Qualsiasi manuale scientifico ti dice che tu percepisci il mondo attraversi i tuoi sensi (indipendentemente da quanti e quali essi siano) e che poi interpreti quelle percezioni attraverso processi mentali, per trarne quindi conclusioni e opinioni su ciò che hai percepito.

Ora, è evidente che le proprietà percettive dei tuoi sensi sono solo tue, ovvero che tu potresti avvertire un gran caldo là dove un altro magari sente un gradevole tepore, oppure potresti scottarti afferrando il manico di una pentola bollente, mentre tua nonna lo maneggia senza colpo ferire.

Non esiste un modo universale di percepire, ognuno è diverso e riceve gli stimoli della realtà intorno a sé stesso in modo del tutto personale. Poi ogni percezione passa attraverso un processo mentale, ossia viene interpretata. Anche questo passaggio è personale, perché la tua mente si è formata secondo esperienze che sono solo tue, hai ricevuto condizionamenti che fanno parte solo del tuo bagaglio, e quindi pensi in maniera diversa da chiunque altro. L'unica conclusione a cui possiamo giungere è quindi che il mondo che percepiamo intorno a noi è assolutamente diverso da quello che percepisce il nostro vicino. E' vero che queste differenze possono essere in alcuni casi minime (il mare è sempre salato, la pioggia è bagnata, il fuoco più o meno brucia, etc...), ma in ogni caso noi percepiamo con un'infinità di sfumature che differiscono dalla percezione di quello che ci sta accanto e percepisce la stessa cosa.

Cosa significa questo? Innanzitutto che il mondo non è uno solo, ma che esistono tanti mondi quanti sono gli esseri in grado di percepire. E che il tuo mondo, il marciapiede su cui cammini, gli sguardi che incontri, il sapore degli spaghetti al pomodoro, il raffreddore, il peso dei tuoi vestiti, sono solo tuoi, unici, esistono per te e in funzione di te, nessun altro può percepirli così come tu li percepisci.

Questo potrebbe portarti rapidamente ad un altra conclusione: ma se questo mondo è così come io lo percepisco, non potrei imparare a percepirlo sempre come un paradiso in terra? Certo che puoi, ed è proprio questa la fortuna di vivere in un mondo soggettivo, che è così come lo percepisci, o, più semplicemente, come tu credi che sia.

Pensaci un attimo, se il "brutto tempo", quelle giornate in cui il cielo è plumbeo e viene giù una pioggia fitta e gelida, fosse qualcosa di oggettivo, l'intera umanità, quando fa brutto, dovrebbe trascinarsi per le strade, o starsene chiusa in casa, in preda ad una depressione spaventosa. Eppure, sebbene certamente molti lo facciano, parecchia gente continua la propria vita tranquillamente, alcuni addirittura ridono, e i bambini sono persino felici mentre sguazzano nelle pozzanghere. In fondo sarà capitato anche a te di prendere l'acqua in una di quelle giornate, e di arrivare sorridendo al portone di casa, perché forse andavi in un luogo piacevole, o ti avevano appena promosso al lavoro, o avevi vinto all'enalotto, e così via. Questo significa che il mondo è diverso a seconda di come tu ti senti "dentro". Bella scoperta, dirai. Certo che lo è! Pensaci, un mondo intero, sei miliardi e rotti di persone, oceani, catene montuose, metropoli, laghi, grattacieli... un intero pianeta cambia a seconda di come tu, lì "dentro", in quel minuscolo ammasso di ossa, muscoli, organi, emozioni e pensieri, ti senti. A me sembra la scoperta più sensazionale che uno può fare.

Se ti senti magnificamente, se sei innamorato, leggero, pieno di energie e voglia di fare, saprai certamente che il mondo muta in maniera evidente: i colori sono più accesi, il tempo scorre più rapidamente, le cose sono meno faticose, le persone incredibilmente più gentili, i problemi si riducono a inezie; e se invece sei a pezzi... che dire di quelle giornate in cui legarsi il laccio della scarpa sembra una cosa talmente intollerabile da farti pensare al suicidio?

Il mondo si muove e muta aspetto insieme a te, per questo esistono i libri di istruzioni all'uso di sé stessi: è quasi ridicolo fare tanta fatica per cambiare il mondo fuori di sé, per spostare masse di persone, educare società, risolvere conflitti, quando basta muovere piccole leve all'interno di sé e quel mondo cambia di conseguenza.

E se tu in un certo senso contieni il mondo, non vedo perchè non potresti contenere l'universo. Anche lui certamente cambia quando tu cambi, perché se tu fossi su uno qualsiasi dei pianeti dell'universo lo percepiresti sempre in maniera diversa a seconda del tuo stato d'animo. Dunque se contieni ogni cosa, se ogni cosa dipende da come stai lì dentro, non devi fare altro che rimboccarti le maniche e cominciare a mettere a punto tutti i tuoi ingranaggi.


Pubblicato da tatanka in Crescita Personale il 13 Feb 2014 | Modificato: 13 Feb 2014
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