Mio amato Amore, mio dio, mia dea, padre e madre di ogni respiro, vento che infonde ovunque la vita, tu che semini stelle sulle vie celesti del tuo regno, tu che conduci ognuno per mano alla sua casa, possa io lasciarmi condurre, e senza indugio abbandonarmi al tuo abbandono.
Nella tua infinita tenerezza lasciare che il mio cuore si espanda fino a dimenticare la parola “confine”, mio Amore, mio amato, mia amata, figlio del mio Cuore, padre della mia Vita, madre e sorella della mia Gioia, possa io saperti vedere in ogni cosa, e per ogni cosa essere grato…
Niccolò Angeli
14.01.2012 - tratto da "Cadere verso l'alto"

Pubblicato da nican in Spiritualità il 30 Mar 2014
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