Tu chiamale se vuoi...emozioni

neuroni-e-cervelloLe emozioni umane sono mediate da dei neurotrasmettitori, quindi utilizzano vie chimiche e non elettriche. Ciò significa che all'interno di ogni singolo neurone vengono prodotti dei neurotrasmettitori che attraverso delle sinapsi vengono rilasciate all'interno del neurone successivo, le sinapsi sono i punti (spine) in cui un neurone è collegato ad un altro, ossia quello successivo. E' da tenere presente che il segnale sia elettrico che chimico passa da un neurone al successivo ma non viceversa, per questo esistono vie neuronali chiamate afferenti, ossia che portano il segnale dal cervello agli organi bersaglio, e delle vie chiamate efferenti ossia dagli organi mandano segnali al cervello. Un neurone non può invertire il senso di passaggio del segnale. Quando i neurotrasmettitori vengono rilasciati nel neurone successivo scatenano delle reazioni per cui il neurone successivo produrrà altri neurotrasmettitori del medesimo tipo e li rilascerà al neurone successivo. Questa serie di eventi a cascata farà sì che il messaggio contenuto nel segnale (neurotrasmettitore) arriverà dal punto di partenza al punto di arrivo. Come si evince mentre il segnale elettrico è un impulso che viaggia alla velocità della luce, il segnale chimico è lento e la sua durata è paragonabile ad una marea, anche dopo molti minuti dal termine della produzione dei neurotrasmettitori l'effetto chimico persiste all'interno dei neuroni per molto tempo. La cosa interessante è che per ogni singola emozione esiste uno specifico neurotrasmettitore, quando proviamo emozioni miste, che potremmo definire sfumature tra emozioni messe assieme avviene un rilascio di più tipi di neurotrasmettitori diversi. L'intensità di un emozione non è data dal numero di neurotrasmettitori rilasciati in un dato lasso di tempo, ma dalla durata del rilascio del neurotrasmettitore, ossia: la capacità di un neurone di produrre un certo tipo di neurotrasmettitori ha dei limiti fisici derivanti proprio dal tempo che impiega a produrre il neurotrasmettitore e dalla capacità fisica della struttura organica di produrre tale neurotrasmettitore. Ciò significa che se un neurone al massimo può produrre 1.000 molecole di un neurotrasmettitore X ogni 10 secondi, significa che più di 1.000 molecole ogni 10 secondi non può produrre, e quindi il messaggio che passa al neurotrasmettitore successivo non potrà mai essere un messaggio superiore alle 1.000 molecole ogni 10 secondi (i numeri dell'esempio sono puramente fittizi). Quindi l'intensità dell'emozione è data dalla lunghezza temporale con cui il neurone produce e rilascia al neurone successivo il neurotrasmettitore. Si possono fare alcuni esempi: nel caso della rabbia è esperienza comune che se non ci si calma il livello di rabbia continuerà sempre a salire fino ad esplodere in atti di aggressività verbali o fisici. In questa sede non è importante comprendere i meccanismi che stanno alla base del passaggio dalla rabbia all'aggressività manifesta, ma ciò che ci interessa è comprendere che il rilascio di uno specifico neurotrasmettitore per 60 secondi ci farà arrivare ad un livello di emozione uguale a 10, mentre se il medesimo neurotrasmettitore viene rilasciato per 600 secondi il livello, l'intensità di quell'emozione raggiungerà un livello 10 volte più alto, ossia di 100. Questo avviene perchè l'interno dei neuroni si satura di quel neurotrasmettitore e detto in parole poco scientifiche, tutta l'attività di quel neurone si concentrerà su quel neurotrasmettitore e il messaggio che contiene, in più lo stesso messaggio invece di diffondersi solo alle vie neuronali principali raggiungerà anche i neuroni periferici rispetto alle vie che mediano quello specifico segnale. Ciò significa che non aumenta il rilascio del neurotrasmettitore, ma solo che il rilascio di tale neurotrasmettitore è prolungato nel tempo.

Fonte: http://orbs.xoom.it/scoperte/emozionieorbs.htm

 

 

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