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Sri Aurobindo
L'idea aggressiva e del tutto illogica di un'unica religione per l'intera umanità, una religione universale che si fa forza della sua stessa della sua limitatezza, un unico insieme di dogmi, un solo culto, un solo sistema di cerimonie, un'ordinanza ecclesiastica, una serie di proibizioni e ingiunzioni che tutte le menti devono accettare col pericolo di persecuzione da parte di uomini e il rifiuto spirituale o la punizione eterna da parte di Dio, quella creazione grottesca dell'umana irragionevolezza che è stata la sorgente di tanta intolleranza, crudeltà, oscurantismo e fanatismo aggressivo, non è mai stata in grado di prendere possesso della mentalità indiana.  -  Sri Aurobindo

Al culmine della sua parabola di  vita, il  24 novembre 1926, Sri Aurobindo decide di ritirarsi nella sua stanza, dalla quale non uscirà mai più, fino alla morte, avvenuta il 5 dicembre del 1950.
Fu una scelta che preparava la Nuova Umanità: un  ritiro  necessario per potersi concentrare più intensamente in quello che egli considerava il suo vero lavoro:  formare  la base del Essere di Luce che sarebbe apparso all'alba della Nuova Era.
«Non è contro il governo britannico che ora devo battermi, questo chiunque può farlo, ma contro l'intera Natura universale!». Il terreno della battaglia era ed è  il Pianeta  intero e la Razza Umana.
Da quel momento egli si circonda di quella riservatezza che doveva caratterizzare l'intera esistenza trascorsa a Pondicherry. «La mia vita non si è svolta in superficie, affinché gli uomini la possano vedere».

Citazione inserita da darshana, nni fa. 0 commenti.
Etichette:  sriaurobindo
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