Mi piacerebbe discutere con voi sul valore dell'Arte e dell'Espressione Creativa rispetto all'evoluzione di una nuova umanità.

Alcuni spunti da cui partire:

Arte "Soggettiova e Arte Oggettiva" secondo Osho seguite il link per approfondire, qui riporto un'estratto:
http://www.exibart.com/forum/leggimsg.asp?iddescrizione=63355&-

Il novantanove per cento dell'arte è un'arte soggettiva. Solo l'uno per cento è arte oggettiva. Quel novanta percento di arte soggettiva non ha alcuna relazione con la meditazione. Solo l'uno per cento di arte oggettiva è basata sulla meditazione.

Arte soggettiva vuol dire che riversi la tua soggettività sulla tela - i tuoi sogni, le tue fantasie. È una proiezione della tua psicologia. La stessa cosa accade in poesia, nella musica, in tutte le dimensioni della creatività: non ti preoccupi della persona che vedrà il tuo quadro, non ti interessa cosa le succederà quando lo vedrà; questa è una cosa che non ti riguarda affatto. La tua arte è come un vomito. Ti aiuta, proprio come il vomito ti è di aiuto. Manda via la nausea, ti fa sentire più pulito, più sano. Ma non hai preso in considerazione ciò che accadrà alla persona che vedrà il tuo vomito; le verrà la nausea, comincerà a sentirsi male.

Osserva i dipinti di Picasso. È un grande pittore, ma è solo un artista soggettivo. Se guardi i suoi quadri, inizi a sentirti male, ti girerà la testa, comincerai a dare i numeri. Non puoi guardare i quadri di Picasso per troppo tempo. Ti viene voglia di scappare, perché il quadro non è nato da un essere silenzioso. Nasce dal caos. È il sottoprodotto di un incubo. Ma il novantanove percento di tutta l'arte appartiene a questa categoria.

L'arte oggettiva è proprio l'opposto. Chi la fa, non ha nulla da buttar fuori, è del tutto vuoto, pulito. Da quel silenzio, da quel vuoto nascono l'amore e la compassione. E da quel silenzio nasce una possibilità per la creatività.

Arte in una civiltà di alcuni milioni di anni più evoluta:

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__alleanza.php
Anne Givaudane nel suo libro "Alleanza" descrive una curiosa mostra d'arte sul Pianeta Venere (chiaramente su una altro piano di esistenza rispetto al nostro) dove la civiltà è alcuni milioni di anni più evoluta rispettoa  noi. Indipendentemente dal fatto che si creda o meno al "viaggio" di Anne, è inetressante la descrizione delle opere d'arte, che sono verie  propri portali, grandi superifici luminescenti che attirano la coscienza di chi li guarda all'interno di mondi creati dall'artista. Osservando un'opera si è attratti al suo interno e si viaggia nelle visioni, nei suoni, neglio odori, nelle emozioni "dipinte" dal suo creatore.

Geometria Sacra e Radioestesia:

Sappiamo che le forme e i colori catalizzano energia sottile. Alcune forme la risucchiano, altre la respingono, altre ancora possono addirittura trasmutarla (ossia liberarla dalle sua parti congeste e antitetiche alla vita). Lo stesso accade con i colori. Di questo potremmo trattare ampiamente in un post a parte. Alcuni interessanti spunti li trovate nel libro http://www.macrolibrarsi.it/libri/__terapia_della_casa.p - "Terapia della Casa" di Roberto Zamperini.
Ci basti per ora sapere che forme e colori catalizzano energia.

Quale dovrebbe essere il compito dell'Arte in questo tempo?

Ecco la riflessione vera e propria. L'arte (quella vera) ha sempre avuto il compito di spingere l'uomo oltre i presunti limiti della propria immaginazione, creando cortocircuiti capaci di far nascere nuove prospettive. Ha dato materia e corpo ai sogni (e agli incubi) degli uomini, perchè essi potessereo toccarli, annusarli, guardarli e soppesarne il potere. In questo tempo a  me sembra che il compito dell'arte non sia diverso, ma credo anche che le nostre conoscenze siano ormai a un punto tale che Arte e Scienza dovrebbero allearsi più strettamente.
Ad esempio un'Arte consapevole del valore della geometria sacra e delle leggi che governano le energie sottili è un'Arte alleata della Scienza e capace di sostenere il cambiamento in atto. Viceversa un'Arte ancora frutto della soggettività dell'artista, un'Arte troppo mentale e concettuale, mi sembra inutile, oltre che noiosa, perchè non porta vero sostegno agli uomini e alle donne che si stanno lanciando verso il Tempo nuovo.

Non mi sento tuttavia intransigente come Osho: credo che una parte di soggettività nell'arte possa coesistere con un suo valore oggettivo. Il mio bambino ha ancora voglia di giocare con i colori e portare nel mondo i suoi sogni materializzati, ma vuole anche capire il loro reale valore per gli altri bambini e bambine di questo pianeta. Crede nell'ispirazione divina, ma anche nella conoscenza e nel progetto. Si affida al Dio dell'Arte, e al contempo studia per porre in ogni sua opera la Scienza della Natura. Voi che ne pensate?

p.s. Vi allego una foto di una bella opera di Daniela Novello , giovane scultrice italiana. "Novello Convivio", scultura in pietra e piombo.


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