La mappa e il territorio

Oggi riflettevo su come la nostra abitudine a fare paragoni possa crearci grossi problemi.

Quante volte mi è capitato, prima di prendere una decisione, di chiedermi cosa penserebbero i miei genitori, o che un amico ha preso una decisione che vorrei prendere anch'io e poi si è pentito, o che rispetto ad altri sono fortunata e quindi è meglio che mi accontenti di quello che ho, senza andarmi a cercare delle rogne (?).

Il paragone ha sempre a che vedere con l'ego. Solo se mi identifico in un individuo separato dagli altri posso fare dei confronti. Un paragone  può essere fatto solo fra più possibilità, fra oggetti o varianti diverse.

Sul piano dello Spirito tutto ciò non ha senso di esistere. Lo Spirito è Uno, non può essere confrontato a nulla per il semplice fatto che non esiste nulla a cui paragonarlo: tutto contiene.

Piano piano sto imparando ad accorgermi quando scatta l'automatismo dell'ego che mi impedisce di prendere le decisioni secondo un metro esclusivamente personale. Come posso essere felice se il criterio con cui prendo le decisioni è quello di pensare cosa farebbe qualcun altro al posto mio?!!! Non è forse follia, questa?

Eppure è il criterio che viene usato con maggiore frequenza, quello proprio della mente razionale. Altrimenti non si spega come potrebbe esistere una materia come la statistica. Pura illusione (non so se avete presente la poesia di Trilussa, se non ce l'avete presente leggetevela che ne vale la pena: http://utenti.quipo.it/base5/poetico/trilussa.htm ) ma che ha un peso determinante nel nostro modo di vedere il mondo.

Cosa posso sapere veramente oltre alla mia esperienza diretta? Tutto il resto è solo chiacchiera, fuffa, sentito dire, ipotesi, in definitiva NULLA. Se ci mettessimo a scartare tutto ciò che sappiamo per sentito dire, letto, visto al telegiornale, rimarebbe solo la pura esperienza personale, quindi la nostra parte più autentica.

Dobbiamo imparare di nuovo a SENTIRE, come unico metro di giudizio per decidere, invece che calcolare prendendo a prestito l'esperienza degli altri. Perché non sarà mai adatta a noi. ma solo falsa conoscenza presa in prestito.

Un conto è la mappa, un conto è il territorio.

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