Esiste un enorme ma sottile differenza tra il Dolore e la Sofferenza. Il dolore è una cosa naturale, la sofferenza no. Il dolore è un esperienza sensoriale. Ad esempio io attualmente cammino con le stampelle per via di una distorsione della caviglia, quando sono caduto ho provato dolore. La sofferenza invece è una condizione mentale che prolunga il dolore, quindi nel caso della caviglia con la distorsione il non accettare ciò che è successo, il giudicare sbagliato quello che ci è accaduto, il rifiutare il dolore stesso crea la sofferenza che ci costringe a provare ancora più dolore. Conoscere questa differenza mi ha permesso di provare solo dolore.

Quando ci lascia il partner, quando perdiamo il lavoro, oppure quando le cose non vanno come vorremmo il dolore è naturale ma la la sofferenza che può durare anni, quella la creiamo noi. Quello che voglio dire è che ce un legame tra dolore fisico e dolore psicologico. Il non accettare che la nostra relazione sia finita, il giudicare sbagliato il comportamento del vicino, il ripensare continuamente a come poteva essere tutto diverso solo se avresti agito in un altro modo ecco tutto questo porta sofferenza inutile. La sofferenza è causata dal rifiuto della realtà.

Pensa alla sofferenza di una mamma che deve partorire e a quella di un ragazzo che viene picchiato. La madre sa che deve passare dal dolore per dare alla luce una nuova vita. Il ragazzo invece si trova in uno stato di rifiuto totale perciò soffre sia durante l’esperienza e sia nei giorni a seguire arrabbiandosi per l’accaduto.

In realtà tutto quello che ci accade è lì per aiutarci a compiere il prossimo passo per la nostra Evoluzione. 

“Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa.” (Alex Zanardi)

Il Distacco

Che ti troverai davanti ad ostacoli nel cammino della vita è certo. Ciò che importa maggiormente non è di quali ostacoli si tratti …ma come li vedi e come reagisci … se mantieni la padronanza di te. Quello che può aiutarci è il distacco. Solitamente viviamo le nostre sofferenze totalmente identificati con esse. Non riusciamo a prenderne le distanze.

La soluzione qual’è?
L’accettazione completa di ciò che accade e la pratica dell’Osservazione. 

Tramite l’Osservazione modifichiamo ciò che stiamo osservando e iniziamo gradualmente a prendere le distanze dai nostri pensieri e dalla nostra sofferenza. Più si è identificati con i propri pensieri e con le proprie emozioni e più soffriamo. Naturalmente più ci esercitiamo ad essere Presenti e meno soffriamo. In virtù della costante osservazione, a un certo punto le funzioni della macchina biologica (mente e corpo) cominciano a essere percepite come “esterne” a noi e proveremo solo dolore e non sofferenza.

Il segreto per uscire dalla sofferenza

Il segreto è creare quello che in Alchimia viene chiamato il “Testimone”. Il testimone è fuori dal giudizio. Osserva senza giudicare e senza criticare. Iniziando ad osservare la tua mente inizi a prendere distacco dai suoi contenuti. Con la pratica dell’osservazione inizi a capire che non sei i tuoi pensieri e gli dai sempre meno retta.

Non è ciò che ci succede che ci fa stare male, ma il nostro giudizio su ciò che è successo. Prendendo le distanze dalla mente che emana giudizi si esce dalla sofferenza.

Il testimone lo si crea con gli esercizi di ricordo di sé.Essere Presenti significa che tutta la nostra attenzione è rivolta sia verso noi stessi che a ciò che stiamo facendo. La mente solitamente è proiettata o sul passato o sul futuro e mai sul momento Presente.

Si inizia con degli esercizi semplici, e ci si sforza di ricordarsi di sé ogni volta che si svolge una determinata azione. Per esempio, per una settimana ogni volta che attraversi una porta ripeti “sono presente”. Nella settimana successiva ogni volta che ti vesti o ti spogli ti focalizzi solo su quello che stai facendo. All’inizio è utile ripetersi: “mi sto infilando i pantaloni e sono presente, mi sto infilando la giacca e sono nel qui ed ora ecc..” poi con la pratica la Presenza diventa uno stato e non hai più bisogno di richiamarla mentalmente. Quando svolgi questi esercizi non sei ancora in uno stato di totale Presenza che per sua natura è uno stato non-mentale ma attraverso la pratica lo puoi raggiungere.

Conclusione

L’accettazione e il distacco riducono la sofferenza. Invece il dialogo interno l’aumenta. Ripensiamo a fatti e a persone che ci hanno procurato emozioni negative e in questo modo alimentiamo la sofferenza. Ci risulta difficile fermare il rumore della mente perché crediamo che sia utile ripetere all’infinito le stesse scene, le stesse frasi, ignorando che questa attività è totalmente meccanica cioè non voluta da noi ma la subiamo solamente. Dobbiamo capire che questo rimuginare su ciò che è successo è assolutamente INUTILE. Ci molestiamo dando attenzione ad un rumore della mente che ci toglie energie e ci fa preoccupare inutilmente. Solo comprendendo l’inutilità di queste azioni possiamo impegnarci per smetterle di dargli importanza. Gli esercizi di ricordo di sé ci consentono di osservare i pensieri senza identificarci con loro.

Ti ho illustrato come uscire dalla sofferenza fanne buon uso.

 

Ora tocca a te, cosa ne pensi?

http://drittoallameta.it/smetterla-di-soffrire/

Pubblicato da Danilo M. in Crescita Personale il 15 Gen 2016 | Modificato: 24 Gen 2016
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