Iran accusa Big Pharma: «Diffonde le malattie»

Teheran - Non nuovo alla retorica anticapitalista e alle accuse clamorose all'Occidente, Mahmud Ahmadinejad stavolta ha preso di mira le multinazionali del farmaco: il presidente iraniano ha sostenuto di avere «accurate informazioni» secondo le quali alcuni settori dell'industria farmaceutica di vari paesi avrebbero più volte diffuso gravi malattie per speculare sulla vendita delle loro medicine.

Sul palco appropriato di una manifestazione sulla ricerca medica organizzata a Teheran, il 18/o "Razi Medical Research Festival", il presidente dell'Iran non ha precisato gruppi e paesi che starebbero infettando il pianeta, ma ha sostenuto: «Ho accurate informazioni secondo le quali alcuni diffondono certe malattie per vendere i propri farmaci».

Del resto, è stato il suo ragionamento, il business della medicina è diventato così grande che c'è chi è disposto a fare qualunque cosa per trarne profitto. Altra argomentazione, quella della potenziale spietatezza di potenze che, come gli "imperialisti Usa", dispongono di armi di distruzione di massa: «Uno che costruisce e fa proliferare bombe atomiche e microbiologiche per mantenere il proprio dominio sulle risorse economiche di altre nazioni», ha chiesto retoricamente Ahmadinejad, «avrebbe forse paura di uccidere essere umani in maniera nascosta?»

Ma oltre alla retorica, il presidente iraniano ha potuto far leva su un episodio che l'agenzia iraniana Fars sintetizza come il sequestro di carichi di medicine contaminati dal virus dell'epatite e consegnati all'Iran anni fa. Un precedente che agli occhi di Ahmadinejad avvalora i sospetti e che trova una eco nel libro "Big Pharma" del 2006 in cui il giornalista britannico Jacky Law, coniando l'espressione, descriveva come i maggiori gruppi farmaceutici mondiali fossero in grado di determinare quali emergenze sanitarie far pubblicizzare in modo da indirizzare i finanziamenti per la ricerca.

Sempre sul confine fra denuncia verosimile e pura illazione, nel settembre scorso il leader iraniano, - tuonando ancora una volta contro «le ex potenze coloniali e gli schiavisti» - era tornato a sostenere che paesi nemici dell'Iran (anche in quel caso imprecisati) avrebbero tentato di attuare un futuristico piano per propagare la siccità nella Repubblica islamica: "distruggendo" in qualche misterioso modo le nubi prima del loro arrivo sui cieli della regione.

 

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2013/01/15/APNCbwTE-diffonde_malattie_pharma.shtml

 

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