La Ginnastica dei Tibetani

(da una conferenza di Victor Gomez)

Mi risulta che in India, molto tempo fa, viveva un colonnello inglese ritirato dal servizio militare attivo. Era un uomo di circa settant'anni, amico di un giovane. Aveva sentito parlare di un monastero nel Tibet, da dove molta gente ritornava ringiovanita; arrivavano vecchi ed andavano via giovani. Bene, vi racconterò di ciò in modo più preciso in seguito, ora voglio solo spiegarvi il contenuto di questi esercizi che rendono possibile il ritorno alla giovinezza, gli stessi che cercava quel colonnello inglese.

La prima cosa che dobbiamo fare è star bene in salute, perché un corpo sano serve a tutto ed è pronto in ogni momento a compiere il lavoro materiale e spirituale; perciò il primo dovere è quello di curare il corpo ed il secondo è quello di mantenerlo allenato e in buone condizioni. Cosa farsene, infatti, di un corpo infermo? Chi sta in cammino non deve essere decrepito né ammalato, questo è chiaro.

I giovani non apprezzano il valore della giovinezza perché sono giovani, però i vecchi, questi sì, apprezzano la ricchezza della gioventù. Con questi pochi esercizi che praticheremo, un vecchio può ringiovanire senza difficoltà. E' chiaro che con questi esercizi se uno è già giovane può mantenersi giovane e se è vecchio può ritornare giovane. Con queste pratiche qualunque persona può curare le sue malattie; qui vedremo la pratica del Mayurasana, la posizione delle ginocchia, la posizione "a tavola", come si vede in certe rovine sacre, ecc. . E' questa una sintesi di esercizi esoterici che trovano la loro documentazione in India, in Persia, in Pakistan, in Turkestan, in Messico, nello Yucatàn, ecc. .

Ho visto alcune pubblicazioni su questo argomento. Ne ho vista anche una mandatami recentemente dalla Costa Rica, che conteneva questi stessi esercizi. Essi, infatti, non sono patrimonio esclusivo di nessuno, vengono praticati in diversi monasteri sparsi sull'Himalaya e anche in altri luoghi, ma soprattutto in uno che si chiama "sorgente della giovinezza". E' chiaro però che non c'è paragone tra il praticare gli esercizi là e leggere le pubblicazioni qui, anche perché esse non insegnano gli esercizi con il giusto equilibrio. Perciò adesso cercherò di insegnarveli nel modo giusto.

Ho incontrato alcune persone che furono ospitate in quel monastero, che io conosco molto bene; conosco molto bene anche altre scuole del genere che si trovano in Indostan.

Devo dire che non è fuori luogo prendersi il disturbo di fare un piccolo viaggio in Turchestan, in Persia, in Pakistan ecc. per andare alla ricerca dei dervisci danzanti, dei Torbellini ecc.. Bisogna riflettere un po' sul simbolismo della posizione inginocchiata e sul perché da bambino uno assume spontaneamente certe posizioni. In ogni caso, la pubblicazione della Costa Rica riferiva in modo abbastanza esauriente il caso del colonnello inglese di cui parlavo prima e che adesso intendo raccontarvi, affinché possiate formarvi un'idea abbastanza precisa e completa dei benefici che si possono ricevere con questi esercizi.

In quella rivista, dunque, si raccontava il caso di un colonnello inglese che partì per l'India all'età di settant'anni. Egli sapeva che nel Tibet esisteva un monastero in cui la gente entrava vecchia e ritornava giovane e invitò un amico ad andare assieme a lui. Ma l'amico era giovane ed è chiaro che, essendo lo scopo del viaggio quello di ringiovanire, egli rifiutò. Il giorno in cui il povero vecchio partì, il suo giovane amico, come si può immaginare, lo prendeva in giro: un povero vecchietto di settant'anni, con il suo bastone, la sua testa calva, i peli tutti bianchi che partiva per l'Himalaya in cerca della gioventù. Il suo giovane amico tra sé e sé pensava: "E' proprio curioso questo povero vecchietto, ha già vissuto la sua vita e cerca di tornare a viverla un'altra volta". Lo vide partire ed in cuor suo non poteva trattenersi dal sorridere.

Il fatto curioso fu che, passati più o meno quattro mesi, il giovane amico ricevette un biglietto del vecchio colonnello; questi lo informava che aveva trovato la strada per quel famoso monastero che si chiamava "fonte della giovinezza". Il giovane sorrise ancora una volta e tutto finì lì.

Quattro anni dopo, però, successe qualcosa che non lo fece certamente ridere. Alla sua porta di casa qualcuno bussò ed egli andò ad aprire: "Prego, cosa desidera?" Il nuovo arrivato, che sembrava un uomo di 35 o 40 anni, disse: "Sono il colonnello tal dei tali". "Ah!" - disse il giovane – "ho capito, voi siete il figlio di quel colonnello che era partito per l'Himalaya!" . "No" - gli rispose – "sono proprio io, il colonnello in persona". "Ma... come può essere, io conosco bene il colonnello, è un mio amico ed è vecchio; voi... non siete vecchio!". "Le ripeto, sono proprio il suo amico colonnello e le scrissi una lettera quattro mesi dopo la mia partenza per informarla che avevo trovato la strada per il monastero" - e gli mostrò tutta la documentazione. Il giovane si meravigliò alquanto.

La cosa curiosa fu che il colonnello, dopo essere giunto al monastero dell'Himalaya detto "la fonte della giovinezza", vide che era piena di giovani, con i quali fece anche amicizia. Tutti, anzi, erano giovani tranne lui, che era l'unico vecchio, e potevano avere al massimo 30, 35 o 40 anni. Dopo che divenne loro amico, però, scoprì che tutti avevano più di cent'anni di età, cioè che tutti erano molto più vecchi di lui, anche se non lo dimostravano. Chiaramente, il colonnello si stupì, si sottomise alla disciplina esoterica del monastero e ottenne di riavere la giovinezza.

Bene, tutto ciò che vi ho detto l'ho visto scritto nella pubblicazione che mi spedirono. Però io conosco personalmente quel monastero, ci sono stato, è un edificio abbastanza grande, con immensi porticati; in uno lavorano gli uomini e in un altro le donne. Non ci sono soltanto iniziate tibetane, ma anche inglesi, francesi, tedesche e di molti altri paesi europei. Riguardo alla posizione cosiddetta "a tavola", essa è tipica dello Yucatàn; per la posizione che alcuni chiamano "della lucertola", che è un esercizio basato sul tenere il ventre abbassato, lo si trova documentato in Indostan, nel Kundalini-Yoga, e si chiama semplicemente Mayurasana. La posizione delle gambe verso l'alto ha una vasta documentazione, è conosciuta da sempre come Vipartita Karanhy Mudra e la incontriamo in molti testi sacri; ed esiste il famoso Varjoli Mudra, che serve per la trasmutazione sessuale. Sarei molto contento se tutti voi poteste apprendere i riti che mi appresto ad insegnarvi, perché certamente sono riti, non si tratta soltanto di cultura fisica.

I lama che lavorano nel monastero intitolato "La fonte della giovinezza" praticano questi riti servendosi del tappetino di preghiera, un piccolo tappeto su cui fanno gli esercizi: si sdraiano, si inginocchiano, si siedono ecc.. A ciascuna posizione, o ashana, corrisponde la meditazione, la preghiera ecc.. Cioè, ciascun cambiamento di posizione significa una intensificazione di un certo particolare aspetto mistico, secondo ciò che si deve fare. La Divina Madre Kundalini è l'obiettivo centrale di tutti gli ashana; quando uno sta facendo questa pratica, deve stare in perfetta concentrazione, in preghiera, deve pregare e supplicare la Madre Divina per le sue necessità più urgenti. Per mezzo Suo, uno può chiedere al Logos, Lei intercede davanti al Logos, chiede assieme a lui, supplica insieme a lui. Lei ha gran potere.

Bisogna supplicare Lei, la Madre Divina, affinché interceda davanti al Terzo Logos per la guarigione del corpo, per il risveglio della Coscienza, per il risveglio di questo o quel Chakra ecc.. Ogni posizione è diversa e significa intensificazione della preghiera, della supplica, della richiesta; in questa pratica di meditazione, concentrazione e supplica, uno può ben chiedere alla Divina Madre Kundalini che invochi in sua vece il Divino Terzo Logos, il Sacro Spirito Santo. Bisogna pregare e supplicare intensamente la Madre Divina affinché Lei supplichi e preghi lo Spirito Santo che ci curi, ci liberi da qualsiasi infermità e dolore che ci affligge. Subito Lei si concentrerà nel Logos e lo chiamerà perché venga a sanare l'organo ammalato o impedito. In questi momenti, uno deve identificarsi con il Logos, con lo Spirito Santo e, con voce imperiosa, rivolgere all'organo ammalato queste parole in tono di ordine: "SANA, SANA, SANA, LAVORA, LAVORA , LAVORA"; bisogna parlare all'organo con fede sincera, con energia, con coraggio. Esso deve risanare per forza.

Bisogna concentrarsi decisamente in ciascuna cellula, in ciascun atomo, in ciascuna molecola, in ciascun elettrone dell'organo ammalato, ordinandogli che lavori, che guarisca, che si curi, e bisogna anche essere profondamente concentrati nel Logos, pienamente identificati con lo Spirito Santo che in quel momento sta eseguendo la cura, sanando l'organo ammalato; così, in questo modo, l'organo tenderà a curarsi e a guarire.

Così, è consigliabile che ciascuno in questo modo impari a curarsi da solo; attraverso la forza della Spirito Santo uno può arrivare a curarsi da solo, a evitare qualunque malattia. Essere ammalato è una cosa molto triste, molto dolorosa, e chi sta nel cammino non ha motivo di essere ammalato.

Con questi esercizi, dunque, non solo si sviluppano i chakra, ma si sana anche il corpo. Ci sono chakra importantissimi. L'occipitale, per esempio, è una porta d'ingresso per le forze che nutrono l'organismo, il frontale è un'altra porta per l'ingresso delle forze vitali. Tutte queste forze penetrano nell'organismo quando si sviluppano i chakra. Il laringeo, come ho già detto, si trova in intima relazione con il chakra prostatico, che è il chakra del sesso sia nell'uomo che nella donna, ed entrambi, tanto il prostatico quanto il laringeo, sono importanti per la salute dell'organismo. Poi bisogna sviluppare molto bene anche il chakra del fegato, voi sapete come il fegato sia un vero e proprio laboratorio chimico; bisogna che possa lavorare correttamente, perché quando il fegato lavora bene, funziona bene anche tutto l'organismo. Ci sono anche i chakra delle ginocchia, sono due, uno per ciascun ginocchio e sono fondamentali per il corpo umano; questi vortici di forza devono girare intensamente affinché la vita, il prana, la salute, possano entrare nel corpo fisico.

11 Esercizi

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