Ipotesi bioplasmoidi. CFL, il cancro da smog elettromagnetico e altri malanni (GD 15)

Ciao a tutti,

mi sono trovata su facebook la condivisione da parte di un'amica del seguente link: "La fregatura delle lampadine a risparmio energetico" tratta da "www.aamterranuova.it": "Ci siamo già occupati del tema su Terra Nuova di gennaio, seminando stupore e perplessità nel mondo ambientalista. Adesso l'argomento viene affrontato anche dall'Aduc..."

E' curioso perché sono un'ecologista nata e faccio molto per l'ecosostenibilità.

Tuttavia, quando sono entrate in vigore le lampadine versione "eco", sono andata al centro commerciale e ho fatto la scorta di quelle che stavano andando "in pensione".

A quei tempi ero andata solo a "sensazione" perché non avevo letto certi articoli, come quello di cui al sopra riportato link, e, soprattutto gli articoli pubblicati da Roberto Zamperini nel suo blog http://zaro41.wordpress.com.

A tal proposito parto con la pubblicazione di un suo scritto, i cui commenti/discussioni sono accessibili a questo indirizzo:
http://zaro41.wordpress.com/2010/11/15/ipotesi-bioplasmoidi-cfl-il-cancro-da-smog-elettromagnetico-e-altri-malanni-gd-15/
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Buona lettura!

Ipotesi bioplasmoidi. CFL, il cancro da smog elettromagnetico e altri malanni (GD 15)

Dirty electricity: la sporca elettricità e il cancro, ovvero oramai stiamo facendo letteralmente il bagno nei campi elettromagnetici

Una verità si sta facendo strada, nonostante gli ostacoli frapposti dai centri di potere politico ed economico:

i campi elettromagnetici possono causare la leucemia infantile.

Molte indagini sembrano confermare una correlazione tra quella malattia e l'esposizione a campi elettromagnetici. La sporca elettricità o dirty electricity – come dicono gli anglofoni – è, a sua volta, una sporca storia piena di carriere e reputazioni stroncate di coraggiosi scienziati che hanno cercato di indagare questa correlazione mortale per proprio conto. Sembra che le cose stiamo cambiando e che oggi si inizi ad arrivare a conclusioni oneste anche in riviste ufficiali e addirittura statali o governative.  Il dottor Stephen J. Genuis, in una valutazione per la rivista del Royal Institute of Public Health nel Regno Unito, ha riferito che interessi di parte sono stati in grado di ritardare la legislazione restrittiva degli EMF (electromagnetic fields = campi elettromagnetci). Il medico ha sottolineato il fatto gravissimo che gli interessi economici esercitano un'indebita influenza sulle riviste mediche, e che alcuni editori e staff della rivista hanno soppresso la pubblicazione dei risultati scientifici che sono negative per l' interessi delle lobby.

Tutti fatti noti, direte. Sì, è vero, ma ora il bubbone sta scoppiando e se ne scrive sempre più spesso su riviste mediche ufficiali.

In realtà, è dal 1979 che il mondo occidentale ha preso consapevolezza che questi silenziosi, invisibili campi elettromagnetici possono essere pericolosi. La dottoressa Nancy Wertheimer, epidemiologa, e Ed Leeper, ingegnere elettrico, avevano condotto uno studio a Denver, nel Colorado, USA, nel quale riferivano che i bambini che vivevano presso linee elettriche o presso trasformatori avevano una  probabilità di ammalarsi di leucemia due o tre volte superiore alla media. I loro risultati, pubblicati in un articolo scientifico, mostrarono la maggiore incidenza di leucemie, linfomi e tumori del sistema nervoso nei bambini sottoposti a forti EMF. L'effetto della ricerca e della sua pubblicazione fu immediato: l'industria elettrica convocò uno staff di esperti di scienziati, tutti eminenti medici, per confutare quella ricerca. Il professor David Carpenter, del Dipartimento di Sanità Pubblica presso la New York University, e il dottor David Savitz, uno dei più autorevoli epidemiologi americani facevano parte di questo staff. Inizialmente molto scettici, cambiarono radicalmente opinione, quando lo studio di Wertheimer e Leeper, che inizialmente avevano molto criticato,  venne ripetuto, ampliato e migliorato. Il rischio della leucemia era confermato.

Da allora, almeno negli USA e in UK, questi studi pionieristici hanno aperto la strada ad altre ricerche anche più vaste e più approfondite. Il risultato fu sempre lo stesso:

EMF = cancro.

Normalmente si fa riferimento a due tipi di campi elettromagnetici: quelli ionizzanti e quelli non ionizzanti. I campi elettromagnetici ionizzanti sono in grado di ionizzare l'aria (e non solo l'aria) e sono ritenuti da sempre molto pericolosi. Un campo EM ionizzante è costituito dai raggi X. I campi non ionizzanti sono stati per lungo tempo considerati innocui, ma, come abbiamo visto, lo sono, anche se in misura inferiore ai primi. Nel 2007, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che è "ragionevole e giustificata" un'azione tesa a ridurre l'esposizione a questi campi elettromagnetici ELF (a bassa frequenza). Ovvamente, per tradurre in azione politica queste raccomandazioni così tardive, ci vorranno decenni. Altri decenni che si tradurranno in milioni di morti per cancro.

CFL e smog elettromagnetico

Si è detto, negli articoli precedenti, che il funzionamento delle lampade a fluorescenza o CFL, è basato su un'apparecchiatura che innalza la tensione e genera un campo elettromagnetico. E' lecito dunque domandarsi: le lampade a fluorescenza, oltre che per il loro contenuto di mercurio, sono pericolose anche per i campi elettromagnetici che generano? Una domanda che, premessa ed accertata la pericolosità dei campi EM, diventa quasi scontata. Si potrebbe rispondere che, visto che la diffusione di questo tipo di lampade è stata imposta dalla Comunità Europea, si possa stare tranquilli. Davvero?

Mantenere una distanza di almeno 30 centimetri dalle lampade a risparmio energetico, soprattutto se queste restano a lungo accese, come nel caso delle lampade da scrivania.

Indovinate chi dice questo... È nientemeno che il consiglio diffuso dall'Ufficio federale della Sanità Pubblica Svizzera, che prende le mosse da uno studio realizzato dalla "It'Is Foundation" (Foundation for Research on Information Technologies in Society) di Zurigo, pubblicato il 21 Marzo del 2010 e intitolato Assessment of EM Exposure of Energy-Saving Bulbs & Possible Mitigation Strategies. L'indagine, attraverso un nuovo metodo di misura basato su un manichino e una simulazione al computer, ha effettuato una stima delle correnti elettriche indotte nel corpo umano dai campi elettromagnetici generati delle lampade a risparmio energetico.

Quali i possibili problemi? Ecco un elenco:

Rischio infiammazioni ed eritemi. Per tutte le lampade a basso consumo esaminate nello studio, i valori rilevati a una distanza di 30 centimetri risultano ampiamente al di sotto (inferiori al 10%) dei valori limite fissati dall'International Commission for Nonionizing Radiation Protection e riconosciuti a livello internazionale. Se tuttavia la distanza diminuisce, i valori misurati crescono rapidamente fino superare in alcuni casi i limiti stabiliti. Le correnti elettriche generate nel corpo umano dai campi elettromagnetici a bassa e media frequenza, emessi dalle lampade a basso consumo, ad una certa intensità possono provocare infiammazioni dei nervi e dei muscoli. Inoltre, in certe condizioni le lampade a risparmio energetico con tubo fluorescente lasciano filtrare una piccola quantità di raggi ultravioletti: è possibile quindi che si formino eritemi cutanei dopo una lunga esposizione a una distanza al di sotto dei 20 centimetri.

Consiglio: tenersi almeno a 30 cm di distanza. A differenza delle lampade a risparmio energetico, le lampade a LED e le tradizionali lampade ad incandescenza producono generalmente solo campi elettromagnetici molto deboli. Secondo i risultati dello studio, i campi elettromagnetici delle lampade a risparmio energetico non producono effetti negativi sulla salute, a condizione che si rispetti una distanza minima di 30 centimetri. Pertanto a titolo precauzionale, l'Ufficio federale della sanità pubblica di Berna suggerisce di mantenere la giusta distanza, in particolare se le lampade restano a lungo accese, come nel caso di quelle da scrivania o da comodino per la lettura.

Prosegue qui =>> I preoccupanti risvolti della diffusione delle lampade fluorescenti: bioplasmoidi di tutto il mondo unitevi! (GD 16)

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