Mosé, profeta o leader strategico ?

Ho tra le mani il libro di C. L . Reynhold, I misteri ebraici - ovvero la più antica massoneria religiosa.

Reinhold fa risalire il monoteismo biblico (e il simbolismo che da esso deriva) alla religione misterica egizia.
La tesi di fondo è che Mosé, in seguito alla formazione ricevuta nelle scuole misteriche dell'antico egitto, avesse deciso di servirsi del popolo ebraico per fondare quella che nei secoli è diventata una delle principali religioni monoteiste al mondo... Mosé avrebbe annunciato al suo popolo una nuova religione che non gli era stata rivelata direttamente da Dio sul Sinai - come racconta la Bibbia-, ma che avrebbe appreso durante il soggiorno in Egitto, in seguito alla sua iniziazione al culto faraonico .

Egli dapprima dovette fare i conti con i pregiudizi della sua gente, e non potendo fare leva sulle facoltà razionali-intellettive e soprattutto sulle loro conoscenze "esoteriche" , si rivolse ai loro sensi e fece affidamento sullo strumento "exoterico" più efficace : la "fede cieca", cioè l'ubbidienza al senso devozionale verso un'"autorità spirituale" superna che - attraverso imprese e miracoli di ogni sorta - facesse breccia nel sistema di credenze di un popolo errante, alla continua ricerca di divinità da idolatrare.
In pratica era stata attuata una vera e propria campagna di marketing , i cui elementi possono essere riconosciuti negli odierni format mass mediatici:
- individuazione di un target ristretto;
- sovrastimolazione-sensibilizzazione emozionale (suscitare stupore/incredulità/"fede irrazionale";
- sostituzione di vecchie abitudini (idolatria) con input (nello specifico nuovi riti, divieti, precetti, cerimonie, simboli exoterici) )
- consolidamento del nuovo modello di riferimento

Per fare ciò , cioè per esortare il suo popolo a seguirlo verso l'emancipazione politica, dovette innanzitutto porre al centro della sua dottrina una divinità nazionale "antropomorfa" [questo era l'unico modo per tradurre in immagine quei particolari insegnamenti filosofico-morali].
In seguito introdusse una serie di leggi rituali e precetti - che non erano altro che forme cerimoniali dei "misteri minori" egiziani - a cui vennero date delle solide basi istituzionali.

In sostanza Mosé , al fine di "iniziare" un intero popolo a tale verità, avrebbe adattato quegli insegnamenti alla capacità di comprensione del suo popolo e alla situazione storica; per cui non fa altro che tradurre i misteri egizi in concetti ebraici (es. "la rivelazione di Dio") , per farsene mediatore presso il proprio popolo.

( In realtà non sono neanche a metà libro, comunque questo è quello che emerge dalle prime pagine... )

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