L'insostenibile tristezza del Nazareno

Dico, ci avete mai fatto caso? Tutti quei ritratti, affreschi, dipinti religiosi, popolati da putti, madonne, santi, guerrieri della fede. Cosa hanno in comune tutti quanti? Cos'hanno in comune con la figura più rilevante della cristianità, quel Gesù uomo che incarnò la più alta istanza spirituale sulla Terra, il Cristo?

NESSUNO DI LORO RIDE. MAI!!!
Caspita, neanche uno!
Non è felice la Madonna: al massimo sfoggia un mezzo sorrisetto apatico guardando il figlioletto di traverso (quando non piange lacrime di sangue, ma questa è un'altra storia). Non ridono i putti, polletti grassottelli che stanno in aria per miracolo. Non si divertono neanche i Santi, poverelli, inguaiati in terribili penitenze e punizioni corporali, provati dalla folgorante vicinanza al divino, in una fiera dell'autoflagellazione per non essere perfetti bensì macchiati dall'atavica colpa. Per non parlare dei guerrieri, angelici o umani, sempre in lotta; tesi, truci, armati.
Quelli che sembrano stare meglio di tutti sono ritratti in espressioni seriose, oppure, massimo del gaudio, con gli angoli della bocca leggerissimamente arcuati verso l'alto, anche se gli occhi in genere smentiscono l'annacquata serenità che comunica la bocca.
Paiono i personaggi della letteratura russa, nei quali in media alla fine della storia quello che sta meglio ha perso una gamba.

Ma sicuramente quello che sta peggio è anche il più illustre rappresentante del carrozzone iconografico: Gesù.
Povero Gesù. Voi riuscite a immaginarlo allegro? Che so, ad una fiera di formaggi tipici palestinesi, mentre fa due chiacchiere con gli amici; oppure ad una festa di famiglia (non a Natale, quello è arrivato dopo di lui...) con Maria, Giuseppe, fratelli e sorelle (già, lui è il Primogenito, mica l'Unigenito), magari un filarino (vorrete mica dirmi che predicava tutto il giorno e non ha mai avuto una fidanzatina?? Mi pare poco probabile...), gli amici, i Re Magi...
Io faccio fatica a vedermelo contento, non so voi. Forse sarà perché tutte le volte che entri in chiesa lo trovi appeso là in fondo per le mani (tra l'altro: i chiodi non potevano essere conficcati nelle mani, il peso del corpo le avrebbe strappate: venivano messi ai polsi, che reggono un peso molto più consistente. Ma allora perché le stigmate vengono sulle palme delle mani e non ai polsi??? Anche questa è un'altra storia...), con il capo chino e la faccia sofferente, in perenne supplizio, torturato da centinaia di anni davanti agli occhi dei "fedeli". E' un pò come se foste uccisi in una terribile sparatoria e i vostri famigliari, invece di scegliere per ricordarvi una vostra foto al mare mentre fate il bagno e sorridete, tappezzassero casa della vostra foto in una pozza di sangue. Il paragone vii sembra forte? A me no, in realtà è molto peggio.

Quello a cui il cattolico è sottoposto continuamente è uno spettacolo di sofferenza, tortura, rinuncia, dolore, autopunizione, senso di colpa infinito. Certo, a qualcuno deve aver fatto comodo prendere l'immagine più tragica della vita del più grande iniziato e rivoluzionario della storia recente e spararla in tutti i luoghi di culto, come se fosse l'episodio più importante, l'unico che valga la pena di essere universalmente ricordato. Perché, dite voi? Cui prodest (a chi giova, per chi non mastica il latino)? Vediamo...quello che Gesù ha detto è stato capito da pochissimi, non solo alla sua epoca ma anche in tutte quelle che sono seguite, altrimenti non saremmo messi così. Non entro nei dettagli, magari in un prossimo articolo. Essendo stato equivocato in tutti i modi possibili, da alcuni in totale buona fede e da altri per convenienza, quello che più ha colpito l'uomo comune è stato il suo "sacrificio". Fisico, ovviamente, perché lo Spirito non l'ha riconosciuto praticamente nessuno, a parte gli iniziati a lui più vicini. Gesù è diventato l'icona della sofferenza e del sacrificio supremo. Ha detto cose meravigliose che, se comprese e applicate, cambierebbero il mondo completamente. Ma la storia ha preferito rappresentarlo vinto, battuto, torturato, umiliato. Questa è una enorme mistificazione ai danni dello Spirito e un insulto alla grandezza di un individuo straordinario che ha incarnato la divinità nella sua purezza più trasparente. Il Cuore puro del Cristo dovrebbe brillare come un faro nelle chiese di tutto il mondo: non essere ridotto ad un pezzo di carne inerte e seviziata che penzola da una croce.

Questo ha terribili implicazioni per la sana crescita spirituale dell'individuo. Per dirne una: se quell'uomo diventa un esempio, possiamo noi, piccoli uomini peccatori, divertirci e goderci la vita davanti a questo che langue crocifisso? Forse ci sentiremmo un pò in colpa. Appunto. E' come mangiare a quattro palmenti davanti a un bambino del Biafra. Sappiamo bene che chi si sente in colpa ed è infelice ha bisogno di conforto, sostegno, prediche, confessioni. Ecco allora l'esercito dei salvatori, tutta la schiera di preti, vescovi, papi, arrivati solo per tirarvi fuori dalla colpa. Se voi foste felici, realizzati, e aveste capito veramente il messaggio iniziatico del Cristo, la Chiesa cosa ci starebbe a fare? Chiuderebbero bottega e avremmo un sacco di disoccupati in più a spasso per le strade (ciò non toglie che vi siano molti preti straordinari che aiutano le persone e portano conforto e sostegno, applicando quel precetto d'amore che dovrebbe essere alla base di ogni dottrina spirituale autentica).

Io amo pensare ad un Gesù felice, pieno di amore per se stesso e per il mondo degli uomini, stolti e ciechi da non capire quasi nulla del suo messaggio, eppure tanto amati da meritare un sacrificio doloroso ma utile, se ancora adesso ricordiamo la sua figura, di cui si potrebbe discutere all'infinito. Vi sono episodi della vita di Gesù che solo un iniziato può comprendere, e non posso nè voglio spiegarli in questa sede. Quello però a cui tengo è portare la vostra attenzione al fatto che una religione che adora un uomo assassinato e dipinge i suoi personaggi in modo tanto cupo e tragico, non può portare l'uomo alla Luce dello Spirito.
E questo perché lo Spirito è Gloria, Amore Incondizionato, Celebrazione, Gioia, Condivisione, Risata.
Vorrei entrare un giorno in un Tempio meraviglioso, pieno di ritratti di figure ridenti, solari, rilassate, che amano la vita e si amano tra loro, rispettano se stesse e con la propria Luce illuminano il sentiero dei propri simili. Figure che non si vergognano del proprio corpo e vivono nella celebrazione di ogni forma di vita e della libertà di scelta di ciascuno.

Certo, il discorso vale se proprio vogliamo rappresentare tutto questo con una Forma. Perché il passo successivo è trascendere la forma. Ma è un altro discorso.

Luce e Pace a tutti gli Uomini di Buona Volontà.

Silvia Raffaella Formia

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