E tu che "Eater" sei?

Mi è venuta in mente questa domanda mentre leggevo un po' di qua, un po' di là; mentre ascoltavo la radio o guardavo la tv e ogni tanto mi giungevano all'orecchio termini un po' bislacchi: crudista, veggie, fruttariano, junk food eater (eater è un termine inglese che letteralmente sta per mangiatore; ma era anche il nome di un gruppo british punk fine anni '70. Junk food: letteralmente cibo spazzatura; è un cibo consumato solitamente fuori pasto, ad alto contenuto calorico, ma di scarso valore nutrizionale, spesso di infima qualità. Un junk food eater è quindi... un divoratore di spazzatura!).

Ebbene sì, oggi è di moda, quando si parla di sé, citare anche la tendenza alimentare che magari si segue, per convinzione, per moda,  per una nuova teoria, per imitare un amico (o, più probabilmente, un'amica), per l'umore, paturnie o manie del momento.

Non ti hanno mai detto: "Ma come, mangi ancora la carne? Che orrore! Ma non sai che..."  oppure "Ah! No! Io mangio solo cose crude" o ancora "Per un periodo ho deciso di mangiare solo cose bianche; sai, voglio depurarmi". Va bene depurarsi, ma il candeggio?

E così troviamo: il carnivoro convinto (il cui Inno alla gioia potrebbe suonare più o meno così: Spider Pork, Spider Pork, il soffitto tu mi spork, tu mi balli sulla test e mi macchi tutto il rest, tu quaaaaaa, ti amo Spider Pork!); quello selettivo che mangia carne, ma non di maiale; l'onnivoro consapevole, quello compulsivo, quello che 24 ore su 24 pensa di essere un inceneritore per biomasse. Fino ad arrivare alla famiglia dei vegetariani, ben nutrita e variegata: passiamo dal vegetariano indeciso, che magari si concede solo carne bianca una tantum; il semi-vegetariano o pseudo vegetariano; il vegetariano che non mangia carne ma mangia pesce, il pescetariano appunto; l'ovo-vegetariano, il lacto-vegetariano, il vegano (non è uno dei protagonisti di Star Trek) o vegan o vegetaliano, che non mangia nessuno, ma proprio nessuno (miele incluso) derivato animale. E poi, hai mai sentito parlare dei frugivori? Sono quanti mangiano solo frutti caduti spontaneamente dalle piante o "scarti vegetali".

Dalle tendenze alimentari si rischia di incorrere in veri e propri fanatismi. L'ortoressia, ad esempio, è una vera e propria ossessione maniacale per i cibi sani. L'ortoressico, infatti, preferisce, nei casi estremi, morire di fame piuttosto che mangiare cibi che ritiene "contaminati" o comunque possano nuocere alla sua salute. Per dare un senso più ampio alla definizione di Steven Bratman, dietologo ed ex-ortoressico, che per primo parlò di ortoressia come di un problema sociale, si potrebbe definire ortoressico chiunque abbia una posizione integralista verso alcuni aspetti della propria alimentazione. Allora, mi verrebbe da dire, in un certo senso potrei definirmi io stessa un'ortoressica, considerata la mia posizione, meglio, avversione integralista verso le cotiche! Breve e personale precisazione: in realtà, da bambina, dicunt, ne ero alquanto ghiotta; certi involtini di cotiche al sugo faceva la mia nonnina! Ma, una volta, devo averne mangiati talmente tanti.............da non volerne più sapere!

Ci sono poi le definizioni di "eater" in base all'umore, allo stato d'animo. Potresti allora trovarti a essere definito o definirti mangiatore triste, annoiato, arrabbiato, distratto, o ancora nervoso, svogliato, frettoloso, pigro (hai presente chi si regge mollemente la testa con la mano mentre stancamente mastica un boccone divenuto ormai una BigBabol?!),  lento (troppo lento, se non addirittura snervante, tanto che mentre gli altri sono al dessert, tu sei ancora lì a "degustare" l'antipasto). Ma potremmo continuare con il mangiatore celebrativo, ad esempio, che tende a mangiare di più quando è in compagnia, o quello convulsivo, o ancora, solitario. Non possiamo non citare il mangiatore appassionato, quello sognatore o il creativo (hai mai fatto caso a quanti giocherellano col cibo o a quelli che, artisti incompresi, creano figure, sculture nel piatto - il riferimento cinematografico qui è d'obbligo: uno dei protagonisti, Richard Dreyfuss, che gioca col purè di patate, plasmando una montagna in "Incontri ravvicinati del 3° tipo").

Cosa ne penso? Mangia e lascia mangiare! A ognuno la sua scelta; essenziale è che sia sana.

Allora... mangiamo sano e, più che trovare (come paradossalmente recita uno slogan pubblicitario di un'azienda alimentare; trovare la natura in prodotti industriali mi suona alquanto bizzarro, a te no?), riscopriamo e seguiamo la natura, maestra ineguagliabile!

Insomma, il mondo è bello perché vario! Per fortuna aggiungo! E' da ciò che è diverso da noi che il più delle volte impariamo, è dal confronto che nasce lo stimolo a cambiare, a migliorarsi, a mettersi in discussione o, semplicemente, a guardare altro da sé, magari sorridendo un po', più o meno sotto i baffi, anche a tavola.

Frantumi

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Commenti 1

 
EcoArmonie il Venerdì, 25 Novembre 2011 13:11

Io cerco tutti i giorni di essere una eater consapevole. Mangiare di tutto un pò non è la soluzione ideale per la nostra salute, ma informarsi e sapere che quel tutto si può combinare al meglio per farci star bene, questo è essenziale ;-)

Io cerco tutti i giorni di essere una eater consapevole. Mangiare di tutto un pò non è la soluzione ideale per la nostra salute, ma informarsi e sapere che quel tutto si può combinare al meglio per farci star bene, questo è essenziale ;-)

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