Meditazione Liv. I - Asana e Pranayama con Aum/Om

Fa ciò che vuoi sarà tutta la Legge!

Nella corrente di Thelema la meditazione attraverso lo Yoga è una pratica importante e fondamentale per la vita stessa del "corpo" e dello "spirito" del mago. Imparare a meditare significa, per prima cosa, imparare a respirare. E saper respirare significa creare il verbo, humus inevitabile affinché ogni nostra volontà possa compiersi.

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Di seguito riflessioni e linee guida su alcuni processi iniziali della Meditazione:

Asana e Pranayama

Amore è Legge, amore sotto il dominio della volontà!
Frater Yeliyel

La meditazione prevede una serie di processi e di evoluzioni. Anche per la meditazione ci sono livelli graduali da apprendere e testare: ASANA - PRANAYAMA - YAMA - NIYAMA - PRATYAHRA - DHARANA - DHYANA - SAMADHI. Termini che ci parlano di tecnica meditativa. Alcuni di questi termini non sono propriamente "tecnici" ma condizioni e situazioni da concretizzare. In questo accenno, però vorrei parlarvi solo di ASANA e PRANAYAMA.

La meditazione è fondamentale per ogni individuo. Credo che tendenzialmente ogni essere vivente tende ad una meditazione naturale, probabilmente nella fase di "sonno" il corpo, e la mente, entra in uno stato di meditazione indotta, appunto, dal sonno, e indispensabile al corpo e all'anima. Meditare con coscienza e volontà è tutt'altra cosa, è un esercizio della mente e del corpo. Tante sono le tecniche e i metodi. La procedura viene raccolta in modo chiaro e sintetico in Magick di Crowley con una serie di considerazioni sul processo magico-meditativo. Lo scopo della meditazione è annullare i pensieri superflui, concentrarsi su qualcosa di preciso, annullando il resto; in pochi arrivano all'annullamento totale, alcuni Yogi (praticanti Yoga) arrivano addirittura ad annullare i battiti cardiaci, entrando in uno stato di "morte apparente" dove il pensiero creativo annullato esalta, probabilmente, l'essenza stessa dell'Essere. Nella meditazione bisogna controllare principalmente il respiro, il che porterà automaticamente anche al cambiamento del nostro ritmo cardiaco, con conseguenze diverse sul nostro benessere.

Elenco di seguito la litania della meditazione, un punto dunque di partenza per approfondire, poi, in testi specifici e, soprattutto, attraverso la pratica:

1) Primo Processo ASANA: ovvero trovare la posizione più congeniale. Ognuno ha la sua, non esiste una indicazione precisa. Lo Yoga mette a disposizione dell'adepto una miriade di posizioni possibili, ma alla fine quella più congeniale al nostro corpo deve essere scoperta e mai cambiata. Una volta che abbiamo compreso la posizione che vogliamo prendere, il nostro ASANA, non dovrà essere cambiata. Una possibile posizione: schiena eretta, testa parallela alla posizione della nostra schiena (ben dritta), semmai appoggiati su una comoda poltrona, gambe, polpacci, piedi, uniti, mani aperte appoggiate sulle gambe (posizione chiamata "IL DIO")

2) PRANAYAMA: ovvero il controllo della respirazione. In tal senso possono risultare d'aiuto i mantra (frasi, parole, ripetute in continuazione) che aiutano a dare un ritmo alla respirazione e aiutano ad entrare nel processo meditativo di "annullamento dei pensieri superflui". Ma il mantra il sé non è detto che sia essenziale... anche senza mantra possiamo respirare con una ritmica precisa. Probabilmente però ad un livello iniziale e con poca esperienza il mantra è di notevole aiuto. Sul testo MAGICK ne vengono proposti alcuni, ma ne esistono veramente tanti. C'è quello che uso io comunemente, e che recito spesso anche in condizioni normali (camminando, passeggiando, mentre aspetto la metro, e via dicendo) è il AUM MANI PADME HUM. Ma anche AUM TAT SAT AUM: molto semplice e intuitivo! A mio avviso anche solo AUM (sarebbe l'OM) è una buona parola mantrica da recitare lentamente. Il suo suono viene prodotto naturalmente respirando dal fondo della gola, a bocca aperta, e chiudendo poi la bocca lentamente. in AUM abbiamo tre gradazioni di suoni che racchiudono Il Tutto ovvero Principio Creativo, Conservativo, Distruttivo. Un buon suono, una buona vibrazione, che andrà a simboleggiare anche l'equilibrio della natura, quindi un mantra anche di protezione. La respirazione che otteniamo è detta PRANAYAMA e produce dei sollievi mentali e organici, risolve l'ansia, calma l'irrequietezza, allontana lo stress e le preoccupazioni della routine, e ci fa tornare ad essere un tutt'uno cosciente e consapevole con l'Universo.

Con ASANA abbiamo compreso la necessità di trovare una posizione comoda per meditare. Con PRANAYAMA abbiamo compreso la necessita della respirazione che permette alla mente - e al corpo - di avvicinarsi ad uno stato di meditazione. Scrivo "avvicinarsi" perché oltre il PRANAYAMA esistono altre situazioni da adottare che potrebbero portarci a livelli molto più profondi di quelli che possiamo raggiungere solo con la respirazione.

Bisogna aggiungere alcune cose: meditare non è così facile e piacevole! Molti avranno provato alcune posizioni YOGA e si saranno accorti che alcune di queste posizioni, dopo nemmeno 5 minuti, producono malesseri al corpo (formicolii alle gambe, pesantezza della schiena, rigidità muscolare); insomma molti potrebbero scoprire che durante la meditazione o lo YOGA la posizione e le tecniche usate fanno distrarre la mente per i vari malesseri che si avvertono proprio durante il processo meditativo. La sfida è proprio questa: andare oltre questo malessere, neutralizzarlo col pensiero, attraverso il non-pensiero del malessere. Durante la meditazione inizia a formicolare il piede? Lasciate che sia, ignorate il piede e il formicolio e continuate la meditazione.

Il Livello I di meditazione, a mio avviso, prevede dunque la necessità giornaliera di isolarsi col pensiero assumendo una corretta e personale ASANA (posizione) tenendo presente la necessita di avere quanto meno la schiena dritta; e assumere una corretta PRANAYAMA; ossia una corretta respirazione. 10 minuti al giorno, come inizio, aiutano ad abituare il corpo e la mente a questa tecnica innovativa per i tempi moderni! Può essere praticata anche al lavoro, o durante un viaggio in treno! Nel LINK DI SEGUITO il mantra AUM che potete ascoltare e interiorizzare, per poi riprodurre voi seguendo le indicazioni sopra. Sappiate che anche solo ascoltare i mantra produce un effetto considerevole sulla nostra mente. Provate anche a chiudere gli occhi durante l'ascolto e a concentrarvi solo sul suono.

A chi serve la meditazione? A tutti gli uomini e a tutte le donne: permette di entrare in contatto con noi stessi, di acquisire consapevolezza del nostro corpo e, specialmente, della nostra mente, aumenta la fermezza, la determinazione e l'equilibrio, e entriamo in sintonia con la Natura e l'Universo (tutto intorno è musica, è vibrazione, se noi vibriamo con la meditazione, grazie al mantra e alla respirazione ritmica, diveniamo un tutt'uno con la creazione)

A cosa serve al Mago? Il Mago è colui che intraprendere un cammino di conoscenza e iniziazione, ed è colui che attraverso tale conoscenza attua cambiamenti del suo microcosmo e macrocosmo, in sintonia e in conformità con la propria Vera Volontà. TUtti siamo potenzialmente maghi, ma non tutti vogliono attuare cambiamenti del proprio micro/macrocosmo, il che ne consegue che non tutti sono destinati ad essere Maghi. Molti si adattano alla vita e la subiscono, come un destino inappellabile. Il Mago modifica il suo cammino, rispettando però la natura della propria volontà. Per il Mago, dunque, la meditazione è importante perché l'annullamento dei pensieri deve essere una tecnica fondamentale e basilare, nonché principale di tutte le sue operazioni magiche.

OM è diverso da AUM? No. AUM è lo stesso suono che viene dal famoso OM! E' il mantra più sacro e più profondo che esista, usato dagli induisti ma conosciuto da tutti. L'OM per me è il "profumo" che ha Dio. Se dovessi incontrare Dio, prima di "vederlo" percepirei il suo odore, ossia la vibrazione OM.

Come si conclude una meditazione? Come quando ci si sveglia, stirando i muscoli, guardandosi intorno, e capire quello che è stato vissuto, annotare poi sensazione, tempi, considerazioni. Può accadere che durante la meditazione, specie se a livelli molto avanzati, si entri in uno stato cosi profondo che al risveglio (automatico, perché il corpo è cosciente di ciò che state facendo) potreste ritenere che la meditazione sia andata male perché, appunto, vi siete addormentati, ma probabilmente se questo vi è accaduto vuol dire che siete riusciti ad entrare in uno stato di annullamento veramente degno.

MEDITAZIONE LIV.II - YAMA E NIYAMA

http://thelemaitalia.tumblr.com/post/25156188075/meditazione-liv-ii-yama-e-niyama

 

 

 

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