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Sri AmmaBaghavan
Tutti i sadhana e gli insegnamenti devono infine essere gettati nel cestino della carta straccia. Mukthi è essere completamente liberi dalla mente. Questo, nessun insegnamento, nessuna tecnica può darvelo. Perché non è un processo psicologico o filosofico o meditativo, è un fenomeno neurobiologico, i cambiamenti fondamentali devono avvenire nel vostro cervello fisico." Se in tutto questo tu dimentichi il Divino, ogni cosa è perduta. Se segui solo gli insegnamenti, non ti porteranno da nessuna parte. Tutti gli insegnamenti devono essere accompagnati dalla Grazia. E il Divino è quello che dà la Grazia, attraverso il Diksha.  -  Sri AmmaBaghavan

il valore relativo della "pratica" alle soglie del 2012

Citazione inserita da nican, nni fa. 1 commenti.
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Commenti

Molto bella questa citazione, mi trovi d'accordo :)

Per i samurai giapponesi è lo stato di "mushin", ovvero "non-mente": il guerriero che ha dimenticato sé stesso ha dimenticato la morte, ha dimenticato la paura, e l'avversario non trova aperture. Il guerriero che ha raggiunto lo stato di "non-mente" è, per definizione, invincibile, poiché non v'è più nulla da vincere, né v'è nulla da perdere. Non esistendo mente, non esiste né guerriero né avversario: ogni distinzione è caduta, svanita; non esiste battaglia, e dunque non esistono né vittoria né sconfitta. Il guerriero esperto di mushin vince ancora prima di cominciare a combattere.

In termini un po' meno spirituali e un po' più material-scientifici, la non-mente è la fusione totale del Sé fisico e psichico sia nel corpo/mente/spirito (che diventano una cosa sola, indistinguibile e indescrivibile, un'"entità" completa -ciò che io in inglese chiamo "wholeness", o "completezza"-) che nell'intero ambiente circostante. I confini del Sé vengono dimenticati, e nel momento della totale consapevolezza (che paragonerei all'Illuminazione buddhista, o per lo meno ad un attimo di satori) si diventa non-consapevoli del non-Sé, che coincide con l'Uno di Plotino: si diventa il tutto, e tra il Tutto e il Sé non vi sono più confini. Così cade la morte, così cadono i concetti di "giusto", "sbagliato", "nemico", "amico", e il guerriero mushin è una forza inarrestabile. Il flusso dell'energia nel Sé del guerriero non è bloccato da nulla, poichè non esistono dubbi generati da confini, convenzioni, pensieri, morale, educazione, e scorre libero. Oserei quasi affermare che questo stato di "mushin" (ovviamente adattato per le attitudini del singolo: mica siamo tutti guerrieri o spadaccini!) è la piena potenzialità umana sviluppata e risvegliata, attraverso la disciplina e la volontà.

La non-mente è un concetto estremamente affascinante che mi interessa moltissimo :D

walter_82
nni fa