe delle piastrelle,  dovrebbe forse succedere che i miei desideri smetteranno per sempre di realizzarsi?

Oppure i miei desideri dell'epoca si sono realizzati (oppure no) a prescindere dal mio tic ossessivo-compulsivo?!

METTIAMO UN PO' DI ORDINE, PERDINCI!

Qua sotto elenco alcuni punti che dovrebbero fare un poco di chiarezza su questo argomento, cui nessuno di noi sfugge, presto o tardi. Qualcuno ne è addirittura ossessionato.

 

PUNTO 1: L'UNIVERSO PARLA PROPRIO CON TE.

Non ti sembra possibile? Vediamo.

Normalmente siamo abituati a pensare di essere dei piccoli e insignificanti esseri umani dispersi in un enorme universo incomprensibile e spesso anche minaccioso, pieno di avvenitmenti casuali e potenzialmente pericolosi.

Gli sciamani e i mistici di tutti i tempi non sono di questo avviso. Essi credono che l'uomo sia un essere straordinario, dotato di poteri di cui non è minimamente consapevole, almeno fino a quando non inizia un percorso spirituale che gli permetta di accedere a nuovi livelli di esistenza e a penetrare significati nascosti allo sguardo profano. Secondo tutte le dottrine esoteriche, l'essere umano crea la propria realtà, in ogni momento e in ogni singola, minuscola o grande scelta e decisione. Il modo che ha di vedere e di considerare il mondo fa sì che la realtà si modelli sulle sue aspettative, restituendogli la conferma che quello che crede sia reale. L'esterno è uno specchio, quindi, che rimanda al soggetto l'immagine che egli proietta.

In questa prospettiva, se una persona è fermamente convinta che un micio nero porti sfortuna, l'universo gli parlerà con il codice che lui si aspetta di leggere (è per questo motivo che un mistico cattolico vedrà apparizioni con la sembianza della Madonna e non con quelle della Dea Kalì ). In altre parole, una parte di noi sa che accadrà qualcosa di spiacevole. Crede inoltre che il gatto nero sia legato all'evento sfortunato. Proietterà quindi, in modo inconsapevole, l'immagine di quel gatto quando vorrà madare a se stesso un messaggio di sventura. Siccome, però, a livello conscio non sa nulla di questo processo che si è creato dentro di lui e non conosce le leggi fondamentali dell'universo, riuscirà ad interpretare solamente il livello più superficiale dell'evento. L'equazione che risulterà evidente sarà solo che ogni volta che vede un gatto nero, succederà un evento sgradevole. Quindi, il gatto nero PORTA sfortuna.

Il fatto curioso è che, se rimaniamo all'esempio dei miei due clienti, uno è convinto che sia il gatto nero a portare sfortuna. L'altro è convinto invece che sia la civetta. Stranamente, ognuno di loro due, in vari momenti, ha trovato esattamente "il proprio animale" ad annunciare l'evento sfortunato. E ognuno di loro pensa che l'animale dell'altro invece NON porti sfortuna. Ma, se fosse l'animale in sè ad essere foriero di disgrazia, bè, allora sarebbe solo uno dei due quello che annunacia la disgrazia. O tutti e due.

In realtà hanno ovviamente ragione i mistici. La mente ha il potere di creare la realtà, di interpretare gli eventi, di distorcere i  fatti, a seconda delle convinzioni del suo "proprietario". Non solo. L'essere umano è energia. La fisica quantistica sta dimostrando che la realtà comunemente intesa non esiste. O meglio, esiste solo un immenso e complessissimo ologramma che gli esseri umani concordano nel definire "reale". In questo ologramma ognuno di noi è parte attiva del tutto. Questo significa che, come l'essere umano è influenzato dall'esterno, così anche l'esterno è influenzato dall'interno di ciascuno di noi. Siamo parte di un enorme calderone di energia, noi stessi SIAMO energia, che ha assunto temporaneamente la forma di un essere umano.

In questa logica, OGNI COSA CHE CI ACCADE, ACCADE PROPRIO PER NOI. Il segno che per me ha un significato profondo, per un altro potrebbe risultare del tutto insignificante, ma, in un dato momento, una foglia autunnale che cade dal ramo può diventare una risposta.

Mi sono successi moltissimi episodi di questo tipo: una sera ero a casa da sola e avevo una domanda in testa che mi tormentava da ore. Accesi la televisione e apparve sullo schermo un uomo che stava dicendo qualcosa a qualcuno. Bè, la prima frase che sentii era ESATTAMENTE la risposta che stavo aspettando!!

Non crediate che sia una cosa riservata a pochi eletti. L'universo parla a CIASCUNO DI VOI! Il "trucco" consiste solo nell'esercitare l'attenzione ai segni e a pensare in maniera creativa piuttosto che logica. Ci hanno insegnato che la logica (quindi l'attività svolta dall'emisfero sinistro del cervello) è il modo "giusto" di interpretare gli accadimenti esterni. Il fatto è che semplicemente NON ESISTONO accadimenti esterni. Esiste un mondo, complesso e infinito, dentro ciascuno di noi. Ne consegue che ognuno deve trovare in sè i propri codici, che gli permettano di decifrare i segni che accadono solo per lui, e per nessun altro.

 

PUNTO 2: L'UNIVERSO NON TRAMA CONTRO DI TE!

Un'altra cosa che riguarda la superstizione e la alimenta è la disistima di sè. Se io credo di valere poco o niente, di non avere alcun tipo di potere sugli eventi esterni, sarò perennemente spaventato. Magari non me ne accorgo neppure, sono anche convinto di essere un tipo sicuro di me. Ma, in fondo al cuore, non credo di poter gestire gli eventi della mia vita, sento che mi sfugge di mano, che non ho sicurezze. La mia mente tenta di DOMINARE gli eventi, di CONTROLLARLI, per sentirsi sicura: ovviamente, come tutti sappiamo benissimo analizzando qualsiasi tratto della nostra vita, non ci riuscirà mai. La mente non è in grado di creare nulla se non l'interpretazione dell'evento. La superstizione è figlia di questa paura. Proietto la mia insicurezza su un oggetto, che diventerà il responsabile della mia assenza di controllo. Sarà colpa della scala, del gatto, del sale rovesciato. Il problema è che questo tipo di attitudine non permette di imparare nulla. E' un meccanismo sterile che la mente mette in atto per non essere costretta a farsi delle domande. In particolare due domande: perché questo è accaduto proprio a me? Cosa devo imparare da questo evento?

Molto più facile, ma infinitamente inutile, addossare la responsabilità della questione a qualcosa di esterno, contro ogni logica.

La scienza liquida la superstizione come una attitudine da trogloditi. Però non fa il passo seguente. Non è la ragione, infatti, che può "leggere" in modo soddisfacente questo mondo.

E' il cuore.

Nel cuore risiede la nostra capacità di interpretare i segni. Che non significa averne paura, o che ci siano segni uguali per tutti. Significa trovare in sè la chiave che permette di ricevere messaggi dall'Infinito, dallo Spirito, o come preferite chiamarlo.

E' un pensiero magico, quello dello sciamano, che gli permette di ricevere informazioni da tutto ciò che vive, quindi da ogni manifestazione di questo piano di esistenza (e di altri piani). E' la consapevolezza di sè e dei propri mecccanismi profondi, l'unione mistica con tutto ciò che è, a dare all'uomo la sicurezza: l'universo NON STA tramando contro di te! TU SEI l'universo!! Sei tu che decidi cosa accade nel tuo universo. Nessun gatto, nessuna scala, nessuna sfiga.

Quando questa coscienza si fa strada dentro di te, nulla ti potrà più fare paura, perché in te nascerà la consapevolezza che ogni cosa che accade iintorno a te è una danza meravigliosa. GODITELA! Danza, ridi, gioca, immagina, viaggia dentro e fuori di te!

In questo tipo di uomo nuovo, la superstizione non trova più posto, semplicemente si dissolve. Non farai nulla per cacciarla, se ne andrà da sè.

 

PUNTO 3: LA FORTUNA E' CIECA MA LA SFIGA CI VEDE BENISSIMO

Un'altro aspetto della superstizione è che l'essere umano ricorda molto più facilmente gli aspetti negativi che quelli positivi della propria esistenza. Pensa quasi sempre che sia molto più facile che gli accada una disgrazia piuttosto che un grande colpo di fortuna.

Il risultato di emettere tali pensieri è che l'uomo vive ampiamente al di sotto delle proprie potenzialità. Si attesta sul minimo dello sforzo, perché se si muovesse troppo rischierebbe di essere "percepito dalla sfiga". La immagina come un cecchino, pronto a colpirlo quando meno se lo aspetta da un punto insondabile dello spazio circostante. Per questo non si muove. Si comporta come gli animali selvatici braccati. Sta immobile, sperando di non essere visto. Sperando che la sfiga prosegua la sua strada e colpisca qualcun altro. La conseguenza è che fa molto meno di quanto non farebbe se smettesse di avere paura. Non cambia lavoro, non lascia un compagno che non ama più, si accontenta invece di scommettere su se stesso e sulle proprie potenzialità. E se andasse male, cosa farei? 

E se andasse bene, invece?!

Per concludere, la superstizione si accompagna sempre alla paura. Paura che ci sia sfuggito qualcosa, non sappiamo cosa; che l'universo sia crudele; che qualcosa di minaccioso si nasconda dietro la siepe; che siamo piccoli e insignificanti di fronte al caos dell'universo.

  • Tu di cosa hai paura? 
  • Da cosa ti lasci limitare?
  • Cosa credi che ti porti "sfiga"?
  • Che cambiamenti vorresti fare ma non fai, perché "potrebbe andare male"?
  • Analizzando gli eventi della tua vita, trovi un momento in cui sei convinto che qualcosa o qualcuno ti abbia portato sfortuna?

Sei disposto a chiederti cosa dovevi imparare da quell'evento? A riconoscerlo come un regalo invece che come una sfortuna?
Spero che questa mia chiacchierata ti abbia aiutato a riconsiderare alcune tue convinzioni, o quantomeno ti faccia riflettere.
Ti auguro tutto il bene possibile, e che tu possa essere felice e libero da ogni convinzione limitante.

L'Universo collabora con te, lasciati guidare!

Silvia Raffaella Formia

Vota:
Gli stati di coscienza
Bibhu Dev Misra: La fine del Kali Yuga nel 2025

Commenti

 
Ancora nessun commento

Accedi