Carlos Castaneda, Il Lato Attivo dell'Infinito

L'INSTALLAZIONE ESTRANEA DEL PREDATORE GLI STUPIDI SISTEMI DI CREDENZE CHE RENDONO SCHIAVI

DON JUAN: «Rifletti per un momento e dimmi come spiegheresti la contraddizione esistente fra l'intelligenza dell'uomo che costruisce, organizza e la stupidità del suo sistema di credenze, oppure la stupidità del suo comportamento contraddittorio. Secondo gli Sciamani, sono stati i predatori a instillarci questi sistemi di credenza, il concetto di bene e di male, le consuetudini sociali. Sono stati loro a definire le nostre speranze e aspettative, nonché i sogni di successo e i parametri del fallimento. Ci hanno dato avidità, desiderio smodato e codardia. Ci hanno resi abitudinari, centrati nell'ego e inclini all'autocompiacimento.»

CARLOS CASTANEDA: «Ma come ci riescono, don Juan?» chiesi, sempre più irritato. «Ci sussurrano queste cose all'orecchio mentre dormiamo?»

DON JUAN: Sorrise. «Certamente no. Sarebbe idiota! Sono infinitamente più efficienti e organizzati. Per mantenerci obbidienti, deboli e mansueti, i predatori si sono impegnati in un'operazione stupenda, dal punto di vista dello stratega. Orrenda, nell'ottica di chi la subisce. Ci hanno dato la loro mente! Mi ascolti? I predatori ci hanno dato la loro mente, che è diventata la nostra. La mente dei predatori è barocca, contraddittoria, tetra, ossessionata dal timore di essere smascherata. Benché tu non abbia mai sofferto la fame, sei ugualmente vittima dell'ansia da cibo e la tua altro non è che l'ansia del predatore, sempre timoroso che il suo stratagemma venga scoperto e il nutrimento gli sia negato. Tramite la mente che, dopotutto, è la loro, i predatori instillano nella vita degli uomini ciò che più gli conviene, garantendosi un certo livello di sicurezza che va a mitigare la loro paura.»

CARLOS CASTANEDA: «Non voglio dire che non sono in grado di accettare quanto mi dici&Raquo; obiettai a quel punto. «Forse potrei, ma è talmente orribile da ispirarmi un'autentica ripugnanza e mi costringe a un atteggiamento ambivalente. Se è vero che si nutrono di noi, come fanno?»

«Don Juan sorrideva, palesemente molto soddisfatto di sé. Mi spiegò che gli sciamani vedono i neonati come sfere di energia luminosa, interamente coperte da una patina lucente, una specie di pellicola di plastica che aderisce strettamente al bozzolo di energia. È di questa patina luminosa di consapevolezza che si alimentano i predatori, e quando un essere umano raggiunge l'età adulta, tutto ciò che di essa resta è un bordo sottile che va dalla cima della testa alla punta dei piedi. Proprio l'esilità di tale bordo consente al genere umano di continuare a vivere, benché faticosamente. Come in sogno, lo sentii spiegare che, per quanto sapeva, l'uomo è l'unico essere vivente dotato della patina luminosa di consapevolezza. Di conseguenza, è una facile preda per una consapevolezza di ordine diverso, come quella del predatore. Fece poi l'affermazione più sconvolgente che avesse mai fatto. Disse che quel sottile bordo di consapevolezza è l'epicentro dell'egocentrismo in cui l'uomo è irrimediabilmente intrappolato. Facendo leva proprio sul nostro egocentrismo, l'unico aspetto consapevole rimastoci, i predatori creano fiammate di consapevolezza che poi procedono spietatamente a consumare. Ci danno problemi futili per forzare tali fiammate a emergere e, in questo modo, ci fanno sopravvivere per continuare a nutrirsi della fiammeggiante energia delle nostre pseudo-preoccupazioni.»

(Carlos Castaneda, Il Lato Attivo dell'Infinito, pag. 240 -241)

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Fonte: http://www.carloscastaneda.it/Libri-Castaneda/Citazioni-Il-Lato-Attivo-dell-Infinito/3-installazione-estranea-mente-del-volador.htm

 

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