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Fino a pochi decenni fa il fatto che gli avvenimenti del mondo esterno fossero in relazione diretta con la nostra psicologia non veniva nemmeno preso in considerazione se non da alcuni filosofi un po’ strambi e alcuni rari psicologi forse provenienti da altri sistemi solari. Il pensare e il sentire comune sono sempre stati unidirezionali nel senso esterno/interno: il mondo influenza la mia psicologia, ma non viceversa.

Per esempio, se a un party universitario un ragazzo fa la corte alla mia fidanzata, io provo gelosia. Possiamo affermare che un avvenimento esterno ha provocato in me un’emozione negativa. Questo rappresenta il modo di pensare comune e più ovvio, ma decisamente poco originale per i miei gusti. Indubbiamente, però, questo è ciò che è accaduto. Il problema è che nessuno si pone la domanda successiva: perché quel ragazzo ha fatto la corte proprio alla mia fidanzata? Magari si scoprirebbe che la mia gelosia – quella che mi porto dentro sempre in stato latente – ha causato quell’episodio... che poi in un secondo tempo ha scatenato l’attacco di gelosia.
Salvatore Brizzi

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