Politica e spiritualità

L'alternativa deve essere, in partenza, un'utopia in senso letterale: essa non ha tòpos, posto, perché il luogo non è né quello del sistema, né uno fuori del sistema. La ricerca dell'alternativa dev'essere prima di tutto, un percorso dello spirito, perché solo lo spirito può oltrepassare una situazione di fatto; esso è l'organo della trascendenza, si potrebbe dire.

Raimon Panikkar Il "daimôn" della politica: agonia e speranza, EDB 1994, p.87.

 

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Solo lo spirito può oltrepassare una situazione di fatto

Panikkar parla dell'alternativa nella e della politica. Secondo lui la soluzione per la situazione attuale (che forse è perenne) non si trova né dentro il sistema attuale politico, né fuori di esso, ma oltre. Questo "oltre" nasce quando si è assunto dentro di sé tutta la disperazione (dentro) e tutte le speranze (fuori) e si è imparato che non funzionano né l'una né le altre. In questo momento bisogna cercare qualcosa che oltrepassa tutto, c'è bisogno dell'ispirazione e dell'aspirazione la cui origine è proprio lo spirito. Di nuovo, bisognerebbe dire ai politici o a quelli che cercano una nuova modalità di vita, che la soluzione è mistica. Di fatti le persone che veramente hanno fatto qualche differenza all'interno della storia e della politica erano i mistici (nel senso panikkariano): Buddha, Gesù, Maometto erano in un modo o nell'altro dei mistici e a loro l'umanità deve qualche cambiamento radicale e un miglioramento duraturo. Nel lavoro spirituale stranamente si inizia dall'utopia, dal posto che si trova da nessuna parte perché è spirituale, ma che poi, se l'esperienza mistica è autentica, prende corpo, si incarna, si fa politica.

Maciej Bielawski

Fonte: http://panikkarsutra.blogspot.it/2013/03/politica-e-spiritualita.html

 

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