Cromwell: “In nome di Dio, andatevene!”. Un grido disperato mai così attuale!

di Angelo Zotta

Era il 1653, Oliver Cromwell nel suo celebre discorso al Parlamento inglese, al grido di "In nome di Dio, andatevene!" ,denunciava la classe politica corrotta e truffaldina:

..."Voi siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese con Esaù per un piatto di lenticchie; come giuda, tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli. Avete conservato almeno una virtù? C'è almeno un vizio che non avete preso? Il mio cavallo crede più di voi; l'oro è il vostro Dio; chi fra voi non baratterebbe la propria coscienza in cambio di soldi? È rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene della Repubblica? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l'intera nazione; il popolo vi aveva scelti per riparare le ingiustizie, siete voi ora l'ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete la porta a chiave! In nome di Dio, andatevene!"...

politici-italiani

Oramai la gente ha imparato a conoscervi, vi ha fatto la pesa e non si fida più. Come potrebbe d'altronde? Siete riusciti a farci vergognare di essere italiani, derisi da chi in passato ci ammirava e rispettava. Siete riusciti a tradurre l'intero Paese nelle accezioni di corruzione, malaffare, disinteresse. Siete riusciti a costringerci all'emigrazione per la sola colpa di aver creduto nelle vostre promesse elettorali, puntualmente tradite.

Ora senz'altro ancora tanti di voi si riproporranno sugli ambiti scranni, ma forse qualcosa è cambiato. Se non altro abbiamo preso coscienza una buona volta di ciò che siete, cosa rappresentiate, e per conto di chi lavoriate. Non c'è vergogna che coprirà i vostri volti, perché la vergogna si poggia sulle coscienze di buona fede, e voi non ne possedete. Non vi sarà in voi alcun rimpianto nell'aver dato a bere per l'ennesima volta i vostri buoni propositi puntualmente delusi. Non vi sarà persuasione che non riuscirete ad allontanare perché troppa è la fame di denaro e potere che vi pervade.

Una cosa vi sarà di certo, e per quello non potrete farvi nulla: il senso di disprezzo più sentito che il cittadino italiano prova nei vostri confronti, la voglia di mettervi, un giorno, dinanzi alle vostre responsabilità e chiedere di saldare il conto con la giustizia, delle vite infrante e spezzate di cui vi siete fatti carnefici. E vi prego dal profondo del cuore di restituire il titolo di "Onorevoli" che con tanta fiducia vi avevamo concesso, perché in voi di "Onorevole" non vi è rimasto assolutamente più nulla! Sarebbe più appropriato definirvi "Disonorevoli", in quanto è questo che rappresentate ai nostri occhi: il più grande disonore da cui fare espiazione per l'ignoranza che ci ha portato a mettervi la dove siete ora.

Auspico che la gente vi tolga il saluto, perché questo si meritano coloro che hanno ingannato, tradito, venduto il nostro futuro per denaro e posizioni di rendita. Auspico possiate parlare in piazze sempre più vuote, perché vorrà dire che la vostra capacità imbonitrice sarà esaurita, e come tale, non avendo voi argomenti che non siano promesse o prese di posizione gli uni contro gli altri, possiate venir finalmente smascherati per ciò che siete... chiacchiera parlata, ciarlataneria della peggio specie, arrivismo nel completo disinteresse delle sorti altrui, disonesti, corrotti e corruttori, complici e carnefici dello sfascio di un Paese, il mio, l'Italia degli italiani per bene, lavoratori, gente solidale, di cuore, che con enormi sacrifici ha costruito ciò che nelle vostre mani si sbriciola giorno dopo giorno. Già, faticherete a crederci ma, tolti i vostri amici compiacenti e delinquenti di pari grado, la stragrande maggioranza del popolo Italiano non è come voi. Fatevene una ragione, noi da voi non ci sentiamo affatto rappresentati! L'Italia che lavora, si sacrifica, ama ed è amata non è quella che voi rappresentate, ma la nostra, che tornerà presto ad essere tale.

Voi, politicanti di mestiere, avete fatto del nobile servizio al cittadino una professione ambiziosa, elitaria, privilegiata, dimenticandovi la sua essenza, la sua ragion d'essere. Avete fallito per questa ed altre ragioni. Avete tradito il patto di fiducia che il cittadino rimise nelle vostre mani. La consapevolezza del vostro fallimento e l'imputazione delle colpe di cui vi siete fatti portavoce saranno le armi del cambiamento.

I giovani, la generazione tradita, ingannata, derubata del suo futuro si sta organizzando per cacciarvi a pedate! Non siamo più disposti a tollerare una vita in perenne stato di crisi artificiosa per alimentare i vostri giochetti di potere. Non siamo più disposti a tollerare un mondo del lavoro precario, sottopagato, umiliante, svilente, incapace di dare stabilità finanziaria.

Non baratteremo i nostri sogni per un piatto di minestra, nè le nostre coscienze, i nostri valori, per uno smartphone! Stiamo prendendo giorno dopo giorno consapevolezza che così non va, ma soprattutto, che non sarà chi ha prodotto tutto questo a rappresentarci nel cambiamento. Saremo noi gli artefici del cambiamento, che vi piaccia o no!

Le vostre poltrone, i vostri palazzi, le vostre posizioni di rendita cominciano ad ondeggiare come sotto la peggior scossa di terremoto. Cadrete! Finalmente cadrete! Una nuova Italia è già in vista. Per voi vi saranno soltanto due alternative: rispondere del malfatto davanti alla giustizia, al popolo italiano finalmente risarcito, oppure ancora l'esilio! Avete costretto la gente a lasciare il proprio Paese, quando sareste stati voi a doverlo fare! Non siamo più disposti a tollerare ciò oltremodo, e, riallacciandomi al discorso di Cromwell vi esorto in egual modo: "In nome di Dio, andatevene!"... e se non lo farete voi, vi ci costringeremo noi.

La pacchia è finita...!

Angelo Zotta
Laureato disoccupato

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