C'è stata una deliziosa e violenta polemica su Alkemica negli ultimi giorni (la trovate in questa pagina , ma alcuni commenti sono stati cancellati).

Ad essere sincero ne avevo seguito solo le primissime battute, per poi abbandonarla quando cominciavo ad annoiarmi.
Come padrone di casa avrei dovuto invece ricordare a me stesso che, anche se la cosa mi annoia, tenere d'occhio lo stato del giardino spetta soprattutto a me. 

Vi propongo qui la mia opinione, e alcune regole da seguire per un'interazione meno noiosa.

Quando un utente manifesta con forza un punto di vista diverso dal tuo e tu senti l'urgenza di rispondere per le rime... fai prima 10 respiri profondi e poniti queste 3 domande:

  1.  la risposta che sto per dare a cosa serve?
  2.  questa risposta soddisfa il mio Ego o il mio Spirito?
  3.  questa risposta può veramente essere d'aiuto alla persona a cui la sto dando?

Un'esperienza che ho fatto più volte in questi anni è che ogni qualvolta ci sentiamo aggrediti da qualcuno, quella persona sta in realtà manifestando una richiesta di aiuto o di amore. Se rispondiamo per le rime non faremo che alimentare la "nostra" richiesta di aiuto e di amore, che l'altro non può soddisfare, essendo anche lui in uno stato di forte richiesta.

Ciò che ne risulta è che ci si continua a passare la palla in modo più o meno violento, e alla fine se ne esce sempre ammaccati.

Una modalità che mi è stata utile, ma che non è facile attuare se si è in uno stato di intensa emozione, è quella di rispondere alla violenza con una "docile forza".

Immaginate un tamponamento: la persona nell'auto di fronte alla nostra viene verso di noi urlando e insultandoci. 

Se scegliamo di usare la sua stessa modalità cominceremo anche noi ad urlare e ad insultare. La cosa andrà avanti finchè quello dei due che possiede più potere personale la spunterà sull'altro. Se avessimo la capacità di osservare i corpi sottili potremmo notare uno o più cordoni energetici che si sono creati tra i nuclei delle due persone.Sono legami appena creati, che continueranno ad alimentare uno dei due nuclei e a togliere energia all'altro. Almeno finché non verranno sciolti consapevolmente.

Da quando ho percepito questo fenomeno sto bene attento a creare legami di questo tipo.Sebbene alcuni legami, in virtù del mio potere personale, possano accrescere la mia energia ed alimentarmi a scapito di altre persone, alla fine i conti si pagano sempre, e quando le mie vittime scioglieranno i nodi che le legano a me, allora i legami rimbalzeranno su di me come elastici con tutto il loro oscuro carico. E' già successo molte volte, l'ho già sperimentato, e quindi ne parlo con cognizione di causa.

Ma torniamo alla "docile forza". Non si tratta di rinnegare il proprio punto di vista o le proprie ragioni, quanto piuttosto di volare più alto e considerare che la persona che ci aggredisce non è poi così diversa da noi. 

Consideriamolo un bambino molto piccolo, il nostro. Dal nostro bambino non pretendiamo che capisca tutto subito, che si comporti proprio come vorremmo. Siamo pazienti di fronte alle sue voglie, alle sue uscite capricciose. Siamo capaci di comprendere e sorridere quando si ribella, quando fa il saccente o è capriccioso.

Possiamo essere fermi e autorevoli, ma ci guardiamo bene dal "rispondere per le rime", perchè questa, in ogni processo educativo che si rispetti, è sempre una strategia fallimentare.

]A me non interessa prendere unno scambio di battute qualsiasi di quelli che ci sono stati su Alkemica e decidere chi dei due sia il bambino e chi l'adulto. Questo non ha veramente importanza secondo me. L'importanza è attuare la modalità che ho descritto sopra.

Se entrambe le persone poi fossero in grado di attuarla (ma lo ammetto, è mooolto raro), ecco che che si manifesterebbe una magnifica alchimia: entrambi considerano l'altro il loro piccolo bambino e sè stessi l'adulto dotato di "docile forza"... ne scaturirà una conversazione che, se udita da altri, vi assicuro sarebbe degna di 2 maestri Zen... :-)

Quando ho condiviso questa modalità in passato qualcuno ha parlato di "buonismo". Ma il buonismo è uno stato piatto, di positività superficiale, e soprattutto è uno stato di non-consapevolezza.

Il processo che ho descritto invece può essere attuato solo con profonda coscienza e consapevolezza. E' una scelta, nè più nè meno. Ed è una scelta che richiede energia, perchè richiede che si metta in secondo piano il proprio desiderio di avere l'ultima parola, di avere ragione e di difendere le proprie convinzioni a tutti i costi... pur non rinunciando ad esse.

Ecco il processo da seguire quando avete tanta voglia di "rispondere per le rime"

  1.  mi sento aggredito (avverto una vibrazione nel plesso solare e una certa fibrillazione cardiaca)
  2.  provo il forte impulso di "rispondere per le rime"
  3.  provo desiderio di rivalsa e di vendetta, vorrei che il mio aggressore provasse dolore
  4.  sto con le mie sensazioni, le ascolto, ma evito di rispondere
  5.  respiro
  6.  respiro
  7.  respiro
  8.  cerco di comprendere quali parti di me lui o lei sta rappresentando
  9.  considero che la sua aggressione è una richiesta di aiuto o amore
  10.  mi domando come posso aiutarlo o amarlo
  11.  mi domando come posso aiutare o amare mè stesso
  12.  considero che lui/lei è solo un bambino che tenta di esprimersi
  13.  considero che lui/lei è in realtà il mio bambino che mi sta chiedendo qualcosa
  14.  respiro
  15.  respiro
  16.  respiro
  17.  cosa provo adesso? la sua violenza mi crea ancora dolore od offesa?
  18.  se è così, comunque sia, evito di rispondere, e ripeto il processo ancora e ancora
  19.  sto con le mie sensazioni, le respiro e le comprendo
  20.  solo io esisto, gli altri non esistono. Non c'è nessuno là fuori che mi sta aggredendo. Tutto è qui dentro. Io ho il potere di stare nel meraviglioso equilibrio delle cose.
  21.  la violenza è parte del Creato, la dolcezza è parte del Creato
  22.  il Creato è neutrale
  23.  nella "Natura delle cose" alcune creature aggrediscono, altre subiscono, altre sono parassiti, altre vivono in simbiosi
  24.  ma io non sono nessuna di quelle creature, io sono la "Natura delle cose"
  25.  adesso, se ancora ne sento il bisogno, rispondo al mio "aggressore".

Chiaramente ho molto semplificato, per cui aspetto i vostri commenti per approfondire. 

Lo so che la tentazione è forte... ma almeno in questa discussione evitate di rispondere per le rime :-) eh eh!

baci estesi

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