Ciò che chiamiamo felicità è uno dei sensi attraverso i quali percepiamo il mondo. Al pari del tatto, della vista, del gusto, dell'udito e dell'olfatto, anche il senso della felicità ci avverte quando qualcosa può procurarci del bene o del male: per i cinque sensi consueti, l'avvertimento consiste in impressioni sensoriali gradevoli o sgradevoli; per il senso della felicità, consiste invece in sentimenti di gioia o tristezza al pensiero di fare una determinata cosa.
Questo senso della felicità è ben riconoscibile nei bambini piccoli, e probabilmente la natura o chi per essa aveva disposto che si affinasse durante la crescita - come avviene negli animali. In noi, invece, viene ben presto snaturato, deviato, accecato, fino a trasformarsi nel senso di colpa - che è precisamente l'espressione del nostro esserci rassegnati a considerare il nostro senso della felicità come un elemento di disturbo nella vita delle persone «normali», senza tuttavia averlo potuto eliminare del tutto.
Igor Sibaldi
dal Libro della personalità

Pubblicato da nican in Spiritualità il 13 Apr 2014
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